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Eroica Fenice

Papa Francesco

Papa Francesco a Napoli: tra speranze, lacrime e preghiere

Papa Francesco a Napoli, la speranza è nei cuori dei partenopei!

Il primo giorno di primavera è stato, per Napoli, il vero giorno della rinascita sancita dalla visita del tanto amato Papa Francesco che, obbedendo alla sua indole di missionario tra poveri e derelitti, ha deciso, poco più di un anno fa, di recarsi nelle piazze della bella città di Partenope per portarle, finalmente, uno spiraglio di luce e di speranza.

Proprio questa, in effetti, è stata la parola d’ordine di un viaggio compiuto nel cuore più profondo di un Sud malato e bistrattato, perennemente flagellato dall’antico cancro che è la camorra e dal nuovo cancro che è la morte per avvelenamento, vessato dalla mancanza di aspettativa, derubato del futuro per i suoi giovani.

Papa Francesco a Napoli, “C’a Maronn t’accumpagn”!

E moltissimi erano i giovani radunati in Piazza del Plebiscito, lungo Via Caracciolo e Via Poggioreale a far sentire al pontefice il loro calore, il loro affetto e la loro voglia di riscatto. Con la dolcezza che abbiamo imparato a conoscere ed accettare in questi due anni di pontificato, Francesco è andato dritto al cuore del problema che attanaglia Napoli ed i napoletani: convertitevi è stata la sua richiesta. Il Pontefice ha tenuto, inoltre, a precisare che in questa terra dove la corruzione «spuzza», l’unica salvezza è la volontà di venire fuori da quei meccanismi distorti che fanno ottenere il potere e il successo in cambio di azioni deplorevoli e, talvolta, disoneste.

Una conversione, in fin dei conti, ma quello che serve a Napoli è non solo e non tanto una conversione spirituale, quanto, piuttosto, una conversione delle abitudini, una conversione della mente che deve liberarsi della vecchia e cattiva consuetudine del laisser faire, laisser passer.

Quanto serve a Napoli è una conversione del pensiero che trovi, finalmente, il coraggio di essere se stesso.

La città di Napoli è nei guai. Lo è da anni. Eppure, da altrettanti anni, tante persone oneste combattono, a costo della vita, per liberarla da questi guai. Il momento del riscatto è arrivato, o adesso o mai più. La speranza è che prevalga l’adesso sul mai più.

E così, con lo stesso calore e trasporto con cui Papa Francesco a Napoli ha salutato la folla riunita intorno al suo altare, con le stesse parole un augurio nasce, oggi, da questa penna: un augurio di speranza, di fiducia e di coraggio nel pretendere il futuro che spetta a tutti e, forse, ai napoletani un po’ di più.

Bella e cara Napoli, forza!

“C’a Maronn t’accumpagn”!