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Presidenziali francesi: gli indecisi saranno decisivi

Presidenziali francesi: gli indecisi saranno decisivi?

Dopo l’attentato di ieri agli Champs Elysées e nonostante il terrorismo mediatico che ne risulterà, il popolo francese si avvicina, ancora più incerto, a scegliere chi sarà il prossimo presidente della V République. Il primo turno elettorale avrà luogo domenica 23 aprile, mentre il secondo il 7 maggio. Trattandosi di un sistema uninominale a doppio turno, per vincere al primo turno sarebbe necessaria la maggioranza assoluta, ovvero 50% +1, altrimenti si ricorrerebbe a una nuova votazione fra i candidati che hanno superato la soglia di sbarramento. Nella forma più classica, tuttavia, passano il turno solo i due candidati più votati e, così, il secondo turno è un ballottaggio. La lista ufficiale conta undici candidati all’Eliseo, di cui i principali sono cinque: Francois Fillon (Les Républicains, centro destra), Benoit Hamon (Partito Socialista), Marine Le Pen (Front National, estrema destra), Emmanuel Macron (En Marche!, centro sinistra), Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise, sinistra radicale). A queste presidenziali, infatti, gli schemi classici delle elezioni francesi, che vedono fronteggiarsi il partito socialista e quello repubblicano, sono stati stravolti. I sondaggi, che hanno registrato mutamenti considerevoli nel corso della campagna elettorale, mostrano una differenza che si accorcia sempre di più fra ben quattro candidati all’Eliseo.

La causa di questa rottura nella continuità potrebbe essere spiegabile prendendo in analisi pochi dati di fatto: da un lato, infatti, si trova un partito socialista ridotto a brandelli dall’impopolarità di Francois Hollande (sebbene dopo gli attentati del novembre 2015 ci sia stata una crescita del favore elettorale nei suoi confronti). D’altro canto, il candidato di destra Fillon è stato fortemente danneggiato dallo scandalo che lo ha coinvolto, riguardante stipendi di stato di milioni di euro erogati alla moglie per un lavoro fittizio. I sondaggi, negli ultimi mesi, hanno conosciuto sbalzi e cambiamenti continui e significativi mentre, d’altra parte, la fiducia nei risultati da essi previsti, in seguito alle destabilizzanti sorprese avute in seguito ai risultati sul referendum della Brexit e alle presidenziali americane, è drasticamente crollata.

Il ballottaggio delle Presidenziali sarà in mano agli indecisi

Si parla di una storica vittoria di Marine Le Pen, contro l’immigrazione e contro l’UE, affine all’ ascesa delle destre in Occidente – e non solo. Allo stesso modo, è cospicuo il favore riscontrato dal candidato del centro sinistra Macron, ex consigliere di Hollande all’Eliseo ed ex ministro dell’economia, che si pone nel segno del “rinnovamento”. Fillon quest’autunno era in testa ai sondaggi, prima di essere investito dallo scandalo che ha visto crollare le percentuali in suo favore. Benoit Hamon, che aveva registrato 14 punti percentuali di preferenza nei sondaggi di qualche mese fa, vede adesso un netto calo del favore nei suoi confronti all’ 8%. Al contrario, Mélenchon dall’8% di qualche mese fa, è dato al 19% negli ultimi sondaggi, con un programma volto all’integrazione, la rinuncia al nucleare e l’apertura totale alle energie rinnovabili, la diminuzione delle ore lavorative, l’abbassamento dell’età pensionistica. Ad ogni modo, i risultati saranno imprevedibili, anche per il tipico sistema a due turni che rende l’interpretazione impossibile. Di certo, sia al primo, ma soprattutto al secondo turno elettorale, gli indecisi saranno decisivi. Inoltre, non è da sottovalutare l’influenza che quet’ultimo attentato potrà determinare: tutti i candidati si sono pronunciati spendendo più o meno le stesse parole in merito, ma è chiaro che i populismi sapranno cavalcare bene l’onda dei sentimenti legalitari – connessi alla morte di un poliziotto- e nazionalisti. L’unica certezza è che non si possono azzardare previsioni. Un dato, intuitivamente e statisticamente, sembra inserirsi nella stessa direzione di ascesa delle destre in Europa: Marine Le Pen otterrà un risultato storico, ma è del tutto improbabile che raggiunga la maggioranza assoluta al primo turno, sebbene con il 25% delle preferenze rappresenta una grossa fetta dell’elettorato​. Sembra facile prevedere, comunque, che l’elettorato di sinistra, abitualmente incanalato nel solo partito socialista, si vedrà diviso fra quattro partiti al primo turno che poi, il 17 maggio, potrebbero concentrarsi in un netto favore allo sfidante della candidata del FN: i sondaggi dicono che sarà Macron.

Ma i colpi di scena come, per l’appunto, l’uscita della Gran Bretagna dall’UE o l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, dicono che i sondaggi possono essere del tutto fallaci

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