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Eroica Fenice

Procida, riaperto al pubblico l’ex carcere di Terra Murata

Procida, riaperto al pubblico l’ex carcere di Terra Murata

Terra Murata. Da ex carcere di Procida a polo culturale. Nonostante possa sembrare un’idea bizzarra quella di assimilare l’arte alla prigionia, è proprio dall’ideale della bellezza intravista da dietro le sbarre che muove quest’iniziativa del Comune di Procida.

L’avranno capito per primi i detenuti dell’ex penitenziario, quando davanti ai loro occhi il mare, quieto o burrascoso che fosse, finiva inevitabilmente per acquistare il senso della libertà negata, scomposta in tanti piccoli rettangoli d’azzurro quante erano le vecchie sbarre arrugginite a delimitarne il perimetro. L’avranno capito poi i procidani, amputati nella loro coscienza identitaria del nucleo più antico della storia dell’isola, rappresentato dal borgo di Terra Murata, dove sorge appunto la fortezza. L’avrà capito il regista Nanni Loy che nel 1971 non trovò scenografia migliore di Terra Murata per girare il film “Detenuto in attesa di giudizio”, con protagonista Alberto Sordi. L’avranno capito anche i ragazzini del posto che ogni giorno accoglievano la sfida che i viottoli impervi dell’altura a picco sul mare proponevano loro, scavalcando muri di cinta, cancelli e steccati per inerpicarsi lassù, dove il fragore delle onde viene amplificato dal vento e il brivido del proibito corteggia spudoratamente la voglia di esplorare quelle celle buie e anguste.

Ebbene, associazioni culturali, volontari e semplici cittadini dell’isola di Procida hanno deciso, insieme alle istituzioni comunali, di assecondare il desiderio di quanti vogliono vedere cosa si celi dietro le mura fortificate dell’ex carcere, annunciandone la riapertura parziale al pubblico a partire dal prossimo 15 Novembre.

Roccaforte, residenza signorile, prigione borbonica e penitenziario: le quattro vite di Palazzo d’Avalos di Terra Murata

Se si decide di salire a piedi verso Terra Murata, bisogna prepararsi in anticipo all’idea di un percorso affascinante, in cui persino l’erica e i sassi ai margini dei sentieri raccontano storie. Tutto ha inizio nel 1529, quando Carlo V d’Asburgo assegnò Procida ai d’Avalos, i quali lasciarono una forte impronta sull’assetto urbanistico dell’isola. Fu in particolare Innico d’Avalos a trasformare l’allora Borgo di Terra Casata in Borgo di Terra Murata; e proprio a lui si deve l’edificazione dell’ex carcere, inizialmente un edificio dalla doppia funzione di residenza signorile e di fortezza, cui fu dato il nome di Castello d’Avalos. Il fossato antistante trasformato in piazza d’armi, la facciata a picco sul mare fortificata e l’aspetto elegante di quella rivolta a sud furono il frutto del minuzioso lavoro dei due architetti Giovan Battista Cavagna e Benvenuto Torelli. Se si pensa che il progetto determinò l’abolizione della porta di Sant’Angelo e la soppressione del percorso che collegava Terra Murata direttamente al porto, provocando il successivo insediamento della Corricella, allora si può facilmente comprendere il valore di quest’opera nel conferire a Procida l’aspetto che è riuscita a conservare fino ad oggi.

Passato ai Borbone nel 1736, il Castello d’Avalos fu poi adibito a residenza reale, fino alla ristrutturazione del 1815, a seguito della quale fu prima una scuola militare realizzata da Ferdinando I, poi carcere borbonico voluto da Francesco I nel 1830 ed infine, dall’Unità d’Italia fino al 1988 (anno della sua chiusura), carcere di massima sicurezza dello Stato Italiano.

La riapertura di Palazzo d’Avalos al pubblico è un evento imperdibile non solo per gli appassionati di arte e di architettura, ma anche per tutti coloro che amano “le storie nella storia”.

Per chi vuole ascoltare la storia dell’indulto del governo Togliatti, che aprì le celle del carcere ai gerarchi fascisti Borghese e Teruzzi, per chi è affascinato da quella dei 302 anni di carcere a Frank Mannino, autore della strage di Portella della Ginestra, o ancora per chi vuole saperne di più del “Macellaio del Fezzan”, ai secoli Rodolfo Graziani, generale di Mussolini famoso per le stragi in Libia, il prossima 15 Novembre sarà l’occasione giusta.

La riapertura dell’ex carcere di Terra Murata: da complesso in rovina a luogo d’arte

Già nel 2013 il Comune di Procida si era riappropriato dell’ex carcere borbonico, mettendo in sicurezza e bonificando tutta l’area circostante, grazie anche al contributo dell’architetto Angela Iarato. Un riscatto della bellezza che si è avvalso nel tempo del supporto delle associazioni locali: dalla Proloco a INDIEfferenti, da Millennium a Vivara; dal gruppo Operazione Primavera che ha curato i giardini, alla visite guidate curate dall’architetto Iodice e dal dottor Retaggio, per arrivare a un team di semplici cittadini volontari che ha provveduto a curare il logo e i vari depliant informativi sulla storia del Castello d’Avalos.

I lavori, terminati nel luglio scorso, hanno portato prima alla riapertura di Terra Murata per un festival del cinema, poi alla riapertura dal 7 Novembre per una serie di visite guidate destinate ai soli residenti. Una vittoria comune, condivisa non solo dalle istituzioni, ma anche da quegli interventi dal basso che hanno reso possibile un evento epocale.

“Il coinvolgimento della comunità è il primo passo per la valorizzazione della struttura”, ha dichiarato a La Repubblica l’assessore Antonio Carannante, che si occupa in prima persona della rivalorizzazione del vecchio borgo.

Visite a Procida all’ex carcere borbonico: date, info e prenotazioni.

La visita guidata all’ex carcere borbonico dura un’ora.

Due sono i piani della struttura attualmente visitabili, mentre il piano seminterrato, dove erano situate le celle d’isolamento, rimane purtroppo ancora inaccessibile. Prima di giungere però a Palazzo d’Avalos, il percorso prevede prima la visita ai cortili e ai giardini (dove probabilmente saranno realizzati in futuro orti urbani a cura delle varie associazioni di volontariato e di riqualificazione del territorio), passando per Piazza d’Armi, Santa Margherita, fino alla strada che conduce all’ex carcere: è possibile visitare le singole celle, gli opifici, la medicheria e quello che resta della “camionetta recante i nuovi prigionieri su dal porto”, come scriveva Elsa Morante ne “L’isola di Arturo”.

Un’attrazione irresistibile e un’occasione irrinunciabile, non solo per i procidani che potranno visitare Terra Murata dall’8 al 13 Novembre 2016, ma anche per tutti gli altri dal 15 Novembre.
Le prenotazioni devono essere effettuate in via esclusivamente telematica sul sito www.comune.procida.na.it, mentre per ogni ulteriore informazione sulle caratteristiche del luogo e sull’offerta turistica si rimanda al sito www.vivereprocida.it.