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Eroica Fenice

Rain: intervista a Bernardo Diana (Prima Parte)

Dopo aver seguito con attenzione (e ancora lo faremo in futuro!) gli eventi dell’Associazione Casertana LGBT Rain, Eroica Fenice le ha proposto un’intervista. Bernardo Diana, tesoriere dell’associazione, ci ha concesso un piccolo spazio nella sua agenda.

Ciao Bernardo. Grazie per aver accettato di dedicarci il tuo tempo. Ti va di spiegarci quando nasce l’Associazione Casertana LGBT Rain?

Ciao Roberta, è un piacere per me dedicare il mio tempo a te e a Eroica Fenice. RAIN associazione LGBT* casertana nasce dopo un lungo dibattito cittadino e provinciale che ha avuto il suo corso tra il 2013 e il 2014. Il tutto ha inizio da un convegno omofono organizzato in novembre ’13 nel Seminario arcivescovile di Caserta al quale il Sindaco di Caserta Del Gaudio partecipa portando i saluti della città. In modo spontaneo tramite il tam tam su internet nasce un sit in di protesta che vede partecipare una cinquantina di persone di Caserta e dei comuni limitrofi. Subito in gennaio organizzo una riunione al Laboratorio Sociale Millepiani di Caserta alla quale invito tutte le persone che hanno partecipato al sit in di protesta e alcuni contatti del defunto “Coming Out”. Da quel momento ci siamo dati il nome di “Gruppo LGBT Casertano” e il nucleo principale era formato da me, il mio fidanzato Enzo Genovese, Maria Luisa Mazzarella e Alfredo Corsini. Ci siamo riuniti ininterrottamente ogni sabato al Millepiani fino a luglio quando abbiamo deciso di convocare l’assemblea pubblica costituente, su insistenza mia e di Viviana Severino. Ci sembravano superate le criticità iniziali e il “vestito” di collettivo ci stava stretto e quindi con i superstiti, come mi piace dire, del Gruppo LGBT Casertano il 25 luglio 2014 si è costituita l’organizzazione di volontariato “RAIN associazione LGBT* casertana”. In un caldo pomeriggio estivo, nella bella cornice dell’Antico Cortile Ristorante, che ci ha ospitati sempre e comunque abbiamo fatto nascere RAIN con Enzo Genovese come primo presidente e Claudio Severino come vice presidente. Da quel momento non è nata solo un’associazione per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender ma una vera e propria famiglia.

Chi ha scelto il nome Rain? E perché?

Come tutti i nomi di questa portata, ci sono sempre varie storie a riguardo, un po’ come si dice che Steve Jobs scelse il nome Apple per la sua azienda di informatica dopo aver lavorato in un meleto. Il nome Rain ha diverse storie, tutte possibili e plausibili. Siamo a luglio e il calore estivo si fa sentire per cui, storditi dall’afa abbiamo trovato simpatico che all’interno della parola inglese Rainbow (arcobaleno) ci fosse la parola Rain, una pioggia fresca, sottile e rigenerante. Pensandoci nella maggior parte degli eventi che organizzato aveva sempre piovuto e per cui ci sembrò una scelta simpatica. Dal logo, è possibile vedere una serie di strisce colorate che gocciolano dalla scritta RAIN, in questo modo abbiamo voluto rappresentare una pioggia di colore sulla città.

Qual è lo scopo di questa associazione?

Siamo un’organizzazione di volontariato per la tutela dei diritti civili, umani e sociali delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, transessuali e per coloro che non desiderano darsi definizione alcuna. Lo scopo è promuovere e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche LGBT* (acronimo di lesbiche, gay, bisessuali, trans), di fornire assistenza e supporto a chi ne ha bisogno, essere un punto di riferimento per cittadini e turisti, lavorare affinché si abbia a livello locale e nazionale un mondo più giusto senza discriminazione alcuna.

[Fine Prima Parte]

Roberta Magliocca

– Rain: intervista a Bernardo Diana –

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