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Redditi dei politici: l’Italia che non è in crisi

redditiNel mese corrente sono stati resi noti i redditi dei politici italiani e chiunque voglia sbirciare nei vari portafogli non deve far altro che consultare le piattaforme ufficiali della Repubblica, e lì, tra schede autorevoli e importanti titoli, troverà l’Italia che non è in crisi.
I redditi di chi governa il Paese e condiziona con ogni atto il nostro quotidiano difficilmente, se non mai, hanno un indice numerico inferiore a 70 mila euro di imponibile. La stessa dichiarazione del Presidente del Consiglio chiarisce che Matteo Renzi, economicamente parlando, può dormire sonni tranquilli.

I Redditi dei politici mostrano un’altra Italia

Risulta chiaro, dinanzi a questi redditi, il motivo per cui i politici parlano oramai con scetticismo di crisi economica. Dopotutto, la crisi non c’è nelle loro tasche.
Sempre più spesso, difatti, tra un disastro naturale e borse oscillanti, pacate parole ci assicurano che l’Italia è in crescita, il lavoro bussa alla porta di chi aspetta e persino di chi dorme, l’università ha avuto il boom delle iscrizioni e l’italiano medio gioisce della ritrovata tranquillità tra shopping, ristoranti alla moda e vacanze d’inverno e d’estate.

Peccato che sia sufficiente mettere il naso fuori di casa per rendersi conto che la situazione è diversa, che i redditi degli italiani non consentono tutti questi lussi.
Per le strade, vediamo giovanissimi connazionali seduti sui marciapiedi in attesa di elemosina e altri tentare di vendere piccoli oggetti di comune uso, persone di tutte le età e nazionalità che rovistano nei cassonetti dei rifiuti, negozi e catene importanti uccisi da tasse e sovrattasse che chiudono i battenti.
La lista è lunga, ma quanto appena detto è sufficiente a dar ragione, in un certo senso, ai nostri politici: in fondo è vero che l’Italia non è crisi, è proprio affogata nella crisi. Sarebbe curioso, per amore di completezza, unire alle dichiarazioni patrimoniali e di redditi della classe politica anche quelle della popolazione in una sorta di trionfo del paradosso e della disuguaglianza.

Consultando la scheda di Matteo Renzi, si legge in alto “Amministrazione Trasparente”, il che fa intuire che il rendere noto patrimoni e redditi sia un atto di rispetto nei confronti della popolazione, un modo per dimostrare che la classe politica non ha nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi – un intento lodevole davvero. Ma ancor più lodevole sarebbe stato trasformare la dimostrazione di rispetto in un rispetto concreto, iniziando, ad esempio, a dimezzare stipendi e rimborsi spese della classe politica, abolire ruoli assolutamente inutili, eliminare indennizzi, pensioni di platino e affini – in mancanza di questo, dunque di uno scopo concreto, non so immaginare cosa possa importare all’italiano dei redditi della classe dirigente.

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