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Eroica Fenice

Rodotà, si è spento il famoso giurista ed intellettuale

Rodotà, si è spento il famoso giurista ed intellettuale

La conoscenza è la via non solo per acquisire valore aggiunto sul mercato, è in primo luogo la libera costruzione della personalità di ciascuno di noi”, così sosteneva l’emerito professore Stefano Rodotà, spentosi dopo una breve malattia, nella città che lo ha visto diventare prima dottore in giurisprudenza e poi professore di diritto civile; nella Roma, quindi, che lo ha visto protagonista della vita politico-istituzionale del nostro paese e pioniere del giornalismo moderno.

Rodotà, nato a Cosenza e tifoso dell’omonima squadra di calcio, il 30 maggio del 1933, proviene da una famiglia colta ed impegnata nella politica, di origini Arbëreshë (ossia gli albanesi d’Italia, che sono la minoranza etno-linguistica albanese storicamente stanziata in Italia meridionale ed insulare, ndr). È stato un giurista di caratura internazionale, dedito principalmente al diritto costituzionale, nonché primo Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ruolo che ha ricoperto con importanti risultati fino al 2005; ancora, nel 2014 ha presieduto la Commissione parlamentare “Internet, bill of rights”, incaricata di redigere i principi generali della comunicazione via Internet, come indirizzo per le leggi italiane in materia e come spunto nel dibattito internazionale.

Egli inizia la sua vita politica militando nel Partito Radicale di Pannunzio, ma nel 1979 rifiuta di candidarsi nell’unico partito al quale sia mai stato iscritto (ossia il Partito Radicale allora presieduto da Pannella, ndr) per essere poi eletto deputato tra le fila del PCI come Indipendente. Successivamente è diventato membro della Commissione Affari Costituzionali.

Promuovendo una politica laica che ha sempre guardato a sinistra, nel 1994 parallelamente alla vittoria del primo governo Berlusconi, Rodotà decide di lasciare il parlamento (non candidandosi, ndr) per tornare ad insegnare a tempo pieno.

Attività, quella di insegnante, che gli ha donato grande lustro, giacché ha istruito gli studenti delle migliori università mondiali come la Sorbonne di Parigi o la britannica Oxford, oltre all’americana Stanford.

L’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervistato alla camera ardente, risultava visibilmente commosso; ne era infatti amico e “rivale”, avendo “battagliato” con lui sia nel 1992 per la carica di Presidente della Camera sia nel 2013 per l’accesso al Quirinale, dove Rodotà fu candidato dal M5S e votato anche da SEL e da alcuni esponenti del PD.

Nonostante la disfatta, grazie a questa candidatura c’è stato un importante risalto mediatico per Rodotà, il quale fu designato come candidato dei Cinque stelle proprio attraverso la rete, nonostante egli avesse criticato diverse volte il modus operandi dei grillini, invitando Di Maio&Co. a radicarsi sul territorio piuttosto che a “perdere tempo su internet”.

Dopo l’ulteriore sconfitta alle amministrative del 2013, Grillo definì Stefano Rodotà un “ottuagenario sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi”; dichiarazione che il comico stemperò sostenendo di aver riportato in modo linguisticamente goffo una descrizione fatta dallo stesso Rodotà durante una telefonata intercorsa tra i due.

Negli ultimi anni, inoltre, il giurista si era schierato a favore dei matrimoni omosessuali e definiva la Chiesa cattolica “un laboratorio del totalitarismo moderno”, auspicando un diritto meno legato alla matrice religiosa, oltre ad essersi schierato a favore del “NO” al referendum del dicembre scorso promosso dall’allora Premier Matteo Renzi.

Il cordoglio per Rodotà: un uomo moderno ed innovatore, che ha lasciato dietro di sé un retaggio da tutelare e conservare nel tempo

Tutto il mondo giuridico e politico italiano – eccetto il Movimento 5 stelle che si è chiuso in un abominevole silenzio – si è unito, a prescindere dai colori e dagli schieramenti, al cordoglio dell’Italia per questa grave perdita; per la dipartita di un intellettuale che riusciva, come pochi altri, ad instillare un dubbio ed a promuovere il ragionamento nelle menti anche dei giuristi più rigidi. Il Presidente del Consiglio Gentiloni alla camera ardente ha dichiarato che “Rodotà era un esempio di vita e che merita il ricordo di tutto il paese“.

L’Università della Sapienza accoglierà, Lunedì 26, il feretro nell’aula 101 della facoltà di Giurisprudenza, per ricordarlo in uno dei luoghi a lui più congeniali.

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