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Eroica Fenice

Scampia, l’Officina “Gelsomina Verde” rilancia a Natale “La Cassa del Mezzogiorno”

Scampia, l’Officina Gelsomina Verde rilancia a Natale “La Cassa del Mezzogiorno”

Ci sono luoghi che, nonostante gli sforzi di sottrarsi a narrazioni faziose e spesso poco attinenti alla realtà, finiscono inevitabilmente per restare impantanati in un’immagine negativa, forse la più semplice da immortalare, perché rimane in superficie e porta a credere che il lago sia solamente una pozzanghera. Scampia è uno di questi luoghi, l’emblema geofisico, dimensionale e  sociale di quanto sia facile ricorrere alla rappresentazione del male, data la sua natura scontata, oltremodo banale.

E mentre procedono i traslochi nei nuovi alloggi di Via Gobetti e Via Labriola degli abitanti delle tre Vele destinate all’abbattimento, l’ombra di queste ultime continua a proiettarsi insistentemente sulle vie di un quartiere che paga tuttora lo scotto di essere periferia al nord di Napoli.

Se poi ai più quell’ombra piace dipingerla ancora più nera, figuriamoci la difficoltà nell’accettare che una qualsiasi atmosfera natalizia possa insinuarsi  laddove l’immaginario collettivo si aspetta nient’altro che corruzione, brutture e degrado, opportunamente confezionati non certo per andare sotto l’abete addobbato, ma ad uso e consumo del mainstream, delle pellicole e della carta troppo spesso spacciata per vangelo.

Perciò, quando poi ci si prende la briga di sbirciare oltre la siepe dell’apparenza, si finisce per forza di cose all’ammettere di aver preso i classici “fischi per fiaschi”. Anzi, se per “fiaschi” si intendono la bottiglia di Falanghina Doc “Selva Lacandona” o quella della birra artigianale “Cella Zero”, incluse entrambe nella “Cassa del Mezzogiorno” rilanciata in occasione del Natale dall’Officina “Gelsomina Verde” di Scampia, il paragone non è nemmeno tanto azzardato.

Basta spegnere il televisore, lasciare una volta tanto i libri sul comodino, indossare scarpe comode e farsi un giro su una scena che, in fondo, non è solo la tanto decantata “scena del crimine”.

L’Officina delle Culture Gelsomina Verde e il progetto di sostegno e rivalutazione del meridione

L’Officina delle Culture Gelsomina Verde sorge nel cuore della periferia nord di Napoli ed è dedicata all’omonima vittima della cosiddetta “prima faida di Scampia”, brutalmente assassinata e data alle fiamme nella sua auto nel quartiere Secondigliano nel 2004. Da diversi anni ormai le attività dell’Officina, mirate ad arginare delinquenza e malaffare e a far convergere iniziative di utilità sociale e culturale in un unico progetto di riqualificazione del territorio e del Mezzogiorno in generale, hanno fatto della struttura un vero e proprio fiore all’occhiello di un quartiere troppo spesso avulso dall’idea stessa di eccellenza. Una vicenda molto simile a quella del “Fondo Rustico A. Lamberti” che, partendo dagli ettari di terreno confiscati al clan camorristico dei Simeoli, ha dimostrato l’esistenza di una valida alternativa alla criminalità organizzata e a politiche troppo spesso sbilanciate, vessatorie e talvolta ammiccanti ad un vero e proprio neo-colonialismo del meridione. Non è un caso, infatti, che molti prodotti derivati dal Fondo Lamberti siano stati inclusi nella Cassa del Mezzogiorno: un progetto che non nasce dall’esigenza di reinventare, bensì di capovolgere completamente il senso di quella “Cassa del Mezzogiorno” storica voluta dal Governo De Gasperi nel 1950, per restituire dignità economica e culturale a un Sud spesso bistrattato e preda di convinzioni pregiudizievoli e purtroppo assai radicate.

(R)esistenza Anticamorra e la “Cassa del Mezzogiorno”: a Scampia (e al Sud) resistere è possibile

La “Cassa del Mezzogiorno” si presenta come ciò che il nome stesso suggerisce: si tratta di una scatola di legno realizzata a mano  disponibile in due versioni (una a prezzo pieno e l’altra in “versione economica”, chiamata “Bottino del Sud”), contenente prodotti di manifattura meridionale e di tutte quelle realtà che lottano giorno dopo giorno per riqualificare e riscattare i territori del Sud Italia: vino, birra e conserve prodotti direttamente dall’Officina delle Culture e la rivista “Informare”, il libro “Libri Maltrattati” edito da [Erre] Edizioni, un album musicale a cura del gruppo degli O’ Rom e piccole e raffinate opere di artigianato, a ulteriore testimonianza che è quella speciale compagine di enogastronomia, patrimonio culturale e tradizione musicale l’arma migliore a sostegno del Mezzogiorno e della lotta alla camorra e alle cattive politiche.

A pochi giorni dal Natale e muovendo proprio da quell’ex-scuola abbandonata, una volta covo di spacciatori e tossici, sottratta al degrado dall’Associazione (R)esistenza dove ha sede l’Officina “Gelsomina Verde”, il progetto viaggia sul doppio binario dell’economia solidale e del compattamento delle ribattezzate R-Esistenze Meridionali verso l’obiettivo condiviso di recupero e valorizzazione dei territori del sud Italia.

Grazie anche al lavoro degli ex-detenuti impiegati nella struttura, alla Cooperativa Iron Angels, agli O’ Rom e all’Associazione Officina Volturno, l’Officina e la “Cassa del Mezzogiorno” sono l’ennesima dimostrazione che la fotografia perfetta di un luogo come Scampia non può essere realizzata, se non ammettendo il dato di fatto che alle zone d’ombra devono per forza corrispondere altrettante zone di luce, che risplendono tuttora senza macchia.

Direttamente alla luce del sole.

Per maggiori informazioni, contatti e prenotazioni della Cassa è possibile visitare direttamente la pagina Facebook dell’Associazione (R)esistenza Anticamorra.