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Eroica Fenice

suor

Con Suor Cristina la preghiera si veste di rock

I will follow him, follow him wherever he may go” cantava nel 1992 una futuristica Suor Maria Claretta, interpretata dalla spettacolare Whoopi Goldberg, dall’altare del convento carmelitano di Santa Caterina di San Francisco.

È probabile che in quel momento a nessuno sia venuto in mente che in un futuro non molto lontano sarebbe accaduto qualcosa di simile e che una giovane ragazza di 25 anni, con tanto di saio, velo e crocifisso al petto avrebbe conquistato il cuore di milioni di telespettatori facendo vivere rock e fede nello stesso luogo, allo stesso tempo. È probabile che a nessuno sia venuto  in mente che la Chiesa Cattolica si sarebbe mostrata così moderna nel concedere allo scricciolo che risponde al nome di Suor Cristina di partecipare alla seconda edizione del contest canoro televisivo The Voice of Italy. Più di ogni altra cosa, nessuno avrebbe mai detto che l’ateo e a tratti miscredente J. Ax, ex voce solista degli Articolo 31, sarebbe stato il tutor di questo nuovo fenomeno musicale e che avrebbe trionfato con una preghiera semplice, recitata insieme con il pubblico.

A guardarla, Suor Cristina fa quasi tenerezza con quel suo essere esile e un po’ impacciata, emozionatissima davanti alle telecamere, con quei suoi grandi occhi che sembrano guardare il mondo con sguardo insolito,  speranzoso e malinconico, occhi che, tuttavia, non esitano a farsi di tigre quando è il momento di cantare. È tangibile l’aria di cambiamento che, dall’elezione di Papa Francesco poco più di un anno fa ad oggi, la società, soprattutto cattolica, sta compiendo. Con Conchita Wurst e Suor Cristina il mondo sta mostrando, finalmente, la sua faccia emancipata in luogo dell’ormai stantia immagine bigotta.

Difficile prevedere a cosa porterà questa vittoria o dove giungerà il messaggio che Suor Cristina intende trasmettere: di fatto con la sua vittoria la fede autentica è entrata, per la prima volta, prepotentemente nelle case degli italiani, attraverso un’ugola sinuosa ma forte, melodica, ma vigorosa. A questo punto resta da chiedersi se non sia proprio questa la voce con cui Dio ci parla. Quel che è certo è che non si può fare a meno di ascoltarla.

– Con Suor Cristina la preghiera si veste di rock – 

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