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Eroica Fenice

Un popolo in cammino: 10mila contro le camorre

Un popolo in cammino: 10mila contro le camorre

Una marea di musiche e colori. Studenti, precari, lavoratori, pensionati, famiglie con i bambini, parroci, frati e suore. Sì, parroci, frati e suore. Tutti in piazza, insieme. “Un popolo in cammino” per la giustizia sociale, contro le camorre.

“Abbiamo scelto di parlare di “camorre”, e non di “camorra” perché vogliamo denunciare che tante sono le camorre di Napoli. Stanno nell’intreccio tra criminalità organizzata, politica corrotta e imprenditoria collusa, tengono in scacco la nostra città fregandone lo sviluppo economico, strozzandone le prospettive di crescita e avvelenando le nostre terre.” – dichiarano gli organizzatori della manifestazione.

Un popolo in cammino contro le camorre e il degrado

Lo stato disastroso in cui versa la città di Napoli dal punto di vista economico e sociale è sotto gli occhi di tutti. In particolare, nelle zone periferiche e nei quartieri popolari il tasso di dispersione scolastica è altissimo, così come quello di disoccupazione, e tantissimi giovani rischiano di finire nelle mani della criminalità organizzata, che offre loro facili guadagni. A tantissimi giovani, quindi, viene negata una vita dignitosa e un futuro libero dal ricatto della camorra.

I manifestanti rivendicano un piano strutturale di recupero nei quartieri, più investimenti per le politiche sociali e uno studio approfondito sulla situazione di disagio sociale in cui vivono specialmente i minori. Chiedono interventi che siano in grado di creare lavoro e un piano di investimenti per la crescita dell’occupazione in modo da renderla stabile e duratura.

Tra le proposte: misure di contrasto alla povertà, a partire da una forma di reddito minimo garantito che possa liberare i giovani e le fasce più deboli della popolazione dal ricatto del lavoro nero, precario, mal retribuito e senza diritti; più fondi per il diritto allo studio, per contrastare la dispersione scolastica e offrire a tutti la possibilità di formarsi ed emanciparsi, e per dare centralità alle scuole, così da farle diventare dei luoghi di riferimento civile, culturale e sociale.

Un popolo in cammino, in 10mila da Dante a Plebiscito

Il corteo è partito da Piazza Dante intorno alle 10 e 30 di un sabato quasi primaverile e si è concluso a piazza del Plebiscito, dove il Prefetto Pantalone ha ricevuto una piccola delegazione.

In piazza anche Giovanni Catenna, il 29enne ferito per sbaglio durante un agguato di camorra in piazza Sanità, i padri di Gennaro Cesarano, il ragazzo ucciso da un proiettile lo scorso settembre, e di Luigi Galletta, il meccanico ammazzato nell’officina dove lavorava a via Carbonara.

Tra i manifestanti anche molti volti noti e figure istituzionali, dal sindaco Luigi de Magistris al fotografo Mimmo Jodice.

Ma i più agguerriti sono proprio i parroci dei cosiddetti “quartieri difficili”, tra cui padre Alex Zanotelli che chiede a gran voce la presenza in piazza della “Napoli-bene” e don Loffredo, che specifica che il primo interlocutore dei manifestanti deve essere il governo.