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Eroica Fenice

Valerio, il ragazzo down che ha salvato una bambina

Valerio, il ragazzo down che ha salvato una bambina

Valerio è un ragazzo diciassettenne affetto dalla sindrome di down, diventato protagonista di un salvataggio avvenuto mercoledì 13 luglio a Sabaudia.

Il ragazzo era in spiaggia quando si è accorto che due bambine si erano spinte troppo al largo e stavano per annegare, così non ha esitato un attimo a gettarsi in mare e a salvare una delle bambine, insieme al padre, che ha provveduto a portare fuori pericolo l’altra. Ciò che ha fatto notizia è che a tentare e riuscire nell’impresa sia stato un ragazzo affetto dalla sindrome di Down.

Valerio: l’eroe che ha salvato la vita ad una bambina

Valerio nuota da quando aveva solo tre anni, si allena quattro volte alla settimana in piscina e i restanti due giorni pratica atletica leggera. Nel tempo la sua costanza è stata premiata con una medaglia d’argento nei 50 metri stile libero, un quinto posto assoluto nei 50 metri dorso ai Campionati nazionali di nuoto della FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale) e più medaglie d’oro nei Campionati regionali di Roma, come ci conferma l’orgoglioso allenatore del ragazzo di Latina.

Ma il trofeo più grande l’ha ricevuto proprio lo scorso mercoledì, compiendo un gesto nobile che ha salvato la vita di una bambina, che non gli sarà grata mai abbastanza e che gli è valso l’appellativo di eroe.

Un anno fa, Valerio ha partecipato a Firenze alle prime olimpiadi mondiali con atleti affetti da sindrome di down ed ha fatto una dimostrazione pratica di salvataggio con un manichino, davanti a giudici internazionali. Eppure, come è stato sottolineato, un conto è salvare un manichino, un altro una bambina in carne ed ossa, per la prima volta, con le onde alte (quel giorno c’era la bandiera rossa)  e il sole in faccia.

Ancora una volta, ragazzi diversamente abili riescono a stupire coloro che non credevano nelle capacità di quelle persone considerate diverse e, automaticamente, inferiori.

Valerio, come tante altre persone affette da anomalie cromosomiche, ha dato prova di straordinaria abilità, intelligenza, sensibilità, nonché buona prestazione fisica. Ulteriore testimonianza, questa, che siamo tutti uguali. Tutti, ugualmente, siamo in grado di raggiungere degli obiettivi ed oltrepassare ciascuno i propri limiti, raggiungendo ottimi traguardi.

Queste sono le testimonianze che fanno bene alla mente e al cuore, sperando che siano uno stimolo per un cambiamento della mentalità e che pongano fine ai pregiudizi e alle discriminazioni.

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