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Eroica Fenice

Vaticano

Vaticano: tra confessioni e perdoni

Alla vigilia del giubileo della misericordia, il Vaticano si trova immerso in terremoti di carattere sociale, politico e morale che farebbero vacillare anche il più solido dei palazzi.

Dopo il teologo Krzysztof Charamsa, che ha confessato non solo la propria omosessualità ma ha anche fatto conoscere al mondo intero il suo compagno, l’ultimo colpo sferrato a questa Chiesa umana – e in quanto umana, fallibile – è arrivata qualche ora fa. Ai microfoni della trasmissione “L’Aria che Tira” di La7, Don Gino Flaim, collaboratore pastorale della chiesa di San Pio X a Trento, in merito agli argomenti di omosessualità e pedofilia ha sentenziato: “I bambini li conosco, purtroppo cercano affetto perché non ce l’hanno in casa e qualche prete può anche cedere. I pedofili posso capirli, gli omosessuali no. L’omosessualità esiste nella Chiesa perché è una comunità di peccatori. Le malattie, come l’omosessualità, vengono”.
Si fa fatica a scrivere altro, si fa fatica a vedere oltre. Perchè in Vaticano dovremmo vedere solo uomini. In questa Chiesa, sarebbe l’unico modo di accettare anche l’incredibile ingiustizia di certe parole. E credenti o meno, devoti o demoni, tutti noi dovremmo solo pensare ad essere umani lontani da qualsiasi Dio – nonostante abiti sacri e poteri scottanti – allora sì, potremmo comprendere. Di Dio c’è solo Dio, e loro sono uomini esattamente come tutti gli altri uomini.
E allora perchè? Perchè possono ergersi a giudici? Quel dito puntato dal Vaticano, a quale mano santa appartiene? Perchè se il Papa ha deciso di perdonare tutte le donne che hanno abortito, a patto che però queste stesse donne mai dovranno negare di essere cadute in basso, allora tanto umano non deve sentirsi, ma qualcosa di più. Perchè se ha usato la parola “perdono” per le suore bosniache che hanno abortito, e nessuna parola di condanna per quelle bestie – che vestivano abiti pastorali, ricordiamolo – che le hanno violentate e messe incinta, forse il messaggio che manda è chiaro. Chiaro si, ma giusto? Perchè se il capo della Chiesa invita le donne al pentimento, viene da pensare che nei suoi viaggi di misericordia non si sia mai fermato in una clinica, accanto a quei letti. Viene certamente da credere che mai abbia visto e toccato quella disperazione, quelle storie, quel parlare con medici che tentano di convincerle che è sbagliato. Non ha visto gli occhi assenti di uomini che si svuotano di desiderio nella intimità di una donna, per poi abbandonarle nel bianco asettico e freddo di un ospedale. Il Vaticano non ha tempo di andare a trovare quelle donne che per perdonare, ha dovuto per forza giudicare. Perchè si perdona solo quando si giudica qualcosa, come un qualcosa di assolutamente sbagliato. A quelle donne stese in un letto tra il dolore, fisico e morale, resta solo una televisione dove guardare un uomo, dall’alto della sua finestra sulla gente normale, che le perdona. Un perdono che loro non hanno chiesto.

Roberta Magliocca

Vaticano: tra confessioni e perdoni

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