Malattie alimentari: le 5 infezioni e tossinfezioni più pericolose

Le infezioni più pericolose trasmesse da alimenti

Le infezioni alimentari e le tossinfezioni rappresentano una seria minaccia per la salute pubblica. Ogni anno, milioni di persone si ammalano a causa del consumo di cibi contaminati da batteri, virus o tossine. È importante comprendere la differenza: le infezioni derivano dall’ingestione di microrganismi vivi che si moltiplicano nel corpo, mentre le tossinfezioni, come il pericoloso botulismo, sono causate da tossine preformate nell’alimento. Entrambe possono avere conseguenze gravi, ma la prevenzione è l’arma più efficace.

Differenza tra infezione e tossinfezione alimentare

Distinguere questi due termini è fondamentale per comprendere la natura del rischio.

Tipo Causa del malessere
Infezione alimentare Ingestione di un alimento contenente microrganismi vivi (es. Salmonella) che si replicano nell’intestino.
Tossinfezione alimentare Ingestione di un alimento contenente tossine prodotte da microrganismi (es. tossina botulinica). Il batterio potrebbe non essere più vivo.

Le 5 malattie alimentari più pericolose

Questo approfondimento si concentra su cinque delle malattie di origine alimentare più rilevanti per la salute pubblica.

1. Salmonellosi: un pericolo stagionale

La salmonellosi è tra le infezioni più diffuse, causata da batteri del genere Salmonella. Secondo l’EFSA, causa decine di migliaia di casi ogni anno nell’UE, con picchi nei mesi estivi.

Alimenti a rischio: uova crude o poco cotte, carne di pollame cruda, latte non pastorizzato.

Sintomi: diarrea, crampi addominali, nausea, vomito e febbre.

2. Listeriosi: un’insidia per le categorie vulnerabili

Causata da Listeria monocytogenes, è molto pericolosa per donne in gravidanza, neonati, anziani e immunocompromessi. Cresce anche a temperature di refrigerazione.

Alimenti a rischio: formaggi a pasta molle, insaccati, pesce affumicato, insalate pronte.

Sintomi: nelle categorie a rischio può causare meningite, setticemia e aborto.

3. Shigellosi: un’infezione altamente contagiosa

Causata da batteri del genere Shigella, si trasmette per via oro-fecale.

Sintomi: diarrea con sangue e muco (dissenteria), crampi addominali e febbre.

4. Colera: una malattia legata all’acqua

Infezione acuta causata da Vibrio cholerae, legata alla contaminazione delle risorse idriche.

Alimenti a rischio: acqua contaminata, frutti di mare crudi.

Sintomi: diarrea acquosa profusa (“acqua di riso”) che causa rapida e grave disidratazione.

5. Botulismo: una minaccia nelle conserve

Il botulismo è una tossinfezione rara ma potenzialmente letale. È causata dalla potente neurotossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Questo batterio è anaerobico, cioè prospera in assenza di ossigeno, e produce spore molto resistenti al calore.

Alimenti a rischio: conserve casalinghe (specialmente verdure sott’olio o in acqua), carni e pesci in scatola o affumicati preparati in modo non corretto. Il rischio è legato a processi di sterilizzazione o acidificazione inadeguati.

Sintomi: a differenza delle altre, i sintomi sono principalmente neurologici e includono visione offuscata o doppia, difficoltà a deglutire e parlare, secchezza delle fauci e una paralisi che progredisce verso il basso. È un’emergenza medica che richiede un trattamento immediato.

Come prevenire le infezioni alimentari: regole chiave

La maggior parte dei casi può essere prevenuta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) promuovono delle regole semplici ma efficaci:

  • Mantieni la pulizia: lava sempre le mani e le superfici.
  • Separa gli alimenti crudi da quelli cotti per evitare la contaminazione crociata.
  • Cuoci completamente i cibi a temperature sicure (sopra i 70°C).
  • Conserva gli alimenti alle giuste temperature (sotto i 5°C).
  • Utilizza acqua e materie prime sicure. Per le conserve casalinghe, è fondamentale seguire procedure di sterilizzazione e acidificazione corrette. Fai bollire le conserve sospette per almeno 10 minuti prima del consumo per distruggere l’eventuale tossina.

Il rischio del latte crudo

Un’attenzione particolare merita il latte crudo, ovvero il latte non sottoposto a pastorizzazione. Sebbene alcuni lo preferiscano per le sue presunte proprietà nutrizionali, il suo consumo senza precauzioni espone a rischi significativi. Il latte crudo può veicolare batteri pericolosi come Salmonella, Listeria, Campylobacter ed Escherichia coli. La legge italiana stabilisce che il latte crudo debba essere venduto con l’indicazione “da consumarsi previa bollitura”. La bollitura è l’unico metodo sicuro per eliminare i patogeni e rendere il prodotto sicuro per il consumo, specialmente per le categorie più vulnerabili.

Domande Frequenti (FAQ)

Quali sono i sintomi più comuni delle malattie alimentari?

I sintomi più frequenti sono gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, crampi), ma possono essere anche neurologici, come nel caso del botulismo.

Come si contraggono le malattie alimentari?

La contaminazione può avvenire in qualsiasi punto della filiera. Le cause principali sono scarsa igiene, temperature di conservazione inadeguate e cottura o preparazione insufficiente degli alimenti.

Chi è più a rischio di complicanze?

Bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con un sistema immunitario compromesso sono particolarmente vulnerabili.

Fonte immagine: Wikipedia

L’articolo è stato aggiornato in data 22 agosto 2025.

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