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Eroica Fenice

E allora ti chiedi: “Chi è un padre?”

Destino strano quello di un padre. Se leggi i giornali o qualsiasi rivista c’è sempre una mamma che deve dire la sua o una S.O.S Tata che fa la sbruffona con i figli degli altri. Mica hanno fatto S.O.S Papà? 

Eh no. Perché durante la gravidanza la mamma è già mamma, mentre tu fai finta che sei papà o ti fanno credere che esserlo è accarezzare la pancia, parlargli, mettere la musica.

Un bel giorno nasce il bambino o la bambina, e tu diventi papà. Da cosa lo capisci? Sicuramente è un’emozione straordinaria ed indescrivibile vedere tuo figlio che viene alla luce, ma, mentre la mamma allatta e lo tiene tra le braccia, tu pian piano capisci che sei papà. Vai al comune per dichiararlo, in farmacia per accendere un mutuo, e offri caffè e cornetto a tutti. Queste cose già rendono l’idea.

Poi, dopo poco, comincia il fenomeno dell’ormone impazzito o depressione post-partum per i più fortunati.
A quel punto sei veramente papà perchè ogni cosa che accade è colpa tua: se c’è poco latte nel seno, se non ha fatto cacca, se la mamma ingrassa, se il bimbo non dorme.

E allora ti chiedi: “Ma come si fa il padre”? O meglio: “Chi è un padre?”

Una domanda a bruciapelo. Risposta: Un padre è un uomo che vuole fare il padre.

E nell’apparente povertà di questa risposta c’è un universo.

Un padre è un uomo.

O meglio un ragazzo che diventa uomo, un uomo che diventa grande con tutto il carico di responsabilità e consapevolezza che questo passaggio comporta. Inutile dire che tale passaggio potrebbe essere non immediato ma graduale, inutile dire che tale salto può anche essere fallito, oppure sbagliato più volte prima di essere compiuto. Va detto anche che tale passaggio non sempre è risolto prima di prendere la decisione di diventare papà ma viene affrontato in itinere, in corso di gravidanza, a volte addirittura a figlio nato, a volte ancora dopo, man mano che la paternità mette alla prova. A volte mai.

Un padre è un uomo che vuole fare il padre.

Padri non si nasce, ma si diventa. La paternità non è uno stato di grazia oppure un dono del Signore che uno o ce l’ha o non ce l’ha. Sei un padre perché vuoi essere un padre.

Parliamoci chiaro. La madre sa fare la madre, quei due corpi che sono stati uno per 9 mesi rimangono per sempre uno, a fare il padre si impara, più o meno bene.

E ogni volta è tutto da reinventare, un po’ come quando all’esame ti sembra di aver capito tutto e poi arriva quella studentessa e ti chiede “Ma tu l’hai capita la nota a pagina 242?”, e tu cadi nel panico perché quella pagina lì non sai neppure di che parla.

E ogni volta impari. Impari dai tuoi figli ad essere padre.

“Ho preso dai figli moltissimi vizi: succhiarmi le dita, sapere che questo è un sapore da amare. Guardare la luna dall’angolo retto, sporcarmi, pulirmi, ripetere sempre le stesse parole che aspetto.” (R.Vecchioni)

Sei un padre quando sei dolce, comprensivo, attento. Quando sei assente. Quando avrai sbagliato. Quando verrai perdonato. Quando hai avuto troppa paura di esserlo. O quando quel sangue è il tuo non per DNA, ma per amore.

Un padre è un uomo. Un uomo che vuole fare il padre.

Nunzia Serino

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