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Eroica Fenice

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Il Papa, i cani e i gatti: siamo umani o animali?

Sapete cos’è il click-baiting? Certo che lo sapete, ne siamo tutti, o quasi, vittime consapevoli e non.
Creare un articolo, un link con il cosiddetto “strillone” per far cliccare più persone possibili su di esso e guadagnare in base a visualizzazioni e inerenti pubblicità. Tutto è lecito per farlo, oggi come oggi, anche se gli argomenti d’attualità sono sempre oro colato per gli avventori della rete.
In questi giorni, uno dei casi suddetti, è quello del Papa e del suo presunto invito ad “amare meno i cani e più il proprio vicino”.
Detta così, con un tono sprezzante che il Pontefice in realtà non ha usato nel pronunciare tale frase, la frase può irritare e accendere qualche dibattito. Il punto è che il Papa NON ha detto di togliere qualcosa a cani e gatti, ma ha aperto un discorso, condivisibile o meno, sulla differenza tra pietà e pietismo, usando una metafora di facile comprensione che usava gli animali domestici più diffusi.
Non ci interessa schierarci da un lato o dall’altro, ma fare una sincera riflessione sul come mai questa frase abbia scatenato tanta veemenza e accolto tanta attenzione, portando addirittura l’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) a dar consiglio al Papa di “pensare ai preti pedofili”.

Uomini o animali, chi vince la targa di “migliore”?

Quel che il Papa voleva dire, probabilmente, è che molte persone danno più attenzione al proprio animale domestico che ad un mendicante bisognoso. Ma la molla scattata proviene da un’altra disputa di pensiero, la quale è coperta dall’ombra egemone di una ancora più grande e mai realmente giunta ad una conclusione comune: è l’uomo migliore di un qualsiasi animale?
Perché se esso lo è, tutto torna, altrimenti la scelta di alcune persone, che appare ad altri insensata e inumana, diventa possibile.
C’è chi non si pone minimamente il problema, considerando l’uomo, in quanto senziente, per natura superiore e gli concede il diritto quindi di soggiogare e dominare gli altri. Per altri, invece, la situazione non è così semplice e merita una discussione più lunga e articolata, dove vengono messi in campo argomenti scientifici e non.
Sono decenni che la cosa va avanti ed è improbabile che troveremo la soluzione in questo articolo. Quel che ci chiediamo è come mai non tutti sono d’accordo col Papa e preferiscono di gran lunga gli animali? Un’altra discussione immensa, le cui possibili risposte sono svariate.
Ci sono alcune persone che non riescono a rapportarsi al meglio con gli altri, per vari motivi, e trovano in quel rapporto col proprio animale domestico ciò che gli manca e finiscono col donare tutto se stessi al proprio animale. Ma parliamo di casi estremi di coinvolgimento emotivo, mentre la maggior parte delle persona ha, sì, un rapporto profondo col proprio animale, ma senza sostituirlo a tutto il resto. Quindi, la domanda è: come mai queste persone sembrano preferire, in alcuni casi, gli animali agli uomini?
Potrebbe essere, ma non ne siamo certi, che sia perché  nessuna cane ha mai usato Dio, l’Inferno e l’eterno bruciare per abusare sessualmente di un minore, per dire. Perché nessun gatto ha mai usato la forza e la violenza per imporsi su qualcuno, nessun cane ha mai tolto qualche diritto ad altri o ha abusato dei suoi poteri, nessun gatto ha usato risorse create dal duro lavoro comune per i propri affari o il proprio tornaconto, nessun cane ha messo uno dei suoi cuccioli a lavorare in qualche ente da lui gestito, facendo nepotismo o, forse, è perché nessun gatto è stato causa di malasanità.
Certo, le cose non sono mai così facili e gli animali perpetrano altri generi di delitti ai danni dei propri simili, ma se a loro viene “perdonato” perché è parte “della loro natura di essere inferiori”, ma noi, presunti superiori, che scusa abbiamo?
Il messaggio del Pontefice è interessante, invita all’unione, ad aiutare quel “vicino” che altri non è che il “prossimo” di Gesù, ma credere fermamente che l’uomo sia, a prescindere, migliore dell’animale vuol dire evitar di ricordare da quali alberi proveniamo e di quali atti bestiali l’uomo si può macchiare.

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