Il concerto di Pasqua, andato in scena domenica 5 aprile 2026 a Roma, ha regalato al pubblico della Chiesa di San Paolo entro le mura, un concerto di musica classica, dedicato al repertorio barocco dei celebri compositori Vivaldi e Bach.
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Programma e opere del concerto di Pasqua a Roma
| Compositore | Opera eseguita |
|---|---|
| Antonio Vivaldi | Concerto “Alla Rustica” RV 151 |
| Antonio Vivaldi | Il Gardellino per flauto e archi |
| Antonio Vivaldi | Concerto per due trombe RV 537 |
| Johann Sebastian Bach | Concerto Brandeburghese n. 3 BWV 1048 |
| Johann Sebastian Bach | Concerto in sol minore BWV 1056 per oboe e archi |
Domenica 5 aprile, alle 20.30, nella Chiesa di San Paolo dentro le Mura, si è tenuto un concerto organizzato da Opera in Roma, in occasione della domenica pasquale. Il programma proposto per la serata romana è stato dedicato alle opere musicali di Antonio Vivaldi, e del tedesco Johann Sebastian Bach.
La scaletta prevedeva il Concerto “Alla Rustica” RV 151, Il Gardellino per flauto e archi, il Concerto per due trombe RV 537 per Vivaldi, e il Concerto Brandeburghese n. 3 BWV 1048 ed il Concerto in sol minore BWV 1056 per oboe e archi per Bach. Durante la serata si sono alternati momenti solistici e orchestrali, che hanno reso l’esecuzione intensa e incalzante, anche grazie a un equilibrato contrasto di dinamiche, tipico del periodo musicale dell’età barocca.
I momenti più riusciti del concerto di Pasqua a Roma
Tra i momenti più apprezzati dal pubblico del concerto di Pasqua a Roma, c’è stato sicuramente “Il Gardellino” il cui flauto interpretato da Martina de Longis ne è stato il protagonista, alternando arpeggi e trilli rapidi ma leggeri, riuscendo quasi così ad evocare con delicatezza il canto dell’uccello, il gardellino, che dà nome all’opera di Vivaldi. Un’atmosfera quasi dal tono fiabesco, mentre gli archi, interpretati da Lisa Green, Valentina Macioti, Orazio Vicari, Enrico Peluso e Indiana Raffaelli, accompagnavano il ritmo con discrezione e precisione dando vita ad un momento intenso, sospeso nel tempo. La tonalità del Re Maggiore infatti, contribuisce a rendere l’opera solare e vivace, quasi a richiamare un’atmosfera pastorale, tipica dell’immaginario del compositore italiano. Infine, Il Gardellino si chiude regalando agli ascoltatori una melodia morbida, seppur lievemente malinconica, che fa dolcemente sfumare l’energia iniziale, senza spegnerne però la carica e l’intensità.
Altro momento di rilievo riguarda l’esecuzione del Concerto in Do maggiore per due trombe, archi e continuo RV 537, caposaldo del repertorio della musica barocca, che vede protagoniste le due trombe affidate ai fratelli Flavio Patella e Massimo Patella. Con una precisione ritmica assoluta, hanno dato inizio ad un momento ricco di energia, per poi passare ad un’atmosfera più “solenne”, sempre accompagnata dall’equilibrio dato dagli archi. Il brano poi, si è concluso lasciando spazio ad un tono maestoso, terminandolo definitivamente in un’esplosione accesa e potente.

L’abside della Chiesa di San Paolo entro le Mura
Particolarmente significativo nell’interpretazione dell’opera, è stato il timbro del clavicembalo, interpretato da Claudia Agostini. Strumento fondamentale nello stile musicale barocco per la realizzazione del basso continuo, ha costruito, attraverso il suo suono secco, quasi metallico, una perfetta base ritmica accompagnato dallo strumento ad arco del violoncello. Così netto e riconoscibile, lo strumento, anziché rimanere sullo sfondo, ha donato una tensione ritmica e una profondità che hanno contraddistinto l’intero concerto.
La serata organizzata per la ricorrenza pasquale si è infine conclusa con lunghi applausi rivolti all’orchestra da parte di un pubblico raccolto e partecipativo, a conferma di un’esecuzione pienamente riuscita, in grado di unire lo spazio sacro della chiesa con l’ascolto condiviso.
Fonte immagini: archivio personale

