Roma accoglie la quinta edizione del Festival des Cabanes nei giardini rinascimentali dell’Accademia di Francia. Dal 20 maggio al 28 settembre 2026, gli spazi storici di Villa Medici ospitano sei sculture architettoniche temporanee. L’istituzione culturale francese a Roma promuove costantemente il dialogo artistico. Nonostante la forte pioggia inaugurale, l’affluenza di pubblico conferma un interesse reale verso le tematiche ambientali. Mercoledì pomeriggio i visitatori hanno esplorato le creazioni inedite. Le sei cabanes nascono da filosofie progettuali distinte. Importanti realtà internazionali firmano i progetti: Fondation Huttopia, Prìa & Velia, Salazarsequeromedina, Bento Architecture, ECAL e NABA.
| Studio di architettura | Nome dell’opera | Caratteristica principale |
|---|---|---|
| Fondation Huttopia | Creetopia | Habitat sostenibile ispirato al Grande Nord |
| Prìa & Velia | Aquifère | Sistema di raffreddamento in travertino e terracotta |
| Salazarsequeromedina | La cabane 7L… | Padiglione di lettura all’aperto |
| Bento Architecture | Il Duomo Invertito | Cupola rovesciata in legno e micelio |
| ECAL & Mutina | Facciata | Installazione ottica in ceramica |
| NABA | Reassembled Views | Sedute realizzate con materiali riciclati |
Indice dei contenuti
Origine del nome cabane e concept architettonico
Il termine francese cabane significa letteralmente capanna. Questa parola costituisce il nucleo semantico del festival. Architetti, designer e artisti sviluppano le proprie opere partendo proprio da questo archetipo primordiale. Il processo creativo affronta due interrogativi tecnici molto precisi: come proporre forme architettoniche non invasive nel paesaggio circostante. E, parallelamente, quali soluzioni abitative sostenibili immaginare per il domani. Il confronto diretto tra professionisti del settore genera prototipi innovativi. Questo approccio prettamente sperimentale richiama un pubblico eterogeneo, varcando nettamente i confini di Italia e Francia.
Le sei cabanes in mostra nei giardini di Villa Medici
L’esposizione si articola attraverso sei installazioni posizionate strategicamente nei quadrati geometrici del parco. Siepi secolari di alloro, bosso, quercia verde e mirto delimitano gli spazi. Il cammino tra un giardino e l’altro scandisce il ritmo visivo. Permette di cogliere immediatamente i contrasti stilistici e materici tra i padiglioni.
Il progetto di Fondation Huttopia si intitola Creetopia. Presenta un prototipo di habitat sostenibile calibrato per resistere alle rigide temperature del Grande Nord canadese. Il nome omaggia direttamente i Cree, popolo indigeno radicato in quelle regioni. La struttura unisce la saggezza delle antiche pratiche costruttive a un design decisamente contemporaneo.
L’installazione firmata da Prìa e Velia, studi di architettura rispettivamente francese e italiano, si chiama Aquifère. L’opera fonde blocchi di pietra di travertino con vasi di terracotta per innescare un processo di raffreddamento naturale. Il sistema abbassa concretamente la temperatura del microclima circostante. Propone un modello ecologico e funzionale di gestione condivisa dell’acqua.

Lo studio Salazarsequeromedina firma La cabane 7L e la libraire 7L. Questo padiglione di lettura all’aperto cita l’architettura della rinomata Stanza degli Uccelli presente a Villa Medici. La struttura invita il visitatore a sedersi. Unisce l’attività intellettuale della lettura alla contemplazione silenziosa del paesaggio botanico.
Bento Architecture, studio con sede a Bruxelles, realizza Il Duomo Invertito. L’opera capovolge radicalmente l’archetipo della cupola romana. Sostituisce la gravità monumentale della pietra con materiali leggerissimi e inaspettati: legno e micelio. Il risultato visivo è una struttura che appare fluttuare sospesa nel vuoto.
ECAL (École cantonale d’art de Lausanne) collabora con Mutina, eccellenza modenese nei rivestimenti in ceramica. Nasce così Facciata. Il concept interroga il limite percettivo tra superficie piana e profondità spaziale. Genera un voluto disorientamento ottico, in bilico tra l’oggettività del materiale e l’illusione visiva.
Reassembled Views chiude l’itinerario. Il progetto concepito dalla NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) si fonda sul principio dell’economia circolare. Recupera i materiali di scarto della precedente edizione del festival. La rigenerazione degli scarti produce sedute geometriche e infrastrutture pensate per vivere il giardino.

Fonte immagini: Villa Medici – Festival des Cabanes

