Un’esperienza più che mai immersiva che presenta le proiezioni di quattordici titoli di assoluto livello. La seconda edizione de Il Cinema In Ascolto, in programma dal 4 al 17 luglio presso il Polo Civico di Viale Aldo Ballarin si sta rivelando un successo. Tra i film andati in onda spicca “The Sea”, una pellicola dal messaggio molto forte ambientata nei territori della Palestina occupata. Una proiezione supportata dalla testimonianza dei volontari di Medici Senza Frontiere.
| Dettaglio evento | Informazioni principali |
|---|---|
| Nome rassegna | Il Cinema In Ascolto (Seconda edizione) |
| Date e orari | Dal 4 al 17 luglio (Polo aperto 19-24, proiezioni ore 21) |
| Location | Polo Civico di Viale Aldo Ballarin |
| Modalità di fruizione | Ascolto del suono in cuffia wireless |
| Film in evidenza | The Sea (ambientato in Cisgiordania) |
| Partner e ospiti | Medici Senza Frontiere, Associak, Mescalito |
Indice dei contenuti
“Il Cinema in ascolto”, lo spettacolo in cuffia
Una rassegna cinematografica all’aperto che unisce grande cinema e partecipazione culturale. “Il Cinema In Ascolto” tornato il 4 luglio, per la sua seconda edizione, presso il Parco del Polo Civico di Viale Aldo Ballarin, si protrarrà fino a giorno 17 del mese corrente. Quattordici serate dedicate a cinema contemporaneo, grandi classici, documentari e cortometraggi con la possibilità di incontrare registi, autori e organizzatori della rassegna. Le opere selezionate affrontano i temi più disparati e sono ripartite in sei aree tematiche:
- trasformazioni sociali
- percorsi di crescita personali
- storie che rappresentano identità
- memoria
- conflitti
- ambiente
La particolarità della visione sta nell’ascolto del suono in cuffia wireless, un aspetto che consente di calarsi in un’atmosfera ancor più immersiva e isolata per godersi al meglio lo spettacolo. Oltre al momento di grande cinema, a partire dalle ore 21, il Polo è aperto dalle 19 alle 24 con l’area food&drink che lo trasforma in uno spazio di aggregazione e convivialità.
Il motivo dietro la scelta del film “The Sea”

Ad introdurre la proiezione del film “The Sea” è stato il direttore-tecnico artistico de “II Cinema In Ascolto”, Cristiano Anania di Associak che ci ha spiegato le logiche che hanno portato alla selezione dei film ed in particolare quella che coinvolge l’opera pubblicata nel 2025 e ambientata in Cisgiordania, in pieno territorio palestinese: “Ci sembrava giusto introdurre alcuni film che raccontano storie di una contemporaneità abbastanza complessa come quello di questa sera. Nel film che vedrete non si parla degli avvenimenti del 7 ottobre 2023 perché nonostante sia un film uscito lo scorso anno, è stato girato prima di quei fatti. Si tratta di uno di quei tre/quattro titoli che volevamo assolutamente inserire per questo mi fa piacere ringraziare Giorgio Beltrame di Mescalito perché ci ha messo in contatto con Medici Senza Frontiera che ci ha dato una sostanziosa mano ad organizzare la serata che per la prima volta quest’anno ha registrato il sold out”.
Cinema in ascolto, la testimonianza di Medici Senza Frontiere

A seguire l’introduzione dettata dal direttore di Associak è stato l’intervento di Alessia Ripandelli di Medici Senza Frontiere che ha fornito un quadro chiaro al pubblico sulla situazione della pellicola, ma più in generale sul contesto in cui vivono quotidianamente i cittadini palestinesi: “The Sea è un film diverso e da qui mi piacerebbe prendere alcuni spunti. Io ho lavorato come operatrice umanitaria e sono la portavoce di tantissime persone che ho conosciuto, ascoltato e di cui porto la testimonianza. Tra gli altri mi riferisco a quei colleghi palestinesi che hanno lavorato e tutt’ora lavorano all’interno di Gaza nella Palestina occupata. Questo film si chiama The Sea, il mare, e a noi il mare fa pensare all’acqua e proprio questo negli ultimi tempi è un tema caldo in Palestina. In uno dei report costruiti dai Medici Senza Frontiere si vede come alcuni dei principali attacchi di Israele coinvolgono proprio le reti idriche che rappresentano fonti di sostentamento vitali per sopperire alla sete ma anche per l’igiene. Immaginate donne e bambini che vivono in condizioni a dir poco precarie, che convivono con problemi dermatologici importanti e con la malnutrizione”.
Sono seguite una serie di testimonianze toccanti di persone che, però, spesso non vengono trattate come tali. Individui che sono costretti a vivere in condizioni disumane e a soffrire per dinamiche che sono molto più grandi di loro. In tal senso l’intervento della portavoce di Medici Senza Frontiere restituisce un messaggio chiaro: la libertà è un bene prezioso che dovrebbe appartenere ad ogni essere umano ed è incredibile che per persone come noi questo diventi un lusso.
Il messaggio profondo di “The Sea”
“Voleva solo vedere il mare”, ha esclamato una donna presente nel pubblico visibilmente commossa a margine della proiezione. In generale i presenti hanno dimostrato grande partecipazione emotiva per “The Sea”, lasciandosi andare in un grande applauso finale. Una storia che vede protagonista Khaled, ragazzino di dodici anni che vive vicino a Ramallah. Il mare è a solo un’ora di distanza ma tra permessi, posti di blocco e divieti sembra un luogo irraggiungibile. E proprio il giorno della gita al mare con i suoi amici si trasforma in un incubo quando i militari israeliani lo rispediscono indietro dichiarando il suo permesso non valido. Da lì la fuga solitaria verso il Mediterraneo attraversando numerosi luoghi sconosciuti e senza conoscere la lingua. E quando intravede scorci del paesaggio marino viene raggiunto prima dal padre Ribhi, andato via da lavoro e a rischio arresto per mancanza di un permesso, e successivamente la polizia che li porta via entrambi. Durante quel viaggio in macchina Khaled riesce perlomeno a vedere il mare da vicino.
Una storia toccante e dai forti connotati riflessivi che rappresenta appieno le difficoltà vissute dai palestinesi anche per i semplici spostamenti da un luogo all’altro. Riprendendo le parole di Alessia Ripandelli di Medici Senza Frontiere: “ Una persona che vive dentro la Palestina occupata si sveglia la mattina e non sa a che ora potrà uscire di casa, a che ora potrà andare al lavoro, portare i figli a scuola o andare a riprenderli. Ogni giorno dipende da chi sta al checkpoint e dalla sua volontà. Quindi la libertà è qualcosa che tante persone non hanno mai sperimentato realmente cosa sia”.
In tal senso “The Sea” rappresenta un importante canale di sensibilizzazione verso persone che, seppur lontane dal punto di vista geografico, per un paio d’ore ci sono sembrate incredibilmente vicine e che, come tali, vanno necessariamente intese, comprese e ascoltate. Così che l’emozione possa diventare perenne e scateni dentro di noi il desiderio di aiutare nel nostro piccolo chi vede nella libertà un sogno difficile da raggiungere.
Immagine di copertina: fornita da ufficio stampa

