Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Addio Hans Ruedi Giger

Addio Hans Ruedi Giger – Genio dell’incubo

Si è spento, all’età di 74 anni per cause dovute alle conseguenze di una caduta traumatica, il visionario Hans Ruedi Giger.

Pittore, scultore, designer, Giger è divenuto celebre in tutto il mondo per la creazione dello xenomorfo protagonista del film Alien, diretto da Ridley Scott, lavoro che gli valse il premio Oscar, condiviso con Carlo Rambaldi, nel 1980.

L’artista svizzero nasce il 5 febbraio 1940 a Coira da ricca famiglia borghese. Fin dalla più tenera età mostra predilezione per il macabro e il bizzarro, da ragazzo frequenta la scuola di design industriale e di arti applicate di Zurigo dove spazia tra le più svariate tecniche artistiche scoprendo la propria dimensione e massima espressione nella scultura e nell’uso dell’aerografo.

Influenzato dalle opere di Dalì, Bosch, Ernst, Durher, Lovecraft, Giger sfrutta le potenzialità dell’aerografo come mai nessuno aveva fatto prima, disegna scenari unici ed infernali, stravolgendo e ridefinendo i canoni dell’iconografia scientifica classica. L’artista rappresenta i rapporti tra uomo e tecnologia ponendoli sullo sfondo di paesaggi oscuri e poco rassicuranti. Da questo mix estremo di sangue, sesso e acciaio, partorisce le creature piú originali del panorama artistico contemporaneo: i “Biomeccanoidi“. Questi esseri ambigui, frutto dell’unione di carne e metallo, vengono raffigurati carichi di simbolismi ed elementi erotici in un’unica soluzione di piacere e sgomento.

A partire dagli anni 70, l’artista intensifica l’uso dell’aerografo, realizza accuratamente le sue opere in grandi formati che si rivelano disturbanti, morbose ed evocative. Nel 1977 Giger presenta la sua raccolta più rappresentativa: “H.R.Giger’s Necronomicon” di chiara ispirazione Lovecraftiana. Accanto a simboli occulti più o meno marcati, tra teschi, circuiti e insetti, la lotta fra Bene e Male si esplica su uno scenario apocalittico. L’uomo è divenuto biomeccanico, dotato di armi al posto degli arti; le figure femminili hanno forme sinuose e segni di decomposizione; macchine e corpi si incastrano simulando attività copulatorie; gli organi sessuali rappresentati in modo grottesco; eppure tutto ciò ammalia: osceno ed elegante al tempo stesso.

Hans Ruedi Giger, un genio a 360°

La sua attività artistica diviene celebre non solo attraverso pittura e scultura ma anche spaziando tra cinema, musica e altre forme non strettamente artistiche.

Nel 1978 conosce il regista Ridley Scott, da questa fruttuosa collaborazione nasce l’incubo primordiale di Alien ed una lunga sperimentazione nel campo della cinematografia come veicolo di espressione, cura con Alejandro Jodorowsky le scene del mai girato Dune poi ripreso da David Lynch, si dedica anche ad alcune sequenze di Poltergeist II , alla creatura del piccolo cult Specie Mortale e disegna le ambientazioni dei videogiochi Darkseed e DarkseedII .

Come illustratore in ambito discografico, Hans Ruedi Giger firma diversi lavori prestigiosi tra cui: la cover di “Brain salad surgery” degli Emerson, Lake & Palmer , il ritratto di Debbie Harry per la copertina dell’album di debutto da solista “Kookoo“, il poster poi censurato “Landscape XX” per “Frankenchrist” dei Dead Kennedys, come designer Giger realizza l’asta del microfono per il cantante Jonathan Davis, leader della band Korn.

Nel 1998 il poliedrico artista inaugura ufficialmente il Museum H.R. Giger: una casa-museo realizzata all’interno del castello medioevale di St.Germain, nel bellissimo borgo di Gruyères in Svizzera. Qui una collezione permanente di disegni, pitture, sculture, mobili e opere per film, svela tutto il suo mondo macabro, ipertecnologico e sensuale. La raccolta va dai primi anni Sessanta ai giorni nostri. All’interno del museo vi è anche un Giger Bar, ovvero un bar con scenografie e arredi frutto del genio dell’artista.

Risulta difficile etichettare l’arte di H.R.Giger. Il suo lavoro ha sicuramente anticipato il futuro mediante la visione di una civiltà fortemente disumanizzata, un futuro perverso in cui le macchine deformano l’uomo che ritrova nel sesso un lume di speranza, un rifugio.

Artista straordinario, capace più di chiunque altro di dare corpo ai più reconditi incubi dell’animo umano, H.R.Giger lascia un vuoto difficilmente colmabile nel mondo dell’arte, mancherà agli addetti ai lavori ma anche alla gente comune, egli era riuscito a sopravvivere alle proprie inconsce paure imprimendole nelle sue opere, paure che dopotutto, sono anche le nostre.

Print Friendly, PDF & Email