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Eroica Fenice

condannato a morte

Condannato a morte. Punk version alla sala Assoli

Ieri sera è stato rappresentato “Condannato a morte. Punk version” presso la sala Assoli, al Teatro Nuovo. Lo spettacolo fa parte della rassegna A(s)soli giovani, che cerca di dare spazio al teatro under 35, mettendo in scena dal 14 al 26 ottobre quattro compagnie composte da giovani e offrendo biglietti a prezzi scontati agli under 35.

Lo spettacolo, scritto e diretto dal giovanissimo Davide Sacco, è tratto dal romanzo di Victor Hugo del 1829, L’ultimo giorno di un condannato a morte, in cui sono descritte le sei settimane che precedono l’abbattersi della ghigliottina sul capo del protagonista. Prima e dopo lo spettacolo si può anche firmare una petizione di Amnesty International contro la pena di morte e ascoltare un volontario che fa riflettere sul tema.

Grazie alla scenografia scarna ma efficace (a cura di Luigi Sacco) il bravissimo Orazio Cerino riesce a mettere in scena con maestria la storia di un uomo che non riesce ad accettare il suo destino di condannato a morte. L’attore, che interpreta vari personaggi, passando dalla vittima, ai secondini, al prete, all’avvocato, alla figlia quasi orfana, racconta una storia che fa riflettere, poiché, con un’ambientazione ottocentesca -che deriva da una certa fedeltà all’originale-, si tocca un argomento ancora tragicamente attuale e che scuote le coscienze.

Durante lo spettacolo il pubblico diventa protagonista partecipando attivamente alla vicenda messa in scena grazie soprattutto alla capacità di Cerino di farlo immedesimare nella storia rendendolo parte integrante dello spettacolo. Il tema della rappresentazione e la coinvolgente recitazione fanno sì che gli spettatori si sentano nello stesso tempo vittime e carnefici del personaggio, provando molta  empatia nei confronti della vicenda raccontata.

Lo spettacolo replicherà mercoledì 15 ottobre e giovedì 16 ottobre alle 20,30 e, in occasione dell’ultima rappresentazione, alle ore 20 di giovedì, il prof. Giuseppe Ferraro, docente di Filosofia Morale all’Università di Napoli Federico II,  parlerà della pena di morte.

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