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Corsivo, addio VS carta e penna evi

Corsivo, addio VS carta e penna

Prendere appunti a mano, con la scrittura, favorisce una lavorazione più profonda delle idee ed una migliore comprensione dei concetti; eppure la Finlandia, un Paese che primeggia proprio grazie ad un sistema educativo avanzato e “children friendly”, ha deciso di relegare definitivamente in soffitta gli arnesi della bella grafia, per proiettarsi nel “futuro”. A partire dall’autunno 2016, gli studenti finlandesi, in luogo del corsivo, dovranno imparare il “fluent typing”, lo stampatello, in vista dell’addio alla penna e al passaggio alla tastiera del computer. Una resa, armi e bagagli, alla tecnologia, a Internet, alla messaggistica veloce e sgrammaticata dei social, contro quel corsivo che non è solo un retaggio del passato, ma uno strumento utile a sviluppare apprendimento e memoria, affievoliti dall’uso dei mezzi tecnologici. Le ragioni addotte dall’Istituto Nazionale di Educazione sono improntate al “solo” pragmatismo: scrivere in stampatello è più veloce e si apprende prima. «Questo passaggio aprirà la strada a un grande cambiamento culturale – spiega Minna Harmanen del Consiglio dell’educazione finlandese – giacché saper scrivere al computer è più rilevante nella vita di tutti i giorni».

Il tramonto del corsivo

Non sempre siamo consci del processo in atto, ma la nostra capacità umana di scrivere a mano sta via via scomparendo. L’abitudine a scrivere su un foglio è ormai così deteriorata che, in Gran Bretagna, una persona su tre non è in grado di leggere la propria grafia e non ha scritto nulla a mano negli ultimi tre mesi. Anche in Indiana, negli Stati Uniti, la scrittura è diventata una materia facoltativa: l’obiettivo è cancellare i programmi che non sono ritenuti “prioritari”. Bambini e ragazzi mostrano una crescente difficoltà a scrivere a mano ed usare il corsivo. «C’è una evidente relazione tra questa caduta della scrittura manuale e la diffusione di mezzi digitali» sostiene Antonella Poce, ricercatrice italiana di pedagogia sperimentale. «Ci si deve chiedere, però, se ci si trovi di fronte ad un puro cambiamento tecnico nella produzione dei segni, oppure se al diverso modo di scrivere corrispondano cambiamenti nell’attività mentale che, in particolare nel caso dei bambini e dei ragazzi, possano produrre conseguenze negative. Quel che gli studiosi delle neuroscienze stanno osservando è che alla diffusione dei mezzi digitali corrisponde una diminuzione della memoria, della capacità di orientamento spaziale e una meno precisa percezione delle relazioni temporali. Da un punto di vista educativo, la riduzione della capacità di scrittura manuale appare spesso associata a una più limitata facoltà di coordinamento percettivo-motorio: è come dire che si osserva una sorta di rottura del rapporto tra pensiero e azione». Ecco perché, in un’era caratterizzata da un ampio sviluppo tecnologico, dobbiamo essere in grado di discernere quando è opportuno utilizzare gli strumenti tecnologici e quando lasciar scorrere la matita su un foglio.

Imparare a scrivere in corsivo educa alla bellezza

Il cervello è un alveare di attività. Nell’uso di strumenti informatici, l’“io” creativo riduce il proprio spazio di espressione. Quando scriviamo, invece, siamo sciolti da vincoli, rigori e impostazioni; il nostro “io” si libera e il pensiero scorre fluente, dando sfogo alla creatività. Ciò avviene perché la scrittura ha anima, stile e personalità; ogni parola evoca una greca su un soffitto, un filo lucente su un vestito, la traiettoria di un’ape su un campo fiorito. Mentre scriviamo una parola in corsivo, nella nostra mente si creano immagini che diventano materiale prezioso per far seguire alla prima un’altra parola e un’altra ancora… È, forse, per questo che ricordiamo meglio le cose scritte a penna. «Può sembrare un esercizio ottuso, ma l’arte della scrittura insegna a controllare le nostre dita e incoraggia la coordinazione occhio-mano» sosteneva il grandioso Umberto Eco. Per un bambino che non sa scrivere, è istintivo prendere un colore o una matita e tracciare un segno su una superficie; seduto sulla sabbia, in modo spontaneo e immediato, fa fluire un pensiero attraverso le dita.

In definitiva, gli studi derivati dalla psicologia e dalle neuroscienze rivelano un legame profondo tra scrittura e sviluppo del potenziale di una persona, pertanto siamo chiamati a riflettere sull’importanza dello scrivere su un foglio di carta, del disegnare a mano libera, del prendere appunti, valutando le specificità di ciascuno. Senza dubbio, gli strumenti tecnologici sono importantissimi, ma occorre utilizzarli in modo oculato: per ampliare le capacità dell’individuo, non per limitarle.