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Circle Time: il metodo educativo dell’inclusione

Cos’è il Circle Time: la metodologia educativa dell’inclusione

Il “Circle Time” è uno strumento operativo finalizzato a promuovere il “buon risultato” di insegnanti e alunni, tenendo conto della globalità delle nuove esigenze del sistema-scuola.

La complessità sociale, infatti, ha prodotto grandi cambiamenti nelle problematiche della formazione scolastica: in un momento di grande fervore per il mondo dell’insegnamento, si fa strada la spiacevole sensazione che sempre più si punti l’occhio sulla valutazione della performance, perdendo di vista l’importanza del processo di formazione.

Ciascun insegnante, inoltre, deve confrontarsi quotidianamente con svariate questioni riguardanti i discenti, quali la difficoltà di gestire la concentrazione nell’ascolto e nei turni di parola, la presenza di comportamenti sintomatici da decodificare e canalizzare, la poca partecipazione di alunni più restii ad amalgamarsi alla vita della classe. È chiaro come la scuola, per meglio affrontare la nuova complessità in cui si trova immersa, abbia esigenza di sperimentare, oltre alle tradizionali strategie didattiche basate sul modello di insegnamento frontale – che centralizza la figura del docente offrendo a tutti gli studenti lo stesso tipo di stimoli –, strumenti maggiormente in grado di coinvolgere ciascun alunno; sono necessarie, pertanto, metodologie educative inclusive, che favoriscano le competenze individuali e valorizzino le risorse e le differenze di ciascuno.

Uno di questi strumenti è il Circle Time, un metodo di lavoro ideato dalla Psicologia Umanistica negli anni ’70, piuttosto “collaudato”, eppure poco utilizzato e sottostimato nelle sue enormi potenzialità; il suo scopo è di proporre sia per le classi delle scuole, che per tutti i gruppi che abbiano uno scopo comune, uno strumento efficace per aumentare la vicinanza emotiva e prevenire la conflittualità

La metodologia del Circle Time: i benefici didattici e sociali 

La metodologia del Circle Time si rivela particolarmente efficace per stimolare i giovani ad acquisire consapevolezza delle proprie ed altrui emozioni, e per gestire le relazioni sociali; si tratta, nel concreto, di un gruppo di discussione su argomenti di diversa natura, al fine di potenziare la comunicazione e far acquisire ai partecipanti le principali abilità comunicative.

Questo metodo prevede che gli alunni si dispongano in cerchio, in modo tale che ciascuno possa vedere ed essere visto da tutti, lasciando libero lo spazio al centro, sotto la guida di un coordinatore che è parte integrante del cerchio, giacché il fine del Circle Time è proprio quello di proporsi come dimensione di parità. Nel Circle, l’insegnante svolge una funzione di mediazione, indicando l’argomento e dando una direzione sia alla conversazione che ai contributi degli alunni, tuttavia senza intervenire in modo diretto; il suo compito risiede, soprattutto, nello stimolare gli studenti più timidi e contenere quelli più aggressivi, nell’evitare che qualcuno di essi monopolizzi l’attenzione, nell’indirizzare tutti al dialogo costruttivo e nell’indurli a rispettare le diversità di ognuno, secondo un percorso di progressiva autonomia.

Alla fine del procedimento, infine, il gruppo dovrebbe raggiungere l’interdipendenza, ovvero un livello in cui ogni membro sperimenti la coesione e la fiduciosa capacità di interagire serenamente con tutti. Per essere efficace, il “tempo del cerchio” deve, innanzitutto, svolgersi non in modo sporadico, ma secondo una cadenza regolare, affinché diventi un proficuo spazio di gruppo a tutti gli effetti integrato nella vita della classe, ed avere, poi, una durata fissa, all’interno della quale è necessario seguire una struttura ben precisa di argomenti o fasi da affrontare. 

Oggi, più che mai, il Circle Time può essere un utile strumento di confronto pacifico

Insomma, il Circle Time può essere un primo passo per far sperimentare a ciascuno, all’interno di una cornice protetta, qualcosa di nuovo, da poter poi “portare fuori” in altri contesti: in primis, che prima di saper parlare è utile saper ascoltare. Il punto di partenza per l’utilizzo di un simile strumento è la convinzione che tutti noi abbiamo potenzialità diverse e che ciascuno, nella sua diversità, merita di essere riconosciuto, fortificato, gratificato, valorizzato e potenziato: soprattutto a scuola.

Oggi, più che mai, in un mondo in cui dominano il contrasto e la competizione a più livelli, è fondamentale sperimentare simili procedimenti di confronto equilibrato e armonico, partendo dalla didattica materna ed elementare, ovvero dalle basi della formazione di colui che sarà il futuro adulto, temprando la capacità di questi di essere costantemente aperto al dialogo costruttivo e rispettoso verso le persone che con lui interagiscono. 

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