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Eroica Fenice

Pamela Colnaghi

Pamela Colnaghi, intervista ad una delle più famose cosplayer italiane

La misteriosa arte del Cosplay nasce in Giappone alla fine degli anni 70, affermandosi negli anni a seguire come un fenomeno di significative proporzioni in tutto il mondo. Il termine, contrazione delle parole inglesi “Costume” e “Play” , indica l’impersonare fedelmente un personaggio riconoscibile di manga, anime, videogiochi fino a film e telefilm, non solo tramite la progettazione di abiti, trucco e accessori in modo impeccabile ed artigianale, ma anche replicando le movenze del soggetto originale. Nel nostro paese questo fenomeno è esploso da pochi anni, forte del supporto dei social network, del pubblico, ma soprattutto grazie ai veri protagonisti, gli appassionati interpreti definiti Cosplayer. Antesignana del settore nostrano è senza dubbio Pamela Colnaghi. Questa bellissima artista milanese, tra le più conosciute ed apprezzate Cosplayer del panorama italiano, ci svela gli ingredienti della sua passione per quest’universo particolare e colorato.

Pamela Colnaghi, tu sei un talento poliedrico, make up artist, modella, cosplayer, pittrice, l’arte è il filo conduttore delle tue esperienze e passioni. Parlami un pò di te. Chi è Pamela Colnaghi quando sveste i panni della super eroina? Grazie per il talento poliedrico, anche se, credo di fare solo ciò che mi piace! Come giustamente dici, l’arte è il filo conduttore della mia vita, ma non ho mai avuto la pretesa di essere un artista a tutti i costi. Sin da piccola mi sono sempre sentita attratta da ciò che è bello ed estroso, mi autodefinisco un’ esteta. Non a caso, mi sono specializzata in beauty, bellezza e make up. Nel tempo libero pratico i miei hobby come tutte le persone normali, mi piace dipingere o andare ai festival musicali, oppure, semplicemente uscire con gli amici. Ho una grande passione per la moda e sono capace di spendere un patrimonio per borse e scarpe. Il segreto è non fermarsi mai. Fare mille esperienze nella vita mi ha permesso di essere la persona che sono e anche gli sbagli non sono nulla in confronto ai rimpianti.

Il Cosplay è un fenomeno che in Italia si è consolidato da pochi anni, tu sei stata una delle pioniere del settore. Quando è iniziata questa avventura? Cosa ti ha spinto a proseguire? Vero! Sono stata una delle prime ragazze a sdoganare questo fenomeno nel nostro paese e a non averlo ancora abbandonato. Ho sfoggiato il mio primo costume nel 1999, una Faye Valentine molto imbarazzante, ma considerato che facevamo fatica a trovare trucco e parrucco, era già un traguardo aver realizzato il mio primo costume con la fodera di un cappotto!  Poi, durante gli anni, ho proseguito e lasciato diverse volte questo ambiente, ma senza mai abbandonarlo del tutto. Si cresce e la vita diventa comunque un percorso ludico dove a volte ti si pongono dei bivi davanti, per poi magari riportarti in qualche modo sulla vecchia strada.

Che vuol dire per te essere Cosplayer? Mi piace vestire i panni di una supereroina per un giorno e realizzare abiti accessori e make up è il massimo della creatività! Inoltre, sapere che esiste un gruppo di persone che ti segue da oltre quindici anni è una grandissima soddisfazione, lo faccio anche per loro a cui va tutto il mio affetto!

I costumi, il trucco, la cura per i dettagli distinguono le tue performance. In che modo realizzi i cosplay? Resti fedele al soggetto originale oppure ti concedi libertà creativa? Mi piace essere molto precisa sia nel costume che nel make up, poi cerco di rendere il personaggio mio con l’espressività del corpo e del volto. Vorrei concentrarmi di più sul make up e fare personaggi più particolari, la sfida infatti sta nella mimica e nell’originalità, dote sempre più rara in questo ambiente

Come scegli i personaggi che interpreti? Ne hai uno a cui sei particolarmente legata?  Prima di tutto mi deve colpire il vestito e mi piacciono i personaggi estremamente femminili e audaci. Il mio cavallo di battaglia è sempre stato Lamù, quello che sin da subito mi ha dato maggiori soddisfazioni tra i fans. Poi ci sono personaggi a cui sono particolarmente legata, Mai Shiranui perchè adoro King of Fighters, Motoko Kusanagi, un personaggio che ho portato diverse volte in passato e che spero di rispolverare in una nuova versione e infine Zhen Ji da Dynasty Warriors, perchè adoro ogni suo costume.

Il Cosplay è passato da essere oggetto dell’interesse di pochi appassionati a fenomeno di grande risonanza sui medi: tu credi che abbia perso un pò del suo carattere originale nel corso degli anni? Io mi sento un pesce fuor d’acqua ultimamente, la generazione è cambiata e se frequento le fiere è per aiutare l’organizzazione o semplicemente per rivedere gli amici di sempre.

Pensi che possa essere considerato un nuovo mezzo di espressione che vada oltre il semplice travestimento?  Non lo so, vedo pochi costumi curati ultimamente, ho visto raggiungere l’apice per poi crollare in esili marinarette o banali costumini da bagno. Inoltre non mi piace lo sdoganamento oltre le fiere di settore, la gente non conosce il fenomeno abbastanza bene nelle sue origini per capire che non si tratta di una carnevalata pubblicitaria.

Possiedi indubbiamente il “physique du rôle”: quanto conta la bellezza?  Non nego che la fisicità sia molto importante, ma conta quanto l’abilità nel creare un ottimo costume e una bella armatura. Inoltre ci sono tanti trucchetti che ci hanno insegnato le giapponesi molto più scaltre di noi a trasformarsi da brutti anatroccoli in cigni a competizione!

Cosa consigli a tutti coloro che cercano di emergere in questo ambiente?  Bisogna capire cosa si intende per “emergere”. Sicuramente potrebbe essere una forma anche di guadagno, ma effimera perché veramente è una ruota che gira, proprio come i divi della tv. Poi, appena emergi , devi prepararti a ricevere mille critiche e cattiverie: purtroppo è un paese pieno di bigotti. Molta gente mi riconosce alle fiere e mi segue da anni, ricevo tante lettere, ma io non ho fatto assolutamente nulla, non ho mai partecipato a concorsi internazionali né mai vinto premi importanti, semplicemente mi faccio notare con bei vestiti e foto semiprofessionali.

Progetti in corso? Dove potranno seguirti tutti gli appassionati?  Sicuramente agli appuntamenti milanesi e all’immancabile Lucca Comics, ho in progetto diversi costumi, fin che la barca va…

Qual’è il sogno nel cassetto di Pamela Colnaghi?Credo di aver raggiunto la mia stabilità come donna e persona, dalla vita ho avuto tutto. Forse mi piacerebbe avviare un’attività mia sempre nel campo della bellezza, ma c’è tempo per i progetti personali, per ora godiamoci il presente!

Grazie Pamela Colnaghi, è stato un vero piacere.
Grazie a te per la professionalità, un bacio a tutti i lettori! 

– Cosplay addiction: intervista a Pamela Colnaghi –

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