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Eroica Fenice

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Dario Tomasello, Ma cos’è questa crisi?

Crisi sembra essere diventata, negli ultimi anni, una parola alla moda, un sarcastico tormentone che non fa che comparire di continuo nei discorsi veloci tra vicine che si incontrano, buste al braccio, al mercato, negli articoli di giornale, negli immancabili e ormai usurati interventi al telegiornale di questo o quell’esperto d’economia, sociologia, psicologia. Come trovare un terreno immune?

Impossibile, sembra dirci Dario Tomasello, Professore Associato di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea all’Università di Messina, col suo studio dal titolo quasi canzonatorio, Ma cos’è questa crisi?, in cui affronta apertamente l’altra faccia della medaglia dell’ormai datato boom economico dei più recenti anni ’60. L’autore conduce un’indagine precisa e spregiudicata nell’adoperare quello che, più volte, durante la presentazione, Antonio Saccone, Ordinario di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, definisce come «nuova modalità di esercizio critico», dal momento che non solo si confronta con un oggetto nuovo quale l’Italia del malessere, ma mette insieme, come in un collage, gli spunti che di suddetto malessere si colgono nelle sceneggiature, nella musica, negli spot pubblicitari, nei fatti di cronaca nera, nelle più frivole canzonette, nell’accostare un grande intellettuale come Italo Calvino alla mimica eloquenza di Alberto Sordi.

Lasciamo, ora, che sia lo stesso Tomasello a raccontarci da dove parte e dove porta questo suo lavoro.

Come nasce l’idea del nuovo impianto critico cui ha fatto riferimento il Professor Saccone?

L’idea nasce da una mia esigenza di confrontarmi con la contemporaneità, mettendo in corto circuito saperi diversi, all’insegna di una prospettiva che non faccia distinzioni tra la cosiddetta cultura alta e cultura bassa. Il tema della crisi mi ha aiutato giacché si tratta di una sorta di refrain che accompagna, nei termini di un profondo disincanto, la nostra storia culturale in tempi recenti, ma non solo. Il mio modo di leggere questo fenomeno non è stato di mera comparazione tra esempi letterari, cinematografici e musicali. Ho cercato, piuttosto, di usare i vari materiali come tessere di un mosaico eterogeneo e coerente che si andava componendo sotto il mio sguardo.

Ha detto che il suo libro è, in qualche misura, un esperimento. Crede di continuare i suoi studi in questa direzione? Se sì, qual è la spinta propulsiva, la ragione più contingente che la spinge a farlo?

Il conforto del parere di tanti studiosi importanti, Antonio Saccone su tutti, mi persuade a continuare su questo terreno. Se dovessi riferire la ragione più profonda che mi spinge a farlo, direi il convincimento che non si può leggere la contemporaneità se non nella misura di una sua complessità. Dunque, gli strumenti della critica letteraria, da soli, non bastano.

Lei è siciliano. Quali sono stati gli effetti di boom e sboom della nuova società per la terra trinacria? In che direzione si sta muovendo la Sicilia e con essa l’Italia agra?

La Sicilia, spesso in termini deleteri, è stato un laboratorio, una camera d’incubazione, per fenomeni poi deflagrati su vasta scala. Così, a suo tempo, il boom ha sorpreso, frastornandola, una realtà, come quella isolana, impreparata a recepirne gli esiti. Così sarebbe stato per l’intero paese. Lo “sboom” in Sicilia ha favorito, forse in anticipo o in maniera più efficace che altrove, l’insorgere di movimenti “dal basso”, ad alta densità demagogica. La direzione in cui ci stiamo muovendo attualmente, mi pare quella di un confronto, politicamente, tra vecchie e nuove forze ed, economicamente, tra l’anelito al vecchio buon welfare e la necessità di adattamento ad una contingenza finanziaria mondiale profondamente mutata. Il sistema occidentale, tranne qualche isola felice (non la mia purtroppo) ha già ceduto il passo. Prima ce ne rendiamo conto e meglio è.

«Sulla soglia del testo (titolo, ndr)», nota Saccone, «troviamo un esplicito richiamo a un motivetto di Rodolfo De Angelis del 1933» e su queste note noi andiamo avanti verso quella che si mostra, sempre di più, come una parodia del vecchio benessere.

Dario Tomasello, Ma cos’è questa crisi? Letteratura e cinema nell’Italia del malessere, Il Mulino, 2013, pp. 230, € 20,00.

– Dario Tomasello, Ma cos’è questa crisi? – Eroica Fenice

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