Didattica a distanza: strumenti e riflessioni

didattica a distanza

Le scuole sono chiuse a causa del Covid-19 e di conseguenza la didattica in queste ultime settimane ha inevitabilmente subito, anch’essa, un importante cambiamento, dovuto alla situazione d’emergenza che il mondo vive.
Il Governo, e in particolar modo il Ministero dell’Istruzione, in una situazione inevitabilmente cruciale, ha optato per la cosiddetta didattica a distanza, volta a mantenere attivi i ragazzi, e soprattutto pensata per non fermare l’attività interdisciplinare degli studenti.

Didattica a distanza, che cos’è e come funziona

In uno scenario radicalmente mutato, i docenti, di qualsivoglia scuola di ordine e grado, sono impegnati con i propri studenti ad inviare compiti, fare videolezioni quotidiane, utilizzare le piattaforme didattiche, spiegare e aiutare i ragazzi senza interrompere il piano di studi previsto.
In alcuni casi si usano strumenti tecnologici avanzati, attraverso cui seguire le lezioni in modo agevole e continuativo. In molti casi si realizzano videoconferenze, lezioni vere e proprie su Skype o altri supporti.
Naturalmente, lo svolgimento della didattica a distanza prevede l’uso di strumenti digitali, quali tablet o computer (alcune scuole stanno provvedendo a fornire supporto alle famiglie meno agiate, in questo senso) di cui i ragazzi hanno perfetta conoscenza, e sembrano ben interagire tramite questi validi “alleati”.

La soluzione metodologica adottata in Italia è già propria di alcune comunità, che basano le proprie lezioni su strumenti digitali, anche se possono apparire attualmente inusuali, in un momento di emergenza e pur prevedendo qualche limitazione o disagio; bisogna precisare però che proprio tale soluzione o metodologia, può diventare il punto di inizio per una scuola, e quindi una didattica o una pratica scolastica, sempre più digitale.

L’insegnante che ruolo riveste nell’ambito della DAD?

In quest’ottica, l’insegnante, chiamato ad usare gli strumenti tecnologici propri della didattica a distanza, diventa una sorta di tutor, che accompagna, con materiale già pronto e facilmente fruibile, lo studente in una dimensione di autonomia. Inoltre, proprio gli spazi ampi della cosiddetta didattica online, permettono di creare soluzioni nuove, e attività consapevoli da parte degli studenti, chiamati a scegliere come organizzare il proprio tempo, in che modo studiare o se magari chiedere il supporto di un docente.
Nuove prospettive di crescita, non più tra le mura scolastiche, dove spesso i ragazzi ammettono di sentirsi “intrappolati”, ma raccolte in uno spazio personale, di cui si ha conoscenza, dove è possibile sentirsi al sicuro. Una grande possibilità di emergere, soprattutto per quegli studenti che spesso in classe tacciono, per timore, o per vergogna, e soprattutto, strumenti con cui i ragazzi hanno dimestichezza, quasi degli alleati, in un momento purtroppo difficile.
Stimolare i ragazzi a dare il meglio di sé, a distanza, può rappresentare una grande sfida per ogni insegnante. Riuscire ad arrivare, attraverso gli strumenti propri della didattica a distanza, alla mente di ogni giovane studente, o anche nel cuore dei più piccoli (nel caso della scuola primaria) incentivando la riflessione, è sicuramente un grande traguardo.
Le piattaforme e i materiali multimediali, gli strumenti digitali, aiuteranno gli insegnanti in questo periodo cruciale, con un nuovo “modo di fare scuola”.

Si tratta di un’implementazione di risorse da parte del Miur, in una situazione difficile da gestire, che però fa in modo che l’attività scolastica, sia dei bambini dell’Infanzia, sia degli studenti della Secondaria di I e II grado, e per ultimo (ma non per importanza) sia per gli universitari, non si fermi.

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