I Bajau: vivere sospesi tra onde e cielo

I Bajau: vivere sospesi tra onde e cielo

Tra Indonesia, Malesia e Filippine, vive un popolo affascinante e molto particolare: i Bajau, conosciuti anche come “nomadi del mare”. Da secoli conducono un’esistenza in simbiosi con l’oceano, trascorrendo la maggior parte della loro vita a bordo di piccole imbarcazioni di legno. Per i Bajau, il mare è un vero e proprio universo vitale, da cui traggono cibo, identità e spiritualità. Scopriamo allora insieme le particolarità di questo popolo straordinario, che ha saputo adattarsi al mare come pochi altri al mondo.

Le caratteristiche dei Bajau

I Bajau: vivere sospesi tra onde e cielo
Una casa su palafitte nel villaggio Bajau di Kabalutan (Wikimedia Commons, Vicartb)

Perché i Bajau vengono chiamati “nomadi del mare”? I membri di questa tribù trascorrono quasi tutta la loro vita sull’acqua, spostandosi continuamente tra le isole del Sud-Est asiatico. Hanno case galleggianti o costruite su palafitte che si muovono con le maree, seguendo il ritmo naturale del mare.

Ma ciò che rende davvero straordinari i Bajau è la loro incredibile capacità di rimanere in apnea. Fin da bambini, infatti, imparano a pescare in apnea, trattenendo il respiro anche per cinque o sei minuti consecutivi e raggiungendo profondità che superano i 60 metri, senza bombole né attrezzature moderne. La ricerca ha scoperto che questa straordinaria abilità è dovuta alla dimensione della milza, che è più grande rispetto alla normale dimensione riscontrata nel corpo umano. Si tratta di un adattamento genetico che consente di immagazzinare più ossigeno nel sangue e di resistere più a lungo sott’acqua. Questa straordinaria capacità permette ai Bajau di pescare sott’acqua con grande abilità e grazie alla loro resistenza e al perfetto controllo del respiro, possono trascorrere ore e ore in mare, immergendosi decine di volte al giorno alla ricerca di pesci, polpi e conchiglie.

Cambiamenti nello stile di vita

I Bajau: vivere sospesi tra onde e cielo
Accoglienza degli abitanti del villaggio dell’isola di Omadal (Wikimedia Commons, Torben Venning)

Oggi i Bajau stanno affrontando un periodo di profondo cambiamento, in quanto, le nuove generazioni, attratte dalla vita moderna e dalle opportunità offerte dalle città, si allontanano sempre più dal loro stile di vita tradizionale. Questa trasformazione mette a rischio una cultura antichissima, tramandata per secoli attraverso la vita quotidiana, i racconti e le pratiche di pesca. Molti di loro, negli ultimi decenni, hanno abbandonato la vita nomade sul mare per trasferirsi sulla terraferma o in villaggi costruiti su palafitte, spesso spinti dai governi locali che cercano di integrarli nella società moderna. Questo processo, però, ha portato alla graduale scomparsa delle loro imbarcazioni tradizionali, le lepa-lepa, piccole barche artigianali che per secoli hanno rappresentato la loro casa e il simbolo della loro libertà. Allo stesso modo, anche le antiche tecniche di pesca tradizionali, tramandate di generazione in generazione, stanno lentamente svanendo, sostituite da metodi più moderni ma spesso distruttivi, come la pesca con dinamite o con sostanze chimiche.

Eppure, nonostante le sfide, i Bajau continuano a rappresentare un simbolo di armonia tra uomo e natura. Per questo popolo il mare è un’entità viva, che va rispettata e ascoltata.

 

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons, Dr.A.Hugentobler

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