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Eroica Fenice

La nave di Teseo

La nave di Teseo nell’oceano dell’editoria

La nascita di una casa editrice è sempre una buona notizia. Elisabetta Sgarbi, ex direttrice editoriale di Bompiani, lascia il gruppo oggi assorbito dal gigante Mondadori-Rizzoli e fonda La nave di Teseo, un editore nuovo e completamente indipendente.

Un’avventura che parte comunque da basi molto solide, visto che avrà il sostegno – in termini economici e di cessione dei diritti d’autore – di grandi firme della cultura italiana: spiccano i nomi di Umberto Eco (Il pendolo di Foucault e Il nome della rosa, quest’ultimo tra i libri più venduti nella storia dell’editoria moderna, potrebbero comparire nel nuovo catalogo già tra quattro-cinque anni), Nuccio Ordine, Furio Colombo, Sandro Veronesi, Edoardo Nesi e ancora Tahar Ben Jelloun, Pietrangelo Buttafuoco, Mauro Covacich, Michael Cunningham.

Questa buona notizia fa seguito a quella inquietante dell’acquisizione di Rcs da parte di Mondadori: quasi metà dei titoli che troveremo in una libreria apparterranno a questo unico gruppo. La fuoriuscita di Sgarbi e compagnia è il secondo strappo venuto in conseguenza di questo piccolo terremoto che ha scosso il panorama editoriale italiano: già Roberto Calasso aveva rilevato personalmente la proprietà di Adelphi, che pure stava nel florilegio Rizzoli e sarebbe finita sotto l’egida di Segrate. Calasso commentò la sua scelta affermando: ”la proprietà è un elemento non trascurabile per lo sviluppo di una casa editrice”.

Salpa La nave di Teseo: con quali prospettive?

Elisabetta Sgarbi ha parlato di una scelta più pratica che ideologica. Mondadori non avrebbe assicurato una completa libertà nelle scelte editoriali. Inoltre, la concentrazione (legale?) di una parte del mercato così ampia in mano ad un solo proprietario è stata ritenuta una trasformazione nel segno dell’impoverimento, alla luce del fatto che si parla di libri, un mondo che la stessa Sgarbi ha definito sacro e che esige la massima libertà e pluralità delle idee.

La nascita del nuovo editore si profila come un atto di risposta, nel tentativo di arricchire il discorso culturale e il mercato editoriale con nuove proposte e idee (grazie all’apporto decisivo anche dei “grandi vecchi”).  

Il nome lo ha scelto Umberto Eco, e sembra proprio il risultato di uno dei suoi “giochi semiotici”, un po’ come Il nome della rosa. Non importa sapere chi è Teseo, il lettore sappia che la nave è in viaggio, a parlar chiaro saranno i libri del catalogo. Ma la nave di Teseo fu smontata e ricostruita con legni nuovi tanto da non essere più la stessa nave secondo alcuni, conservando la propria natura originaria secondo altri, e questa è una chiave di lettura, oppure, ancor più efficacemente, si possono riprendere le parole di un autore italiano che così ha descritto l’eroe greco: Teseo è colui che si alza e se ne va.

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