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Eroica Fenice

Giulietta Masina – L’Oscar di Federico Fellini

«Il nostro primo incontro io non me lo ricordo, perché in realtà io sono nato il giorno in cui ho visto Giulietta per la prima volta»

È l’anno 1942, Federico Fellini e Giulia Anna Masina sono poco più che ventenni quando si incontrano nei corridoi di quella Rai che in epoca fascista si chiama ancora Eiar: lei interpreta il personaggio di Pallina nella rubrica Cico e Pallina della trasmissione radiofonica Terziglio, lui è l’autore dei testi.

Giulietta resta affascinata da quel giovane magro e dolcissimo, Federico si incanta dinanzi a quella donna aggraziata e vivace. È amore. Nel giro di pochi mesi la coppia decide di convolare a nozze, si sposano a casa di lei il 30 ottobre 1943, con una cerimonia intima nella Roma occupata dai nazisti e sanciscono l’inizio di un lunghissimo sodalizio artistico e sentimentale, una collaborazione tesa a quelle iperboliche visioni destinate a fare grande il Cinema Italiano nel mondo.

A partire dagli anni 50, Fellini disegna per la sua Giulietta ruoli indimenticabili, appassionati e vibranti d’amore. Lontana dalle bellezze vistose e maggiorate del suo tempo, la Masina dimostra di essere un’attrice straordinaria: interpreta tra il clownesco e il maliconico la Gelsomina al seguito del rozzo Zampanò ne La Strada (1954), tratteggia, con sensibilità ed innocenza disarmanti, la prostituta protagonista de Le Notti di Cabiria (1957) vincendo a Cannes come miglior attrice, incarna la vita della ricca borghesia in Giulietta degli Spiriti (1965), interpreta Amelia in Ginger e Fred (1985), l’ultimo ruolo che Fellini regala al suo”  piccolo peperino ” e che le frutta un David di Donatello.

Federico Fellini si afferma, nel corso degli anni, come il più celebrato e osannato cineasta italiano ed erge la Masina a musa ispiratrice. Cinquant’anni di vita insieme costellati da Oscar, successi e momenti non facilissimi. Il regista di Amarcord è suscettibile al fascino femminile, non rifiuta scappatelle con donne fisicamente opposte alla figura esile di sua moglie, mostra adorazione per quei ritratti femminili prorompenti, celebri nella filmografia del Maestro. Lui è “il grande bugiardo”, eppure Giulietta accetta in silenzio di convivere con lo stile di vita sgregolato di suo marito, ne perdona le fugaci avventure. Divisa tra “casa, chiesa e cinepresa” è consapevole di essere l’unico balsamo capace di lenire i tormenti del regista, preda di depressioni, insicurezze e ossessioni, la Masina è per lui insostituibile, è l’approdo sicuro dove trova conforto, è la presenza costante che ricorre, anche quando non fisicamente presente nelle pellicole, in tutta l’arte del regista riminese. Un rapporto fortemente simbiotico, forse dovuto anche alla tragica mancata genitorialità che li rende l’uno figlio dell’altro.

Federico Fellini si spegne il 31 ottobre 1993, Giulietta appena 5 mesi dopo.

Il 9 maggio scorso, a sessant’anni dall’uscita nelle sale del capolavoro premio Oscar La Strada e a vent’anni dalla morte dell’attrice, è stata inaugurata a Roma, presso il Teatro dei Dioscuri, complesso di S.Andrea al Quirinale, la mostra ”Giulietta Masina-l’Oscar di Federico Fellini” , a cura di Simone Casavecchia e Fiammetta Terlizzi. La retrospettiva, che si conclude il 30 maggio, è divisa in quattro sezioni e corre su un doppio binario: da una parte si evidenzia e si celebra l’indiscutibile talento di una grandissima attrice attraverso locandine d’epoca, immagini inedite dai set messe a disposizione dalla Fototeca Del Centro Sperimentale di Cinematografia, lettere, sceneggiature e disegni dello stesso Fellini, dall’altra si cerca di mostrare la Giulietta privata con un libro uscito per l’occasione ”Giulietta Masina, attrice e sposa di Federico Fellini di Gianfranco Angelucci (Edizioni Sabinae). L’esposizione prova a svelare il mistero che ruota attorno a questa creatura dallo sguardo tenero e gentile, un po’ Cabiria e un po’ Gelsomina, un omaggio doveroso verso una sposa ed un’attrice legata da un amore sconfinato al proprio uomo, verso il quale ella stessa risulta essere propulsore a livello umano ed artistico.

«…Vi è una parte di incantesimi, magie, visioni, trasparenze, la cui chiave è Giulietta. Mi prende per mano e mi porta in zone dove da solo non sarei mai arrivato…»

– Giulietta Masina – L’Oscar di Federico Fellini – Eroica Fenice

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