Angeli nella storia dell’arte: 5 rappresentazioni iconiche

Gli angeli nella storia dell'arte: le rappresentazioni degli artisti

Gli angeli sono figure che hanno da sempre suscitato molto interesse, soprattutto per quanto riguarda l’ambito religioso. Vengono citati nelle opere letterarie ma le loro rappresentazioni vengono realizzate anche in altre forme di cultura, come la pittura e la scultura. Gli angeli nella storia dell’arte vengono raffigurati in modo diverso dai vari artisti.

Gli angeli vengono spesso realizzati con sembianze umane, in contesti in cui ricoprono il ruolo di messaggeri. Non a caso il loro ruolo principale è proprio quello di essere messaggeri della parola di Dio. La loro iconografia si è evoluta nel tempo: dalle prime rappresentazioni paleocristiane come giovani senza ali, fino all’introduzione delle ali nel IV secolo per simboleggiare la loro natura celeste e la loro velocità.

L’evoluzione degli angeli nell’arte: opere e artisti

Opera Artista e Anno Caratteristica della Rappresentazione
Compianto sul Cristo Morto Giotto (1304-1306) Angeli con espressioni di dolore umano e disperato, una rottura con la ieraticità bizantina.
Annunciazione Beato Angelico (c. 1426) Angelo etereo e divino, con ali variopinte e vesti preziose, simbolo della luce e della grazia di Dio.
Annunciazione Leonardo da Vinci (c. 1472-1475) Angelo con ali realistiche, studiate dall’anatomia degli uccelli, che unisce il divino al naturalismo scientifico.
La caduta degli angeli ribelli Pieter Bruegel il Vecchio (1562) Gli angeli ribelli sono rappresentati come creature mostruose e ibride, in un caos che mescola il sacro e il grottesco.

1. Compianto sul Cristo Morto – Giotto

Artista: Giotto di Bondone
Anno: 1304-1306
Dove si trova: Cappella degli Scrovegni, Padova.
Questo affresco è il primo esempio di come gli angeli nella storia dell’arte assumano sembianze e sentimenti umani. Vengono rappresentati mentre provano un dolore straziante per la morte di Cristo, come si può vedere dai loro volti contorti. Nonostante gli angeli non abbiamo un sesso, Giotto li ha rappresentati con fattezze maschili.

2. Annunciazione – Beato Angelico

Artista: Beato Angelico (Fra Giovanni da Fiesole)
Anno: circa 1426
Dove si trova: Museo del Prado, Madrid.
In quest’altra rappresentazione, l’Arcangelo Gabriele viene raffigurato con un’aureola, per rafforzare il suo carattere divino. Indossa una veste dorata e rosa e dietro la schiena presenta due grandi ali multicolori, decorate con diversi dettagli, che simboleggiano la sua provenienza paradisiaca.

3. Annunciazione – Leonardo da Vinci

Artista: Leonardo da Vinci
Anno: circa 1472-1475
Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze.
Sulla scia dei quadri che portano il nome di “Annunciazione”, abbiamo anche quello realizzato da Leonardo da Vinci. Nel rappresentare il suo angelo, Da Vinci mette in mostra le sue conoscenze anatomiche: le ali dell’angelo, infatti, non sono fantastiche come quelle di Beato Angelico, bensì sono ali realistiche, modellate su quelle di un grande uccello rapace.

4. La caduta degli angeli ribelli – Bruegel il Vecchio

Artista: Pieter Bruegel il Vecchio
Anno: 1562
Dove si trova: Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles.
Un altro artista che ci fornisce una rappresentazione diversa è Bruegel. In questo quadro, infatti, vengono rappresentati i cosiddetti angeli ribelli che, cadendo dal cielo, si trasformano e assumono le sembianze di mostri ibridi e grotteschi. A combatterli ci sono gli arcangeli fedeli: alla guida c’è l’Arcangelo Michele, che allontana dal paradiso gli angeli che si sono ribellati a Dio.

5. Maestà di Ognissanti – Giotto

Artista: Giotto di Bondone
Anno: circa 1310
Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze.
Troviamo nuovamente Giotto, che ha realizzato diversi dipinti con raffigurazioni angeliche. In questo quadro, il ruolo centrale è dato alla Madonna con il bambino, la cui posa è simile a quella della Maestà di Santa Trinita di Cimabue.
Nonostante non ricoprano il ruolo principale, gli angeli hanno una funzione importante: sono rappresentati con lo sguardo fisso sulla figura della Madonna, quasi come se volessero invitarci a guardare insieme a loro il soggetto sacro.

Altre informazioni e curiosità sugli angeli nella storia dell’arte

Perché gli angeli hanno le ali nell’arte?

L’iconografia degli angeli con le ali non è presente nei testi biblici più antichi, ma si sviluppa nell’arte paleocristiana intorno al IV secolo. Le ali sono un simbolo preso in prestito dalle culture pagane (come le figure della Nike greca o del genio alato romano) per rappresentare la natura celeste e ultraterrena degli angeli, la loro capacità di muoversi tra cielo e terra e la loro velocità come messaggeri di Dio.

Qual è la differenza tra angeli e arcangeli nell’arte?

Nell’arte, gli angeli sono spesso rappresentati in gruppo, come un coro che assiste a scene sacre. Gli arcangeli (Michele, Gabriele, Raffaele) sono invece figure individuali con ruoli e attributi specifici. Michele è quasi sempre rappresentato come un guerriero con armatura, spada o bilancia per pesare le anime. Gabriele è l’angelo dell’Annunciazione, spesso raffigurato con un giglio, simbolo di purezza.

Cosa sono i putti o gli cherubini nell’arte rinascimentale e barocca?

I putti, spesso chiamati erroneamente cherubini, sono figure di bambini nudi e alati molto comuni nell’arte rinascimentale e barocca. Derivano dai “putti” dell’arte classica, che rappresentavano il dio Eros (Cupido). Nell’arte cristiana, vengono usati per simboleggiare l’amore divino o semplicemente come elementi decorativi. Sono iconograficamente diversi dai Cherubini biblici, descritti come esseri maestosi e talvolta terrificanti.

Immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 30/08/2025

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