Il passaggio dalla monarchia alla repubblica in Italia, come e quando

il passaggio dalla monarchia alla repubblica

Il 2 giugno 1946 rappresenta una data fondamentale nella storia italiana: con il referendum istituzionale del 1946, l’Italia voltò pagina, sancendo il passaggio dalla monarchia alla repubblica. Questo evento non solo cambiò l’assetto istituzionale del Paese, ma rappresentò anche un momento di profonda riflessione sui valori di una società uscita dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, desiderosa di un futuro di democrazia e libertà.

Il contesto storico: dal Regno d’Italia allo Statuto Albertino

L’Italia unificata nel 1861 era stata una monarchia costituzionale, retta dallo Statuto Albertino. Questa carta, concessa da Carlo Alberto di Savoia nel 1848 e consultabile integralmente sul sito del Senato della Repubblica, vedeva nel sovrano il fulcro del potere: il re deteneva il potere esecutivo, nominava i senatori e sanzionava le leggi. La sua natura flessibile, ovvero modificabile con legge ordinaria, ne aveva permesso la progressiva distorsione durante il ventennio fascista.

Statuto albertino vs costituzione repubblicana: le differenze

Caratteristica Statuto albertino (1848) Costituzione repubblicana (1948)
Origine Ottriata: concessa dal sovrano. Votata: redatta e approvata da un’assemblea costituente eletta dal popolo.
Modificabilità Flessibile: modificabile con una legge ordinaria. Rigida: modificabile solo con un procedimento aggravato (art. 138).
Lunghezza Breve: si concentra sull’organizzazione dello stato, dedicando poco spazio ai diritti. Lunga: dedica ampio spazio ai diritti e ai doveri dei cittadini (parte i).
Religione Confessionale: la religione cattolica è l’unica religione di stato. Laica: garantisce la libertà di religione e la laicità dello stato (artt. 7, 8, 19).

Il cammino verso il voto: il suffragio universale

Nel clima di rinnovamento del secondo dopoguerra, si fece strada l’idea di un referendum per decidere la forma dello Stato. Un passo decisivo fu compiuto il 1° febbraio 1945, quando il governo guidato da Ivanoe Bonomi emanò un decreto che introduceva il suffragio universale, estendendo il diritto di voto alle donne. Per la prima volta nella storia d’Italia, le donne potevano votare ed essere elette.

2 giugno 1946: i risultati del referendum

Il 2 e 3 giugno 1946 gli italiani e, per la prima volta, le italiane, furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e a eleggere l’Assemblea Costituente. I risultati sancirono la vittoria della repubblica con 12.717.923 voti, contro i 10.719.284 voti per la monarchia. Sebbene non mancarono polemiche, il referendum istituzionale del 1946 segnò la fine del Regno d’Italia.

La nascita della Costituzione Repubblicana

Il 28 giugno 1946, l’Assemblea Costituente elesse Enrico De Nicola come Capo provvisorio dello Stato. Una commissione di 75 deputati fu incaricata di redigere la nuova Costituzione. Il testo fu approvato dall’Assemblea il 22 dicembre 1947, promulgato il 27 dicembre ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948, segnando l’inizio di una nuova era. Il testo completo è disponibile sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica.

Articolo aggiornato il: 19/09/2025

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