Home | Culture del mondo | Storia | Imperialismo europeo in Africa: la spartizione del continente

Imperialismo europeo in Africa: la spartizione del continente

L’imperialismo europeo di fine Ottocento è la politica di espansione e dominio attuata dalle grandi potenze europee su vasti territori in Africa, Asia e Oceania. A partire dai primi anni del XX secolo, questo fenomeno è stato oggetto di analisi che ne hanno evidenziato le complesse radici economiche, politiche e ideologiche.

Generalmente, con il termine “imperialismo” si fa riferimento a una politica di supremazia, spesso imposta con la forza, finalizzata a estendere un controllo economico, politico e culturale su altre nazioni. Questo “nuovo imperialismo” si distingue dal colonialismo dei secoli precedenti per la sua rapidità, la sua scala globale e le sue profonde giustificazioni ideologiche.

Le cause dell’imperialismo europeo

L’espansione imperialista fu una conseguenza diretta della Seconda Rivoluzione Industriale e della nascita di un’economia globale. Le motivazioni furono molteplici:

  • Cause economiche: la necessità di accedere a materie prime a basso costo (gomma, rame, petrolio) e di trovare nuovi mercati per i prodotti industriali europei.
  • Cause politiche: la competizione tra le nazioni europee. Possedere un impero coloniale era simbolo di prestigio e potenza, in un’epoca di forte nazionalismo.
  • Cause strategiche: il controllo di rotte commerciali e punti strategici a livello globale (come il Canale di Suez).
  • Cause ideologiche e culturali: la diffusione di teorie razziste e del cosiddetto “Darwinismo sociale”, che promuovevano l’idea di una superiorità della “razza bianca” e il suo “fardello” di civilizzare i popoli considerati inferiori.

La “corsa per l’africa”: un continente da spartire

Il caso più emblematico dell’imperialismo europeo fu la cosiddetta “Corsa per l’Africa” (in inglese, Scramble for Africa). Se intorno al 1870 solo il 10% del continente africano era sotto il controllo europeo (principalmente le coste), nel 1914 la percentuale era salita a quasi il 90%. In pochi decenni, un intero continente fu conquistato e diviso tra le potenze europee, spesso senza alcuna considerazione per le popolazioni, le culture e i confini preesistenti.

La conferenza di berlino (1884-1885): la spartizione a tavolino

Per regolare questa competizione sfrenata ed evitare conflitti diretti tra le potenze, il cancelliere tedesco Otto von Bismarck convocò la Conferenza di Berlino. L’obiettivo era stabilire regole comuni per la spartizione dell’Africa. Alla conferenza parteciparono le principali potenze europee, tra cui Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Germania e Belgio.

Il fondamento ideologico della conferenza era palesemente eurocentrico: i territori africani erano considerati “terra di nessuno”, a disposizione delle nazioni “civilizzate”.

La conferenza di berlino (1884-1885): decisioni chiave Descrizione
Stato libero del congo Venne riconosciuta la sovranità sullo Stato Libero del Congo a un’associazione privata guidata dal re Leopoldo II del Belgio. Si rivelò uno dei regimi coloniali più brutali della storia.
Principio di occupazione effettiva Per rivendicare un territorio, una potenza doveva dimostrare di occuparlo militarmente e amministrativamente. Questo principio accelerò ulteriormente la conquista militare del continente.
Libertà di commercio e navigazione Fu sancita la libertà di navigazione sui fiumi Congo e Niger e la libertà di commercio nel bacino del Congo, a vantaggio delle potenze industriali.
Dichiarazioni umanitarie I partecipanti si impegnarono formalmente a contrastare la tratta degli schiavi, un impegno che spesso rimase sulla carta e servì a giustificare l’intervento europeo.

Le giustificazioni ideologiche: la “missione civilizzatrice”

L’imperialismo europeo in Africa fu legittimato da un razzismo pseudo-scientifico. Intellettuali, biologi e antropologi europei elaborarono teorie che classificavano le popolazioni africane come meno evolute e incapaci di autogovernarsi. In base a questa visione, l’intervento europeo fu presentato come una “missione civilizzatrice”: era compito dell’uomo bianco portare il progresso, la religione e la cultura a popoli considerati “primitivi”. Questa giustificazione ideologica mascherò uno sfruttamento brutale che smembrò società intere, impose confini artificiali e trasformò l’Africa in uno spazio dominato quasi interamente dagli interessi europei.

Fonte immagine: Shutterstock

Articolo aggiornato il: 26/09/2025

⛩️ Un tuffo nella storia moderna

Dal colonialismo europeo fino al prepotente risveglio delle tigri asiatiche, la storia dell’Oriente moderno è fatta di espansioni imperialiste, rapide industrializzazioni e fratture geopolitiche (come nel caso delle due Coree) che influenzano l’economia globale odierna.

Altri articoli da non perdere
Vita e opere di Flaubert: maestro dei naturalisti
Vita e opere di Flaubert: maestro dei naturalisti

Gustave Flaubert è stato uno dei più celebri scrittori francesi del XIX secolo, noto per la sua precisione stilistica e Scopri di più

Politicizzazione dei santuari giapponesi: Meiji e Yasukuni
Politicizzazione dei santuari giapponesi: Meiji e Yasukuni

Con politicizzazione s’intende il conferimento di un carattere politico a settori che normalmente ne sono estranei. Andiamo quindi ad analizzare due Scopri di più

Superstizioni russe: le 8 da conoscere
Cultura russa - bandiera

La Russia è un paese dove le antiche credenze popolari influenzano ancora oggi molte usanze quotidiane. Conoscere le principali superstizioni Scopri di più

Scopri Villa Rosebery a Posillipo: storia della residenza presidenziale, i giardini, come prenotare la visita, orari di apertura e dove parcheggiare

Villa Rosebery è uno storico ed elegante complesso monumentale, che sorge "a picco" sul mare a Posillipo, dal 1957 una Scopri di più

Milan Kundera: vita, opere e filosofia del grande scrittore

Milan Kundera è stato uno dei più grandi scrittori del Novecento, capace di raccontare il secolo scorso e le sue Scopri di più

Saturno che divora i suoi figli, il capolavoro di Francisco Goya

Saturno che divora i suoi figli è una delle opere più significative della produzione artistica del genio spagnolo, Francisco Goya. Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Christian Izzo

Studente di lingue e letterature, amante della letteratura e dell'arte in ogni sua forma.

Vedi tutti gli articoli di Christian Izzo

Commenta