La Bibbia (dal greco βιβλία, biblìa, “libri”) è la raccolta di testi sacri per il Cristianesimo e, in parte, per l’Ebraismo. Divisa in Antico e Nuovo Testamento, la sua forma e diffusione nel Medioevo erano profondamente diverse da oggi. Era un oggetto raro, prezioso e artistico, la cui storia culmina con l’invenzione che avrebbe cambiato il mondo: la stampa.
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Chi poteva leggere la Bibbia nel Medioevo?
Prima dell’invenzione della stampa, la Bibbia non era un libro per tutti. La sua lettura era riservata quasi esclusivamente al clero e a una ristretta élite di nobili colti. I motivi erano principalmente due:
- Il costo: ogni copia era un manoscritto (o codice), copiato a mano su pergamena da monaci specializzati, gli amanuensi. Il processo richiedeva anni di lavoro, rendendo ogni Bibbia un bene di lusso.
- La lingua: il testo di riferimento per tutto il Medioevo occidentale era la Vulgata, la traduzione in latino realizzata da San Girolamo nel IV secolo. Poiché la stragrande maggioranza della popolazione era analfabeta e non conosceva il latino, l’accesso diretto alle Scritture era impossibile.
L’arte nei manoscritti: le Bibbie miniate
Quando i cristiani ebbero l’opportunità di decorare la loro Bibbia, scelsero di usare il codice al posto del rotolo, in quanto meno costoso e più compatto. L’iconografia dei personaggi biblici deriva spesso da raffigurazioni ellenistico-pagane presenti nelle catacombe. Per illustrare i testi, si diffuse l’uso di miniature, ovvero piccole pitture dipinte a mano. Era comune inserire un ritratto dell’autore del libro biblico, come un evangelista o un profeta, a volte rappresentato tramite un simbolo associato, come nel caso dei quattro evangelisti:
- Matteo: angelo o uomo alato
- Marco: leone
- Luca: toro o bue
- Giovanni: aquila
Le illustrazioni spesso attingevano anche a tradizioni ebraiche, suggerendo che l’arte biblica cristiana possa derivare da prototipi giudaici oggi perduti.
La Bibbia di Gutenberg: il primo libro stampato
Il 23 febbraio 1455 segna una data storica: a Magonza, in Germania, Johann Gutenberg completa la stampa del primo libro occidentale realizzato con la tecnologia dei caratteri mobili. Quel libro era la Bibbia. La Bibbia di Gutenberg, una versione della Vulgata latina, fu un’opera monumentale composta da due volumi per un totale di 1282 pagine, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il carattere scelto imitava lo stile gotico dei manoscritti, ma la produzione era infinitamente più rapida.
Caratteristica | La Bibbia miniata (Manoscritto) | La Bibbia di Gutenberg (Stampa) |
---|---|---|
Produzione | Copiata a mano (amanuensi) | Stampata con caratteri mobili |
Tempo di realizzazione | Anni per una singola copia | Circa 180 copie in 3 anni |
Decorazione | Miniature e iniziali dipinte a mano | Spazi lasciati vuoti per la decorazione a mano |
Costo e Accessibilità | Bene di lusso, estremamente rara | Più economica e prodotta in serie |
La Bibbia di Gutenberg ebbe un successo clamoroso, segnando l’inizio di una nuova era per la diffusione del sapere.
Il Codex Gigas: la “Bibbia del diavolo”
Un discorso sulla Bibbia nel Medioevo non sarebbe completo senza menzionare il più grande manoscritto medievale esistente, il Codex Gigas. È soprannominato la Bibbia del diavolo per una grande e inquietante illustrazione di un demone al suo interno. La leggenda narra che un monaco, condannato a essere murato vivo, strinse un patto con il diavolo per completare l’opera in una sola notte in cambio della sua anima, inserendo il ritratto del suo “aiutante” alla fine. In realtà, sebbene scritto da un solo amanuense, si stima che la sua stesura abbia richiesto tra i 25 e i 30 anni di lavoro ininterrotto nel XIII secolo.
Articolo aggiornato il: 30/08/2025
Fonte immagine in evidenza dell’articolo La Bibbia nel Medioevo: dalle origini a Gutenberg: Wikipedia
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