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La legge marziale. Un periodo sofferente per la Polonia

La Polonia già nei decenni precedenti, durante il periodo della Guerra Fredda e sotto l’influenza del blocco sovietico, ha attraversato momenti davvero difficili. Ricordiamo bene ciò che accadde durante la Seconda guerra mondiale, ricordiamo l’inganno subito dalla popolazione dopo la liberazione di Varsavia da parte delle truppe sovietiche, che hanno iniziato una forte repressione nei confronti di dissidenti, situazione che sembrava essersi risolta con le rivolte negli anni Sessanta ma vedremo in realtà una situazione che anticipa quello che accadrà con la legge marziale.

Data Chiave Evento Storico Protagonisti
31 Agosto 1980 Accordi di Danzica e prime concessioni ai lavoratori Lech Wałęsa, Edward Gierek
13 Dicembre 1981 Proclamazione della legge marziale in Polonia Generale Wojciech Jaruzelski
19 Ottobre 1984 Assassinio del presbitero e dissidente cattolico Jerzy Popiełuszko
Giugno 1989 Prime elezioni parzialmente libere e fine della crisi Solidarność, PZPR

La situazione prima della legge marziale

La legge marziale. Un periodo di sofferenza per la Polonia
Il generale Jaruzelski annuncia alla nazione l’applicazione della legge marziale

Con l’elezione di Władysław Gomułka a segretario del partito operaio (PZPR) il 21 ottobre 1956 la Polonia sembrava essersi allontanata definitivamente dall’oppressione sovietica. Infatti durante il suo mandato ci sarà un disgelo con l’Unione Sovietica e agli inizi degli anni ’60 ci saranno iniziali cambiamenti. Il 27 aprile 1956 viene firmata un’amnistia che libera numerosi prigionieri polacchi, sosterrà le proteste operaie del 1956 a Poznan, che porteranno a scontri a fuoco con l’esercito sovietico, si arriva al disgelo di ottobre. Successivamente ci saranno riforme economiche, come la fine della collettivizzazione dell’agricoltura e un miglioramento della gestione del mercato economico. Nel 1957 in ambito economico vedremo lo sviluppo di aziende individuali e la nascita di consigli operai per favorire una maggiore liberalizzazione del mercato. Ma tutto questo fu una tattica di Gomułka, infatti le riforme dureranno poco, verrà meno il movimento giovanile Po Prostu e riprese alla grande i rapporti con Mosca e iniziò una politica di repressione verso i movimenti di protesta e verso gli intellettuali, consolidando le dinamiche del regime comunista.

Dopo una serie di gravi eventi, conseguenza della repressione delle proteste studentesche, Gomułka e il suo partito saranno costretti a cedere e si passerà al decennio di Edward Gierek, che sarà caratterizzato da una fase iniziale di riforme economiche che aumenteranno il potere d’acquisto della popolazione. Ad essa si sussegue un periodo nuovo di stagnazione e un tentativo di limitare l’espressione popolare. La nuova crisi economica del 1980, il crescente sostegno del nuovo Papa Giovanni Paolo II alla popolazione polacca e una serie di proteste da parte dei sindacati dei lavoratori, sembravano segnare una svolta, con la liberazione di Lech Wałęsa, la creazione di Solidarność e gli accordi raggiunti tra il Comitato di Danzica e il governo di Gierek il 31 agosto 1980. Con questi accordi vennero garantite condizioni di lavoro dignitose ai lavoratori attraverso precise concessioni:

  • un aumento degli stipendi;
  • la riduzione dell’età per la pensione.

Tuttavia quella fase di apparente tranquillità avrebbe segnato l’inizio di uno dei periodi più difficili per il paese, ossia l’introduzione della legge marziale in Polonia con il nuovo governo.

Cosa accadde con la legge marziale

La legge marziale. Un periodo di sofferenza per la Polonia
Jerzy Popiełuszko, presbitero cattolico e principale oppositore al governo Jaruzelski e alla legge marziale

Con il passaggio da Gierek a Wojciech Jaruzelski ci sarà l’inizio di questa fase difficile, strettamente legata agli obblighi internazionali imposti dal Patto di Varsavia. Questa volta però non dipenderà tutto solo dall’ideologia del comunismo, ma dal nuovo governo di Jaruzelski, che percepiva nel paese una situazione troppo oppositoria nei confronti del suo esecutivo, ed è per questo che la legge marziale in Polonia verrà istituita dal generale il 13 dicembre 1981. Con questa legge, la situazione cambia drasticamente, i movimenti rivoluzionari vennero vietati, il sindacato di Solidarność venne sospeso, i militari e la milizia cittadina (ZOMO) verranno dispiegati nelle zone strategiche per evitare situazioni caotiche, gli uffici postali verranno chiusi e i comitati di sciopero verranno smantellati immediatamente, instaurando una rigida censura di stato. Di fronte a questa situazione, il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, ha chiesto la sospensione della legge marziale, la liberazione dei prigionieri e sanzioni imposte a Jaruzelski. Ci sarà una prima sospensione nel 1983, ma la repressione non finirà.

La legge marziale in Polonia porterà a difficoltà economiche, con l’aumento dei prezzi e un grande debito pubblico dovuto anche dalle sanzioni subite. Con una serie di riforme, nel 1982 si registreranno alcuni segnali di ripresa economica, con un aumento del reddito nazionale e della produzione agricola e industriale, ma con l’aumento dell’inflazione nel triennio successivo, non ci saranno reali miglioramenti economici. La situazione sociale è davvero difficile, infatti ci saranno numerosi arresti, limitazioni alle trasmissioni nazionali e forme di protesta minori. Ad esempio, tanti attori si rifiutarono di presentarsi alle trasmissioni televisive, molte persone rivolsero i televisori alle finestre, in modo da non guardare i programmi di regime. Nuove proteste, sia pacifiche sia violente, ci saranno nel 1982 a Cracovia, Varsavia e Danzica; una di queste sarà quella che si organizzerà nella regione di Breslavia, con il movimento degli Gnomi della Breslavia, che diventeranno un simbolo della regione polacca. Le proteste verranno represse duramente e, per cercare di eliminare anche le residue proteste persino dalle prigioni, verranno creati dei campi speciali militari, dove ogni dissidente viene torturato.

Ma questa fase repressiva sembrava essersi limitata dopo la sospensione della legge marziale del 31 dicembre 1982 e la liberazione di Lech Wałęsa, ma in realtà era solo una fase di stallo. La repressione delle autorità sarà ancora più forte, con le uccisioni di un attivista di Solidarność e del figlio della poetessa Barbara Sadowska, morto dopo le torture subite dai militari. Dopo avvenimenti così pesanti, la situazione sembra leggermente cambiata. La speranza sembra crescere con l’arrivo di Papa Wojtyla a Varsavia dal 16 al 23 ottobre 1983, che sostiene pienamente la causa della popolazione, e la nomina di Lech Wałęsa il 5 ottobre 1983 per il Nobel per la pace, ma quest’ultimo non andrà a ritirare il premio ad Oslo. Questa situazione creò un’aura negativa attorno al governo di Jaruzelski e ci sarà un avvenimento che cambierà totalmente il panorama. In circostanze oscure, il principale oppositore al governo, Jerzy Popiełuszko, verrà ucciso dalle milizie in modo davvero brutale e da qui il progetto di oppressione politica di Jaruzelski non può continuare; da qui si cercherà, per la prima volta, un compromesso alla legge marziale in Polonia.

La fine di tutto

La legge marziale. Un periodo di sofferenza per la Polonia
Il palazzo dove venne organizzata la riunione della Tavola Rotonda

Dopo gli avvenimenti gravi avvenuti nella seconda metà degli anni Ottanta, la situazione della legge marziale viene presa in considerazione dal resto del mondo. Approfittando di ciò, Lech Wałęsa chiede aiuto agli Stati Uniti per revocare le sanzioni e ci sarà una fase di compromesso, con il rafforzamento a livello economico del settore privato. Da qui la situazione cambia, nell’ottobre del 1983 nelle riunioni del governo si chiede per la prima volta il coinvolgimento del membro dell’opposizione Lech Wałęsa, che tornerà con il sindacato di Solidarność, con la creazione del Consiglio del partito il 20 novembre 1987. Con la vittoria del sì al referendum, nell’aprile del 1988 riprende l’ondata di proteste, che verranno represse duramente dal governo. Ma la forza del governo sembra ormai diminuita, per questo Wałęsa chiede colloqui al ministro degli interni Czesław Kiszczak e ci saranno nuove proteste fino al cantiere di Danzica che saranno oggetto di attenzione del governo. In una trasmissione, il Ministro degli Interni accoglie la richiesta di Wałęsa di incontrarsi e gli scioperi cessano.

I colloqui proseguono con la partecipazione della delegazione ecclesiastica e dei rappresentanti del sindacato. La richiesta è la creazione di una Tavola Rotonda, ma il governo si oppone sulla rinascita del sindacato. Il 30 novembre ci sarà per la prima volta un dibattito televisivo tra un membro del consiglio di stato e Wałęsa, in cui si discute del pluralismo sindacale. Nel frattempo, nel 1988 il presidente dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, decise di non intervenire più militarmente al confine e si creerà un comitato che sostiene la linea di Wałęsa. Nel gennaio del 1989 viene approvata dai membri dell’opposizione la richiesta definitiva di istituire una Tavola Rotonda con l’obiettivo di trovare una soluzione definitiva. La Tavola Rotonda era composta da 56 membri:

  • 20 esponenti di Solidarność;
  • 14 funzionari del partito al governo (PZPR);
  • 6 membri del sindacato del governo;
  • 14 figure indipendenti;
  • 2 sacerdoti.

Le richieste dell’opposizione alla Tavola Rotonda sono diverse: pluralismo sindacale e riforme economiche e sociali. In particolare, si cerca di riportare la carica del Presidente della Repubblica, di dare più potere alla camera del Sejm e cambiare la legge elettorale per aiutare il partito dell’opposizione Solidarność. Da qui ci sarà un nuovo inizio e la fine definitiva della legge marziale. Infatti nel giugno 1989 ci saranno le prime elezioni parzialmente libere dal dopoguerra. Serviranno per decretare il numero di seggi alle due camere del Sejm e del Senato e a sfidarsi saranno il partito del governo attuale, ovvero il PZPR, partito operaio comunista e il partito di opposizione Solidarność e quello che accadrà sarà storico. Infatti ci sarà una vittoria schiacciante del partito Solidarność sia al Sejm, con 160 seggi su 161, che al Senato, con 92 seggi su 100, nonostante il partito fosse partito in forte svantaggio.

Infatti il Partito Operaio era davvero convinto di prevalere e cercò in ogni modo di sabotare i comizi elettorali degli avversari, che invece presentarono delle idee davvero convincenti, come l’abolizione della censura, la riduzione del potere dei militari e dei mass media, l’aumento delle pensioni e gli investimenti nella ricerca e nel sistema universitario. Ma riuscirono a organizzarsi in molti luoghi, come chiese, ospedali e cinema, per raccogliere consensi e il partito di opposizione ottenne il sostegno anche di numerose personalità famose. Ciò che viene ricordato della campagna elettorale di Solidarność è anche il manifesto, realizzato dallo studente dell’Accademia delle Belle Arti di Varsavia. Il manifesto rappresenta l’attore del film Mezzogiorno di fuoco, Gary Cooper, che cammina con la scritta Solidarność alle spalle. Da qui ci sarà una nuovissima fase, che metterà definitivamente fine all’oppressione che la popolazione polacca ha subito per decenni. La legge marziale è stata un periodo difficilissimo per il paese, una continuazione di quanto la popolazione ha subito con il governo precedente dello stesso partito, ma proprio con l’apice della legge marziale, è iniziata finalmente la svolta repubblicana definitiva: la legge marziale in Polonia è terminata e ci sarà l’inizio della Terza Repubblica.

Fonte immagini: Wikipedia (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Martial_law_in_Poland#/media/File:Border_Protection_Forces_in_Poland,_1981.12.13–1983.07.22_01.jpghttps://it.wikipedia.org/wiki/Accordi_della_Tavola_Rotonda#/media/File:Okrągły_Stół_Pałac_Prezydencki_w_Warszawie_2019.jpghttps://it.wikipedia.org/wiki/Jerzy_Popiełuszko#/media/File:Jerzy_Popieluszko.jpg https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_marziale_in_Polonia#/media/File:AGAD_Gen._Wojciech_jaruzelski_13_grudnia_1981.jpg )

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