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Eroica Fenice

Mio figlio era come un padre per me

Mio figlio era come un padre per me: ad Officina Teatro l’eterna lotta

Siamo figli degli sms e dei tatuaggi no future. Siamo figli dei surgelati e dei centri commerciali. Siamo figli del Dio Sabato Ikea e dei professori che ci prendono di mira. Siamo i figli del maggior risultato col minimo sforzo. Siamo figli di generazioni che hanno vinto, condannandoci a vivere e rivivere i loro trofei come i nostri più grandi fallimenti. L’ Officina Teatro di San Leucio (CE), con lo spettacolo Mio figlio era come un padre per me (Spettacolo vincitore del Premio Scenario 2013), ancora una volta ci induce a riflettere. Ci mette davanti uno specchio che, come un inesorabile tribunale, ci costringe a fare i conti con la nostra coscienza. Il fallimento, la frustrazione, la consapevolezza di aver toppato. Due figli come mille figli. L’ossessionante pensiero dei due genitori come mille genitori. Due vite come mille vite. Le glorie del passato e le rovine del presente. Ed una, sola, grande certezza: la prima generazione ha lavorato, la seconda ha lavorato e risparmiato, la terza ha lavorato, risparmiato e sfondato. Poi noi. Figli dal piatto caldo a tavola e con la mangiatoia bassa. Noi figli del sei politico. Noi figli di Nostro Signore Facebook. Noi figli che troppo poco sopportiamo la perfezione delle generazioni che furono, dobbiamo uccidere i nostri genitori per sentirci liberi di poter fare, di poter dire, di poter vivere. Sempre se i nostri genitori non ci abbiano pensato prima e si ammazzino per conto loro.

Mio figlio era come un padre per me – una lotta senza vincitori

E così, sulla loro tomba, sfacciatamente vomitiamo le nostre sicure verità: come voi mai. Siamo pronti a sacrificarci, a rendere la nostra eredità, la nostra appena ritrovata libertà affinchè i nostri figli non diventino figli di plastificata perfezione ma di vita vera e tangibile. Marta e Diego dalla Via, al contempo attori e autori, ci spingono a prendere questo presente malandato e assurdo e a farne qualcosa di meraviglioso. Così che un giorno, prendendo i nostri nipoti sulle ginocchia, potremo parlare di un passato scuro e fallimentare, trasformato in energia positiva.