Muramasa: storia e leggenda delle spade maledette del Giappone

Muramasa e le spade maledette

Il nome di Sengo Muramasa evoca immagini di lame dalla bellezza letale e da un’aura maledetta. Al pari del leggendario Goro Nyudo Masamune, Muramasa è uno dei più celebri maestri spadai della storia giapponese, le cui creazioni sono avvolte da un fitto velo di mistero e folklore. Le sue spade, tecnicamente perfette e incredibilmente affilate, sono diventate famose come yōtō (妖刀), ovvero “spade demoniache”, a causa di una serie di tragici eventi che le legarono indissolubilmente al destino dello shogunato Tokugawa.

Muramasa vs Masamune: realtà e leggenda

Aspetto Descrizione e confronto
Periodo storico (realtà) Muramasa operò nel periodo muromachi (xvi sec.). masamune visse molto prima, nel periodo kamakura (xiii-xiv sec.). la leggenda che li vuole maestro e allievo è quindi storicamente impossibile.
Stile delle lame (realtà) Le lame muramasa sono note per la loro affilatura estrema e un hamon (linea di tempra) simmetrico e ondulato. quelle di masamune sono famose per la loro bellezza eterea e resilienza.
Natura della spada (leggenda) La muramasa è la spada maledetta, assetata di sangue, che spinge il suo possessore alla violenza. la masamune è la spada sacra, che si rifiuta di tagliare ciò che è innocente.

La figura storica di Sengo Muramasa e la sua scuola

Le informazioni storiche su Sengo Muramasa sono scarse e frammentarie. Si ritiene che fosse attivo a Kuwana, nella provincia di Ise, durante il XVI secolo, e che la sua scuola di forgiatura sia durata per circa tre generazioni. La sua abilità era indiscussa: le sue spade erano rinomate per la loro qualità eccezionale e il filo micidiale, caratteristiche molto apprezzate in un’epoca di continue guerre civili. Le sue lame erano facilmente riconoscibili per lo stile del loro hamon, spesso un’onda regolare e speculare su entrambi i lati della lama, e per la forma del codolo (nakago), che ricorda il ventre di un pesce (tanagobara). La firma (*mei*) “Muramasa” incisa sul codolo era garanzia di qualità.

La maledizione dei Tokugawa: come nasce la leggenda

La fama sinistra delle spade Muramasa è strettamente legata a una serie di tragiche coincidenze che colpirono il clan Tokugawa. Inizialmente, Tokugawa Ieyasu e i suoi samurai apprezzavano molto queste lame per la loro efficacia in battaglia. Tuttavia, la percezione cambiò a causa di alcuni eventi:

  • Il nonno di Ieyasu, Matsudaira Kiyoyasu, fu ucciso da un suo vassallo con una katana Muramasa.
  • Suo padre, Matsudaira Hirotada, fu gravemente ferito da un altro vassallo ubriaco che brandiva una lama della stessa scuola.
  • Lo stesso Ieyasu si ferì accidentalmente con una di queste spade.
  • Dopo la battaglia di Sekigahara, la lancia che decapitò suo figlio, Matsudaira Nobuyasu (accusato ingiustamente di tradimento), si dice fosse una Muramasa.

A causa di questa catena di eventi sfortunati, Ieyasu, una volta diventato shogun, arrivò a considerare le spade Muramasa come portatrici di sventura per la sua famiglia. Secondo la leggenda, ne ordinò il bando e la distruzione. Questo editto, tuttavia, non fece che aumentarne il fascino: molti oppositori dello shogunato Tokugawa, durante il periodo Bakumatsu, cercarono attivamente queste lame, credendo che la loro maledizione potesse aiutarli a rovesciare il governo.

L’eredità di Muramasa nella cultura popolare

La leggenda della spada maledetta ha garantito a Muramasa un posto d’onore nell’immaginario collettivo giapponese e mondiale. Le sue yōtō sono diventate un archetipo in innumerevoli opere, dai drammi kabuki a manga, anime e videogiochi. La sua influenza è visibile in franchise globali come Final Fantasy, dove la “Muramasa” è spesso una delle spade più potenti, e nell’anime Bleach, dove un personaggio porta questo nome. Anche il celebre regista Osamu Tezuka ha dedicato un cortometraggio animato alla leggenda. Questa continua presenza nella cultura pop testimonia la potenza di una storia in cui l’abilità artigianale, come quella esposta in capolavori conservati presso il Tokyo National Museum, si fonde con il folklore più oscuro.

Fonte immagine di copertina: pixabay

Articolo aggiornato il: 11/10/2025

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A proposito di Roberta Napolitano

Ciao! Il mio nome è Roberta e sono una studentessa frequentante il terzo anno dell'indirizzo di studi "Lingue e Culture Comparate" all'Università degli studi di Napoli L'Orientale, scegliendo come lingue da inserire nel percorso l'inglese e il giapponese. Fin dalla tenera età le mie passioni riguardano manga, anime, videogiochi e libri e ovviamente all'appello non possono mancare la musica (in particolare se del paese del Sol Levante) e il buon cibo!

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