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Eroica Fenice

Municipio: il metrò che viaggia nella storia

C’era una volta il porto di Napoli antica. Mille e ottocento anni dopo gli archeologi, scavando con le squadre della metropolitana per la stazione di piazza Municipio, 13 metri sotto il piano di calpestìo e 3,5 metri sotto il livello del mare, hanno ritrovato la linea di costa perduta. Per anni c’erano state tre diverse ipotesi sull’ubicazione dello scalo per i vivaci commerci di Neapolis: secondo alcuni c’era un porto solo, e si trovava tra piazza della Borsa e l’Università. Secondo altri, i bacini erano due, uno in piazza Municipio e l’altro tra via Depretis e via Marittima. Per altri ancora, il porto era verso l’attuale Castel dell’Ovo.

Ora, finalmente, la risposta. Passava in mezzo alla piazza, a pochi metri dal Maschio Angioino.

Una stazione unica al mondo nel suo genere. Toglierà probabilmente il primato alla stazione Toledo, arricchendo la città di un’area bellissima ed originale: una nuova piazza sotterranea che sarà, per estensione, pari a quella superiore. Questo e tanto altro sarà la Stazione Municipio della Linea 1 della Metropolitana di Napoli, o anche “archeo-metrò”, che aprirà i battenti prossimamente, come hanno confermato il sindaco Luigi De Magistris e l’ingegnere Antonello De Risi, direttore tecnico per le progettazioni delle opere civili nonchè memoria storica delle metropolitane di Napoli.

Un cantiere aperto nel 2003, un progetto firmato dagli architetti Alvaro Siza e Edoardo Souto De Mura, che ha subìto ben 27 varianti per i meravigliosi ritrovamenti, nello scavo archeologico urbano più vasto d’Europa degli ultimi 50 anni. È stato trovato di tutto: strutture del porto di Neapolis, il Molo Angioino, due navi romane del II secolo d.C, torri aragonesi e vicereali, la Torre dell’Incoronata e i resti del Palazzetto del Balzo. All’interno, quindi, della stazione verrà allestito un museo con i reperti archeologici (sono stati portati alla luce, anche, suole in cuoio di calzari romani, monete sigillate corinzie con decorazioni, balsamari, una notevole quantità di ceramica ben conservata, bottiglie di vetro chiuse con tappi di sughero, e altro ancora) e, soprattutto, ci sarà il fiore all’occhiello: verranno allestite le navi ritrovate dopo due millenni, ora in fase di restauro. Perfino le mura storiche diventeranno parte della copertura della stazione.

Si potrà, dunque, arrivare con la metro a due passi dal mare, direttamente da Piscinola e dal Vomero al Porto, in poco più di 10 minuti.

Si rileggerà in un colpo d’occhio la storia verticale della città attraverso le testimonianze angioine, aragonesi, medievali, romane ed ellenistiche, che, tuttavia, per ora non saranno del tutto visibili ai viaggiatori. Entro dicembre gli utenti potranno, però, già ammirare un’installazione cinematografica dal gusto pompeiano – una delle poche opere d’arte contemporanea presenti nell’archeo-metrò – realizzata su un muro di 40 metri dall’artista israeliana Michal Rovner, e saranno aperti un primo ingresso della metropolitana in via Medina e una seconda uscita temporanea di fronte all’hotel de Londres; sarà inoltre inaugurata la piazza superiore davanti a Palazzo San Giacomo che ospiterà la fontana del Nettuno. Successivamente saranno aperte un’uscita in via Depretis, una nel porto e un ascensore che dall’arco del Maschio Angioino condurrà nel metrò attraverso la parte archeologica. Fino ad arrivare – a fine 2016 – al completamento della piazza pedonalizzata. Un enorme collegamento pedonale sotterraneo con il Porto renderà unica ed irriconoscibile l’attuale piazza Municipio che sarà, dunque, un grande parco archeologico (video).

Si potrà salire in treno a Scampìa e scendere al Municipio, compiendo un vero e proprio viaggio nella storia di Napoli, espressione abusata ma mai così adatta se si pensa che si imbocca un tunnel che attraversa la Napoli greca e romana fino a quella odierna, calpestando la stessa terra di re e monarchi, filosofi e letterati, con testimonianze che si potranno toccare letteralmente con mano. 

Nunzia Serino

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