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Eroica Fenice

Il Nilo napoletano ha messo la testa a posto!

La statua del dio Nilo – nota anche come “Corpo di Napoli” -, dopo circa mezzo secolo, ritornerà integra ed in possesso della sua testa, quella della piccola Sfinge, rubata negli anni ’60 e ritrovata in Austria dai carabinieri, lo scorso dicembre 2013.

Sabato 15 novembre 2014, la Statua del Nilo sarà restituita a Napoli, dopo un restauro, finanziato dalla spontanea generosità di oltre 2200 persone, che hanno aderito alla raccolta-fondi, folkloristicamente intitolata “Mettiamo la testa a posto”. Così, come ha affermato Carmine Masucci, avvocato ed amministratore del complesso monumentale del Museo-Cappella di San Severo, finalmente “il cerchio si chiude”.

Attraverso le donazioni di due e cinque euro, lasciati dai cittadini nei totem posti presso la Cappella di San Severo e altri 16 esercizi (Articoli Religiosi Russo, Bar Nilo, Bar Pasticceria Scaturchio, Caffè Letterario Strega, Caffetteria San Domenico, Gambardella, Libreria Colonnese, Libreria Dante & Descartes, Libreria Librido, Libreria Ubik, Museum Shop, Pizzeria Sorbillo, Tandem, Tattooo Records, Taverna dell’Artemerciali) è stato possibile raccogliere, in breve tempo, la cifra necessaria per il restauro.

I cittadini che hanno lasciato il proprio nominativo, nei prossimi giorni, saranno ringraziati singolarmente. Ma va detto che molti hanno preferito donare in pieno anonimato; e, del resto, la spontanea generosità è sempre stata caratteristica peculiare di Napoli.

Val la pena ripercorre, con un rapido excursus, la bimillenaria storia della statua del Nilo. La divinità fluviale, secondo un modello iconografico tipicamente ellensitico, ha le fattezze di un vecchio barbuto, appoggiato – in posizione distesa – ad una roccia, dalla quale sgorga acqua, munito di cornucopia e circondato da putti e da una Sfinge. La cornucopia allude allo statuto del Nilo come divinità benefica dal potere fertilizzante. I putti, che accompagnano le raffigurazioni del Nilo a partire dall’età ellenistica, – come testimoniano Filostrato e Luciano – rappresentano le personificazioni del livello ideale, misurato in cubiti (livello in merito al quale traiamo preziose informazioni da un’orazione di Gregorio Nazianzeno e dalla Naturalis Historia di Plinio), raggiunto dal fiume Nilo durante le periodiche inondazioni. La Sfinge simboleggia palesemente il richiamo all’Egitto.

La statua del Nilo si trova lungo Spaccanapoli, all’inizio di Via San Biagio dei Librai (uno dei tre Decumani della Napoli greco-romana), presso la plateia inferiore di Neapolis (attuale Piazzetta Nilo), ove, nel II secolo d.C., si stabilì una comunità di mercanti e marinai, provenienti da Alessandria D’Egitto. La zona, in epoca medievale, assunse il toponimo di Regio Nilensis.

Dopo la partenza di questo gruppo di mercanti e marinai alessandrini, la statua fu dimenticata e sepolta. Riemerse solo nel XVII secolo, a seguito della demolizione della vecchia sede del Seggio. La statua del Nilo fu lasciata dagli Aragonesi ad ornamento del Piccolo Parlamento Nobiliare (detto anche Seggio del Nilo).

Tale statua, sebbene sia stata alterata da diversi restauri, può essere datata all’epoca romana. Quando fu portata alla luce, la statua era acefala e tale rimase fino al 1657, quando fu restaurata con l’aggiunta di una testa barbuta. Alcuni, secondo i dati forniti dalla tradizione, ritenevano erroneamente che la statua raffigurasse la personificazione di Napoli che allatta un suo figlio (donde la definizione popolare e vernacolare di «‘o cuórp’ ‘e Napule». Il basamento, su cui è attualmente posizionata, risale al XVIII secolo, quando, per volontà di Carlo III di Borbone, fu nuovamente restaurata.

Sabato 15 novembre, alle ore 10.30 ci sarà una conferenza stampa, finalizzata ad illustrare il lavoro svolto. Alle 11.30, la statua del Nilo sarà mostrata al pubblico. Seguirà, alle 12.30, un concerto della Fanfara del X Reggimento Carabinieri Campania.

Accorrete numerosi, per brindare alla restituzione della Statua del Nilo a Napoli! Nunc est bibendum!

Il Nilo napoletano ha messo la testa a posto!

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