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Eroica Fenice

Outcast da Robert Kirkman - il reietto, serie tv da horror

Outcast – da Robert Kirkman una terrificante serie tv da horror

Kyle Barnes (Patrick Fugit) ritorna nella piccola cittadina dove è cresciuto, tormentato dai ricordi di un’infanzia tragica, vissuta nel silenzio delle quattro mura di casa, insieme alla madre apparentemente malata di mente. Il motivo del suo rientro e le cause scatenanti che lo hanno portato a nascondersi dalla società saranno svelate a poco a poco insieme alla vicenda di un bambino, impossessato dal demonio. Questa la premessa della nuova serie televisiva statunitense Outcast – Il reietto, in onda da questo mese contemporaneamente in Italia, e in altri 129 paesi, su Fox Channels.

Un perfetto horror, la trasposizione dell’ultimo fumetto di Robert Kirkman, lo stesso ideatore di The Walking Dead – entrambi editi qui da SaldaPress – e sceneggiatore dell’omonima serie tv. Un horror in vecchio stile in base al pilot della prima stagione (una seconda è già stata confermata in produzione), che richiama ovviamente tutti i film dedicati alla tematica soprannaturale, ma in particolar modo il primo L’esorcista degli anni Settanta, di cui, ci conferma l’autore, la prima puntata ne è un omaggio. Nel corso di essa attraverso dei flashback che danno vigore al resto delle scene, sempre sul filo della tensione, si scopre che la madre di Kyle era posseduta dal diavolo, e che la stessa cosa nel presente sta accadendo ad un bambino, nella stessa città, Rome – il nome non può essere più religiosamente conforme al tema dell’esorcismo. Grazie all’incontro con il reverendo Anderson (Philip Glenister), Kyle inizierà un percorso alla scoperta di ciò che è davvero accaduto alla madre, della cui situazione si è per tutta la vita sentito colpevole: da emarginato, il protagonista scoprirà di essere probabilmente un salvatore, la personificazione terrena del bene che può sconfiggere il male.

Outcast: oltre il soprannaturale e il demoniaco

In realtà proprio per questo, Outcast non sembra essere un classico horror paranormale in cui ad emergere è il terrore di essere circondati dai demoni e la paura di doverci convivere, dentro noi stessi; ma già da subito risulta essere accompagnato da un significato più profondo, come quello dell’isolamento a cui Kyle si costringe, perché appunto escluso dalla società per ciò che tutti credono abbia commesso ai danni della figlia che non può più vedere. Outcast presuppone nello svolgimento una possibilità di redenzione, di salvezza, attraverso il protagonista, che da reietto diventa un eroe, o meglio ancora un “predestinato”, perché con il suo sangue riesce a liberare il bambino e a riprendersi dalla dannazione. Un salvatore quindi che non ha scelto di esserlo, che convive con le ombre del suo passato e che scopre che esso è stato determinato da presenze malefiche che lo hanno inseguito per tutta la vita. Outcast è l’inizio della battaglia e della rivalsa:

venite a prendermi”, sentenzia nel finale Kyle.

Ilaria Casertano