Paradigmi latini: costruzione, particolarità, flessioni

Paradigmi latini

In grammatica, un paradigma (dal greco “modello”) è uno schema che riassume le informazioni sulla flessione degli elementi variabili del discorso. Nella lingua latina, i paradigmi sono fondamentali per comprendere le declinazioni dei nomi e le coniugazioni dei verbi. Tutti gli elementi variabili, come sostantivi, aggettivi e pronomi, hanno un proprio modello, ma è nel campo verbale che il paradigma assume un ruolo centrale per lo studio e la traduzione.

Cos’è un paradigma latino in sintesi

Tipo di Paradigma Descrizione e funzione
Nominale Indica il nominativo e il genitivo singolare di un sostantivo (es. rosa, rosae). Serve a identificare la declinazione di appartenenza.
Verbale Presenta le cinque forme fondamentali del verbo. Serve a ricavare tutti i tempi e i modi della coniugazione.

Il paradigma verbale: la carta d’identità del verbo

Il paradigma di un verbo latino è composto da cinque forme che forniscono tutte le informazioni necessarie per la sua flessione. Prendiamo come esempio il verbo “amare”: amo, amas, amavi, amatum, amare.

Voce del Paradigma Forma e funzione pratica
1ª voce (amo) 1ª persona singolare del presente indicativo. È la forma con cui si cerca il verbo sul dizionario.
2ª voce (amas) 2ª persona singolare del presente indicativo. Serve a identificare la vocale tematica e la coniugazione (se finisce in -as, è la prima).
3ª voce (amavi) 1ª persona singolare del perfetto indicativo. Da questa si ricava il tema del perfetto.
4ª voce (amatum) Supino in -um. Da questa si ricava il tema del supino, usato per il participio perfetto e futuro.
5ª voce (amare) Infinito presente. Conferma la coniugazione di appartenenza del verbo.

La costruzione dei tempi: infectum, perfectum e supino

Il paradigma permette di individuare i tre temi verbali fondamentali da cui si formano tutti i tempi e modi.

  • Tema del presente (o dell’infectum): si ricava dall’infinito (es. da amare si ricava ama-). Serve a formare i tempi dell’azione non conclusa (presente, imperfetto, futuro semplice).
  • Tema del perfetto (o del perfectum): si ricava dalla terza voce del paradigma (es. da amavi si ricava amav-). Serve a formare i tempi dell’azione conclusa (perfetto, piuccheperfetto, futuro anteriore).
  • Tema del supino: si ricava dalla quarta voce (es. da amatum si ricava amat-). Serve a formare il participio perfetto (usato nei tempi passivi) e il participio futuro.

Paradigmi particolari: deponenti, anomali e difettivi

Non tutti i verbi seguono il modello standard.

  • Verbi deponenti: hanno forma passiva ma significato attivo (es. hortor, hortaris, hortatus sum, hortari – esortare). Il loro paradigma è a tre voci e segue la flessione passiva.
  • Verbi semideponenti: hanno forma attiva nel tema del presente e passiva in quello del perfetto (es. audeo, audes, ausus sum, audere – osare).
  • Verbi anomali (o irregolari): presentano temi e desinenze particolari, come sum, es, fui, esse (essere) o fero, fers, tuli, latum, ferre (portare).
  • Verbi difettivi: mancano di alcune voci del paradigma. Tra questi ci sono i verbi impersonali (es. licet, licuit, licere – è lecito).

Esempi di paradigmi latini

Conoscere i paradigmi dei verbi più comuni è fondamentale per la traduzione. Ecco alcuni esempi.

  • Amo, amas, amavi, amatum, amare (amare – 1ª coniugazione)
  • Moneo, mones, monui, monitum, monere (ammonire – 2ª coniugazione)
  • Lego, legis, legi, lectum, legere (leggere – 3ª coniugazione)
  • Audio, audis, audivi, auditum, audire (ascoltare – 4ª coniugazione)
  • Capio, capis, cepi, captum, capere (prendere – coniugazione mista)
  • Hortor, hortaris, hortatus sum, hortari (esortare – deponente)
  • Volo, vis, volui, velle (volere – anomalo)

Domande Frequenti (FAQ)

A cosa serve la seconda persona del presente (es. “amas”)?

Serve a identificare con certezza la coniugazione del verbo. La desinenza dell’infinito (-are, -ere, -ire) a volte può essere ambigua, mentre la terminazione della seconda persona (-as, -es, -is) permette di distinguere, per esempio, tra la seconda e la terza coniugazione.

Perché il supino è così importante?

È fondamentale perché dal suo tema si forma il participio perfetto, che è la base per la coniugazione di tutti i tempi passivi nella diatesi passiva (es. amatus sum, “fui amato”). Senza il supino, non si potrebbero costruire queste forme.

Qual è il modo migliore per memorizzare i paradigmi?

Il modo migliore è impararli insieme al significato del verbo, come se fossero un’unica entità. È utile raggruppare i verbi per somiglianze nella formazione del perfetto e del supino (es. verbi che formano il perfetto in -vi, in -ui, con raddoppiamento, ecc.) e ripetere costantemente quelli più comuni e irregolari.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 25/08/2025
“`

Altri articoli da non perdere
Performatività di genere: la teoria di Judith Butler
Performatività di genere: la teoria di Judith Butler

Quando si parla di genere, spesso ci si imbatte nelle definizioni più disparate, che finiscono anche per essere diverse o Scopri di più

Sarchiapone: storia, significato e curiosità di un termine napoletano
sarchiapone

Con queste parole Sarchiapone si preannunciava sulla scena della Cantata dei pastori messa in scena dal grande Roberto De Simone Scopri di più

Nomi napoletani, i 10 più diffusi a Napoli e in Campania
Nomi napoletani

Quali sono i nomi di battesimo più diffusi a Napoli e in Campania? I nomi napoletani sono davvero tanti e Scopri di più

Chi sono i perbenisti: l’etimologia di una parola
Frasi di delusione e rabbia, le migliori 50

Perbenisti: parola che significa atteggiamento, modo di vivere di chi desidera apparire una persona raccomandabile secondo la morale borghese, comportandosi Scopri di più

Orgoglio e Pregiudizio: perché è un romanzo proto-femminista
Pride and Prejudice, il femminismo di Jane Austen

*Orgoglio e Pregiudizio* (1813) di Jane Austen è considerato un romanzo proto-femminista perché, attraverso la sua eroina e l'uso magistrale Scopri di più

Azulejos: storia e arte delle piastrelle simbolo del Portogallo
Azulejos

L'azulejo è una piastrella in ceramica tipicamente portoghese con la superficie smaltata e decorata, divenuta un vero e proprio simbolo Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Roberta Attanasio

Redattrice. Docente di Lettere e Latino. Educatrice professionale socio-pedagogica. Scrittrice. Giornalista pubblicista. Contatti: [email protected] [email protected]

Vedi tutti gli articoli di Roberta Attanasio

Commenta