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Eroica Fenice

Praga, la capitale della Repubblica Ceca tra magia e realtà

Praga, la capitale della Repubblica Ceca tra magia e realtà

Magia, misticismo e fantasia. Le tre parole che balzano alla mente quando si parla di Praga, la capitale della Repubblica Ceca.

È questo suo alone fiabesco che rende Praga una meta così amata dai turisti, non solo per gli innumerevoli castelli, ma anche e soprattutto per le sue leggende. Storie che sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo e che sono diventate essenziali per la gente del luogo, così profondamente legata a esse da crederle quasi reali.

Se si vuole comprendere appieno lo spirito che aleggia su Praga, è necessario immergersi profondamente in queste storie e lasciare che quest’ultime diventino molto più di semplici leggende, raccontate per giustificare fenomeni inspiegabili. 

Tuttavia partiamo dal principio: L’origine stessa della città. 

Leggende sull’origine di Praga, capitale della Repubblica Ceca

La leggenda narra che, un giorno, su una collinetta affacciata sul Moldava, la principessa Libuse scelse come sposo un contadino slavo di umili origini. E lì, proprio nello stesso punto, ebbe una visione della nascita di una città che sarebbe diventata famosa nei secoli a venire, col nome di Praha, il cui significato ceco era letteralmente “soglia”. Questo perché, nel punto indicato dalla regina per la fondazione della città, i messi reali trovarono un contadino che si accingeva a tagliare un albero per farne una ”soglia”. Col passare del tempo, la città avrebbe poi acquisito prestigio e ricchezza fino a diventare una delle capitali più famose d’Europa.

Capitale di grande fascino, d’altronde, era un tempo conosciuta come la capitale della magia per il grande numero di alchimisti che alloggiavano nel cosiddetto “Vicolo d’oro”.

Si diceva che il quartiere, sito all’interno del grande castello di Praga, fosse chiamato così per l’ingente presenza di orafi. Tuttavia questa risultò essere solamente una copertura. L’Imperatore Rodolfo II era un appassionato di alchimia, motivo per cui decise di fondare un’ Accademia alchimista, nel 1853, chiamando a raccolta i più famosi amanti del mestiere. Nelle botteghe del Vicolo d’oro, gli alchimisti lavoravano giorno e notte per scoprire l’Elisir di lunga vita, dalla cui leggenda l’Imperatore era oltremodo ossessionato. Di notte, si vedevano salire volute di fumo dai caminetti delle botteghe, le quali sparivano poi il mattino dopo. Testimonianza del lavoro incessante degli alchimisti, alla costante ricerca della Pietra Filosofale. A due lati del vicolo, inoltre, si innalzano due torri – quella di Dalibor e la torre Bianca. Entrambe usate come prigioni. La torre di Dalibor è la più famosa delle due, per la storia legata al prigioniero da cui prende il nome.

Dalibor, difensore dei contadini, fu imprigionato per aver supportato una rivolta. Si racconta che, per non impazzire, Dalibor decise di imparare a suonare il violino durante la sua prigionia e ogni giorno allietava la popolazione ceca con le sue melodie. Il giorno in cui Dalibor venne giustiziato, i cittadini di Praga furono ben consapevoli di ciò che era accaduto. Nessuna melodia si sentì per le strade della città quel giorno.

Parlando di personaggi eminenti, non si può mancare di fare riferimento alla casa dove si presume visse il celebre Dottor Faust. L’incauto medico rivisitato dalla celebre penna di Goethe, il quale -annoiato e insoddisfatto dalla vita- decise di stringere un patto col diavolo Mefistofele per riuscire a provare la bellezza dell’attimo fugace. L’antro in cui il dottore condusse la sua vita è situata in Karlovo Námestí, al numero 40 di Praga 2. Si dice che, al momento di pagare il suo debito col diavolo, Faust si sia rifiutato, tanto da costringere Mefistofele a prendere con forza la sua anima, attirandolo a sé attraverso il soffitto. Il buco generato dall’impatto fu ben presto riparato, nonostante ciò la casa rimase disabitata per molti anni. Gli abitanti avevano troppa paura di emulare lo stesso destino toccato al dottore: questo fin quando, uno studente squattrinato non decise di andare a vivere in quell’abitazione. Nessuno sa cosa successe esattamente. Pochi giorni dopo, tuttavia, quando alcuni amici andarono a trovarlo, non trovarono alcuna traccia dello studente. Tutto ciò che trovarono fu un buco nel soffitto.

Personaggi maledetti, case infestate, orologi dai nefandi presagi.

Nessuna leggenda, infatti, è più shockante e, al tempo stesso, intrigante di quella legata all’Orologio Astronomico, unico nel suo genere. Unico sul serio, in quanto Hanus, il mastro orologiaio incaricato di dare vita a questa sublime opera fu accecato per impedire che riproducesse un orologio di eguale bellezza in un’altra città. Come ultimo desiderio, Hanus chiese di ascoltare da vicino gli ingranaggi della sua creatura per l’ultima volta.  La leggenda narra che, arrampicatosi fino alla cima, Hanus morì nel momento esatto in cui toccò gli ingranaggi, i quali si fermarono. Per lungo tempo, a Praga, nessuno fu in grado di farli ripartire e gli abitanti della città legarono, ben presto, il verificarsi di eventi infausti al mancato funzionamento dell’orologio.

Motivo per cui, se pianificate un viaggio nella capitale della Repubblica Ceca, pregate che l’orologio non smetta improvvisamente di funzionare.

Queste sono solo alcune delle leggende più famose legate alla città, di certo non le uniche. Ogni angolo, abitazione o statua nasconde una storia da cui risulta impossibile non restare affascinati se si ama il folklore locale. Praga è una città che va esplorata con gli occhi di un bambino che ama le favole.

Camminare tra quelle strade vi farà sentire proprio come i protagonisti di una leggenda medievale, che gli anziani del villaggio ancora raccontano ma di cui nessuno conosce la vera origine.


Praga, guide della capitale della Repubblica Ceca