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Eroica Fenice

Reperti Impossibili: al Mann gli animali fantastici di Michele Iodice

Reperti Impossibili: al Mann gli animali fantastici di Michele Iodice

In questi giorni, in molti stanno dichiarando di aver avvistato degli animali fantastici.

Non siamo in un libro di J.K. Rowling, né nella sceneggiatura di un film e nemmeno a New York, dove appunto è ambientato il recente successo cinematografico “Animali fantastici e dove trovarli”.

Siamo invece a Napoli, precisamente al Museo Archeologico Nazionale che non smette di riservare sorprese alle migliaia di visitatori accorsi da tutto il mondo in questi ultimi giorni di festa.

Infatti, entrando nel meraviglioso Giardino delle Fontane proprio nel cuore del museo, la prima cosa che risalta all’occhio è una grossa ragnatela scintillante. Realizzata in fibra luminescente, in modo da rischiarare in maniera ancora più suggestiva il giardino, le sue trame terminano in un uovo di resina, posto proprio al centro della splendida fontana di porfido.

Ma è solo una delle nove opere della mostra “Ooparts /Out of Place Artifacts OPARTS / OUT / Reperti impossibili” di Michele Iodice, l’eclettico artista napoletano la cui fama ha raggiunto persino Boston grazie a un’istallazione realizzata per l’Isabella Stuart Gardner Museum.

La mostra, a cura di Mario Codognato e adattata per essere site specific per il cortile interno del Mann, è stata inaugurata lo scorso 26 Dicembre e sarà possibile visitarla fino al prossimo 26 Febbraio.

Michele Iodice, “Ooparts”, animali fantastici e i reperti impossibili della contemporaneità.

Non è la prima volta che Michele Iodice propone al suo vasto e sfaccettato pubblico i cosiddetti “reperti impossibili”.

Già la scorso anno, ispiratosi all’antiquarium di Palazzo Cerio dove sono contenuti i reperti archeologici e paleontologici studiati da Ignazio Cerio, l’artista partenopeo presentò a Capri e poi al Museo Madre di Napoli i suoi personalissimi reperti. Realizzati con materiali innovativi – come alluminio, resine e acciaio – e concepiti nella pretesa di alterare il passato per ricreare il futuro come nella miglior tradizione fantascientifica alla Asimov, Michele Iodice non ha mai fallito nell’intento di intrecciare spirito, stili e suggestioni che hanno animato il corso dei secoli e della storia. Il risultato di questa contaminazione è sempre stupefacente, incredibile.

Ma è quasi naturale trascendere il solco del credibile, per un artista proteiforme e versatile, che non si accontenta di essere un semplice artigiano della materia e che diventa egli stesso performer e protagonista indiscusso di una scena ai limiti della realtà. Conciliando il teatro con la danza, il classicismo col futurismo, l’ellenismo col barocco e immaginando nuove possibilità in universi che solo apparentemente sembrano ripudiarle, ma che invece finiscono per accoglierle in un’impensata e inaspettata armonia, Michele Iodice ci riprova al Mann, dove i suoi nove animali magici riescono addirittura a confondersi con gli altri reperti senza spezzare, ma anzi enfatizzando la fisiologica continuità tra passato, presente e futuro.

“Ho voluto presentare dei reperti impossibili della nostra contemporaneità, realizzati con cinghie di trasmissione, tubi di acciaio e fusioni di alluminio. Essendo tali non hanno un nome ma un codice come si usa fare in fase di scavo archeologico”, ha spiegato l’artista, ricalcando la lunga tradizione degli “Ooparts”.

Coniato dal naturalista Ivan Sanderson nel 1920, l’acronimo Ooparts (Out Of Place ARTifacts) vuole indicare infatti tutti quei reperti che si suppone non sarebbero potuti esistere nell’epoca a cui si riferiscono le datazioni iniziali.

Una realtà affascinante, che conta ad oggi innumerevoli casi di ritrovamenti misteriosi e anacronistici e che ha alimentato nel tempo il filone della pseudoarcheologia (o archeologia misteriosa).

Ancora una volta, Michele Iodice ne ha saputo approfittare, ricreando le splendide istallazioni che animeranno il Mann ancora per due mesi.

Vale la pena di approfittarne a nostra volta.

Dopotutto, non capita tutti i giorni di trovare animali fantastici in città.