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Eroica Fenice

inedito Scarpetta: Nu zio ciuccio e nu nepote scemo 

Inedito di Scarpetta: Nu zio ciuccio e nu nepote scemo

Il 25 novembre la casa editrice Marchese Editore ha pubblicato un testo inedito di Eduardo Scarpetta. La commedia in questione è Nu zio ciuccio e nu nepote scemo  ed è stata curata da Giovanni Maddaloni. 

Questa commedia, dopo essere stata rappresentata il 13 ottobre 1880 al San Carlino, è rimasta lontana dai riflettori fino ad oggi. Si credeva, infatti, che facesse parte delle commedie promesse ad inizio stagione e mai rappresentate. Maddaloni, però, dopo aver letto dell’esistenza di questo testo, ha cercato a lungo un’edizione della commedia. Dopo il fallimento delle prime ricerche si è rivolto alla famiglia Scarpetta e ha frugato tra le carte dell’autore. Giunto nell’archivio di Eduardo Scarpetta ha trovato Maria Basile -vedova di Mario Scarpetta- che rimetteva in ordine alcuni faldoni con carte del commediografo e il caso ha voluto che uno dei primi faldoni a portata di mano fosse proprio quello dell’inedito Nu zio ciuccio e nu nepote scemo.

Nu zio ciuccio e nu nepote scemo ha come protagonista Felice Sciosciammocca

Il tema della giovane donna malata, al centro di questa commedia, è molto presente nella tradizione teatrale: in questo caso nei due atti è descritta la storia di Felice Sciosciammocca -maschera che ha reso celebre Scarpetta e, in questo caso, nipote scemo-  che è promesso in sposo dallo zio Nicola -il ciuccio- a Camilla. Quest’ultima, però, è innamorata di Achille e finge di essere malata presentando l’amante come il suo medico. Nel primo atto è sulla scena la finzione degli innamorati e lo svelamento al pubblico, mentre nel secondo l’inganno viene scoperto e la vicenda viene sciolta.

Scarpetta, come ci racconta Maddaloni nell’introduzione che accompagna il testo, tiene presenti molti testi teatrali del passato quando, ancora giovanissimo, scrive questa commedia. Il primo referente del commediografo è Il finto medico di Francesco Cerlone, derivante a sua volta dalla Finta ammalata di Goldoni. Il tòpos della giovane donna di buona famiglia malata o che si finge tale per amore era presente anche in Molière, prima in Le médicin volant (1645) e poi in L’amour medicin (riscrittura della stessa opera del 1655). Il commediografo francese, però, aveva usato il suo lavoro al fine di criticare satiricamente la classe dei medici. Goldoni, invece, aveva rimesso al centro le vicende amorose e sulla sua scia si era mosso Cerlone. Nell’introduzione Maddaloni descrive anche, con molti esempi, la veste linguistica del testo ed aiuta il lettore ad orientarsi grazie ad un Glossario del lessico dialettale posto alla fine del volumetto.

A questo punto, aspettando una nuova messa in scena del testo, buona lettura a tutti di Nu zio ciuccio e nu nepote scemo.

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