Stupa e pagoda: i simboli dell’architettura buddhista

Stupa e pagoda: i simboli dell'architettura buddhista

Il monumento simbolo dell’architettura buddhista è lo stupa.

Lo stupa  nasce in India, ma in Cina, e successivamente in Giappone, si evolverà in ciò che conosciamo come pagoda.

L’architettura buddhista, nel corso degli anni, ha avuto un’importanza enorme nel diffondere l’insegnamento di Buddha nel mondo asiatico.  Il buddhismo presenta un pantheon incredibile di immagini, tra architettura e produzione iconografica, che si sviluppano in paesi come India, Cina e Giappone, ma non solo. 

Le origini dello stupa

Lo stupa è un tumulo funerario con lo scopo di rappresentare l’immagine del Buddha; esso è un monumento impervio, quindi pieno all’interno, al di sotto del quale sono custodite le reliquie del Buddha storico, oltre a quelle di monaci e maestri buddhisti, che sarebbero state divise fra i vari regni dell’India. Lo stupa è una cupola di forma semicircolare, percorsa dall’interno da un palo, chiamato yasti, coronato da una serie di pinnacoli sulla sommità.

Il rito religioso avviene all’esterno, attorno allo stupa, ed è chiamato circuambulazione. L’atto, da parte del fedele, consiste nel girare attorno allo stupa, mantenendolo sulla mano destra, per seguire il programma decorativo che si trova sulla superficie dello stesso, e che mostra gli aspetti salienti della vita del Buddha.

La trasformazione in pagoda

In seguito all’aggiunta di decorazioni, vi è stato un innalzamento dello stupa, che in Cina diverrà la pagoda. Questo cambiamento avviene in seguito all’incontro con l’architettura locale, caratterizzata in parte da torri di guardia collocate sulle mura cittadine.

Troviamo sia analogie che differenze: la pagoda presenta dei pinnacoli ed un’asta, che però ha soltanto una funzione simbolica. Anche qui troviamo la funzione di reliquiario, con una cripta situata al di sotto di essa, mentre, a differenza dello stupa indiano, la pagoda è un monumento vuoto in tutti i suoi piani, ad eccezione della presenza di decorazioni situate al primo piano. Decorazioni immaginate ancora una volta per essere viste girandovi attorno.

Le pagode giapponesi

Le pagode giapponesi, come suggerisce il nome, saranno più simili ai monumenti cinesi, piuttosto che allo stupa indiano. Inoltre, il Giappone conserva le più antiche pagode lignee dell’Asia Orientale, che invece sono andate perse in Cina e Corea. Anche in questo caso troviamo la presenza di pinnacoli e dell’asta, ma non vi è assenza di immagini all’esterno. Una novità è la presenza di un falso tetto al primo piano, chiamato mokoshi, che ha la funzione di proteggere l’edificio e di dare l’illusione ottica di un altro piano. Inoltre, ogni piano è percorso da una balaustra in legno, dipinta di bianco. All’interno, nelle strutture più antiche, come nel caso della pagoda situata nel complesso dello Hōryū-ji, è possibile trovare gruppi scultorei aventi la funzione di diffondere la dottrina, in base anche alla scuola buddhista di riferimento adattata dal tempio.

Nel caso della pagoda del complesso sopracitato, sono posizionate statuine di argilla di piccole dimensioni che presentano scene narrative, ritornando anche qui alla funzione originaria dello stupa, che è stato il filo conduttore della diffusione dell’architettura buddhista nelle varie culture asiatiche.

Immagine in evidenza: Wikipedia.

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