Tokuryū: la nuova criminalità giapponese dopo la yakuza

Tokuryu: i criminali che hanno distrutto la Yakuza

La yakuza, la più celebre organizzazione criminale del Giappone, sta gradualmente svanendo, lasciando un vuoto nella dimensione della criminalità nazionale. Sebbene possa sembrare un aspetto positivo per un paese da sempre conosciuto per la sua condotta impeccabile, la fine della yakuza, ormai imminente, sta lasciando il posto a un’organizzazione criminale ancora più pericolosa e dannosa per la società giapponese: i tokuryū.

Che cos’è la yakuza e di cosa si occupa?

Tokuryu: i criminali che hanno distrutto la Yakuza
Un gruppo yakuza – Wikimedia Commons (Jorge)

Prima di parlare dei tokuryū, è opportuno delineare una breve panoramica per comprendere chi è la yakuza. Nota come la “mafia giapponese”, la yakuza è un’istituzione durata decenni, che si occupa principalmente di gestire il mercato delle armi, delle sostanze illegali e della prostituzione. Tuttavia, questa organizzazione gestisce anche una grande quantità di attività legali. Alla luce di ciò, definire la yakuza “un’organizzazione mafiosa” per come la intendiamo noi non è del tutto corretto, in quanto i suoi membri non solo non vivono in latitanza, ma non si sono mai macchiati di crimini efferati come attentati su larga scala o crimini contro lo Stato.

Per preservare l’integrità dell’immagine della società giapponese, il governo è intervenuto più volte, promulgando leggi con lo scopo di garantire la fine della yakuza. Tali leggi hanno portato all’isolamento sociale dei suoi membri, che non solo sono stati confinati ai margini della società, ma hanno anche perso i contatti con i propri familiari. L’isolamento ha avuto un effetto devastante sull’organizzazione criminale, ma il governo non ha calcolato che il vuoto di potere lasciato avrebbe permesso a gruppi ben più minacciosi di infiltrarsi nella società nipponica.

L’ascesa dei tokuryū e il declino della yakuza

Tokuryu: i criminali che hanno distrutto la Yakuza
Tokuryū, i criminali informatici – Freepik

I tokuryū, contrariamente alla yakuza, non sono facilmente riconoscibili: agiscono indisturbati, non ostentano il loro status e sono criminali di cui spesso non si conoscono nemmeno i volti. La diffusione di questi gruppi è recente e legata all’evoluzione dell’universo tecnologico. Il mondo digitale è una realtà difficile da controllare ed è proprio in questa dimensione che operano i tokuryū, noti anche come “criminali digitali” e spesso esperti di informatica.

Questi criminali usano la comunicazione digitale per reclutare persone, spesso in situazioni economiche precarie, adescandole tramite annunci online che promettono ingenti somme di denaro. Le vittime vengono così impiegate in rapine, truffe, traffici di droga e prostituzione, macchiando irrimediabilmente la propria fedina penale.

La difficile lotta del governo giapponese

Attualmente il governo giapponese sta cercando con grande difficoltà di estirpare questo problema, mettendo in atto diverse misure e tentando di sensibilizzare la popolazione giapponese ai pericoli di internet. Per contrastare la minaccia, è stata istituita anche una Task force dedicata esclusivamente alla caccia dei tokuryū; tuttavia, queste misure sembrano ancora poco efficienti.

Se smantellare un’organizzazione come la yakuza è stata un’operazione relativamente semplice per il governo, nel loro caso non sembra essere così. Trovare criminali quasi impossibili da rintracciare si sta rivelando un’impresa ardua. Mentre le forze dell’ordine cercano di arginare il problema, il fenomeno dei tokuryū sembra espandersi più in fretta delle contromisure adottate, rappresentando una problematica concreta e crescente per la società giapponese.

Fonte immagine in evidenza: Freepik

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