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Eroica Fenice

Vittoria, Franco Battiato e la Cultura

Di recente, sui canali nazionali, è stato trasmesso uno spot che promuoveva le bellezze di Vittoria, città dalla vocazione vinicola facente parte della provincia di Ragusa. Per il suo carattere di modernità, essa non è ricchissima di monumenti artistici di grande rilievo, ma ciò che la rende caratteristica sono i numerosi edifici caratterizzati da una grande varietà di stili, in particolare Liberty e Art Decò.
Tra gli elementi architettonici più rilevanti del centro storico, in Piazza del Popolo è possibile ammirare il Teatro Comunale Vittoria Colonna e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che sorge esattamente a fianco del Teatro e congiuntamente al quale costituisce una piacevole cornice.

Nella serata tipicamente mediterranea del 29 Luglio 2015, la piazza ha ospitato un ampio palco e un elevatissimo numero di abitanti e ospiti, accorsi per l’unica tappa in Sicilia di Franco Battiato, impegnato in uno Short Summer Tour che è iniziato il 23 Giugno a Milano e che si concluderà a Settembre nientemeno che a Madrid. Il Maestro è stato accolto se possibile con maggiore affetto da una piazza gremita di gente grazie, anche, all’intervento del Comune di Vittoria che ha reso tutto questo possibile offrendo alla popolazione un concerto totalmente gratuito.

È opportuno soffermarsi un attimo su questo aspetto, se si considera che quasi la totalità delle date del tour prevedono, per la partecipazione, l’acquisto di biglietti non propriamente economici, e se si pensa che Vittoria non sia di certo uno dei luoghi italiani (e siciliani) più conosciuti. Non sono comunque mancate le polemiche, per l’esosa cifra sborsata per l’evento, ma a tal proposito appare rilevante la controrisposta dell’assessore alla cultura Bonetta che così si era espresso sull’argomento in un comunicato stampa:

“[…] Facciamo un po’ di conti. […] Il cachet, come dire la somma a fondo perduto, supera di poco le 30 mila euro. Attorno alla stessa cifra sono i costi di produzione, a cui si aggiunge quello dell’assicurazione di 1500 euro. Essendo l’unico concerto annuale che Battiato svolge in Sicilia, è calcolabile che ci possa essere un consistente afflusso extraprovinciale di pubblico, valutabile anche intorno alle 10 mila unità. A voler essere pessimisti non potrà esserci, comunque, una presenza di spettatori inferiore a 5 mila. […] Il concerto non è però importante soltanto per i suoi risvolti economici. È l’opportunità giusta, per l’unicità dell’evento, per partecipare da protagonisti ad un processo non solo artistico, ma anche culturale che Battiato sta portando avanti nell’elaborazione d’identità culturali nuove, ove l’interazione di linguaggi musicali è prodromica ai processi inclusivi e transnazionali che vivono le giovani generazioni.

Quella di un Comune che decide di puntare sull’arte, nonostante i tempi attuali sembrino pretendere che ogni fondo venga impiegato esclusivamente per problemi più tangibili e questioni pragmatiche, potrebbe sembrare una follia o una scelta coerente con le nostre origini fortemente culturali. Viene l’amaro in bocca al pensiero di come all’estero i musicisti riescano a costruire intere carriere sulla loro passione mentre in un’Italia sempre più povera e piatta c’è ben poco spazio per simili investimenti.

L’Ensemble Symphony Orchestra ha costituito un valore aggiunto all’atmosfera creata dalle parole e dalla voce di Franco Battiato. Una delle più conosciute nel panorama artistico nazionale, l’ESO è costituita da un organico di grandi dimensioni: esso prevede “la struttura della grande orchestra sinfonica, di 54 elementi con l’aggiunta di una nutrita sezione ritmica, del pianoforte e delle varie sezioni di sassofoni”.

Ad accompagnare il Maestro sul palco, inoltre, erano presenti il Direttore d’Orchestra Carlo Guaitoli (che in contemporanea ha anche suonato il pianoforte), alle tastiere ed alla programmazione Angelo Privitera, e i giovanissimi Davide Ferrario (chitarre), Andrea Torresani (basso) e Giordano Colombo (batteria).

Lo spiritoso Giovanni Caccamo, ultimo vincitore di Sanremo Giovani, ha aperto come ormai d’uso lo spettacolo del suo mentore. Dopo di lui, si è esibito anche il siciliano Luca Madonia, che con Battiato ha cantato “L’Alieno”, nel 2011, sempre sul palco dell’Ariston.

La trepidante attesa si è dunque conclusa e il Maestro ha messo in musica gran parte del suo repertorio, da quello più moderno e spirituale a quello della “Era del cinghiale bianco”, lasciando spazio ai suoi grandi classici come “E ti vengo a cercare”, “La stagione dell’amore” e “Voglio vederti danzare” ma anche alla francese “Canzone dei vecchi amanti” e alla sicilianissima “Stranizza d’amuri”. Notare nei concerti le sue braccia muoversi come quelle di un esperiente direttore d’orchestra ci dona la consapevolezza di come egli non sia mai stato unicamente una bella voce disposta a interpretare brani altrui, ma un artista completo e originale che si muove con disinvoltura, nonostante l’età avanzata, lungo il corso del tempo e delle stagioni.

Quello tra il comune di Vittoria e Franco Battiato è stato dunque un sodalizio che, tirando le somme, ha prodotto più ovazioni che fischi e potrebbe costituire uno stimolo alla rivalorizzazione del reale patrimonio umano: quello dell’espressione artistica, che non ha confini culturali né dovrebbe averne di economici.

Vittoria, Franco Battiato e la Cultura

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