Yoshio Nakajima: chi è il “figlio del sole” dall’insaziabile sete d’arte.

Yoshio Nakajima: chi è il figlio del sole dall'insaziabile sete di creare

Esponente dell’avant-garde giapponese, formatosi nell’ambiente artistico giapponese ed europeo, Yoshio Nakajima sorprende per la sua infinita sensibilità ed incontenibile energia che trasmette nella sua arte, senza la quale non riuscirebbe a vivere.

Chi è Yoshio Nakajima: sintesi della carriera

Dati principali Dettagli dell’artista
Anno di nascita 1940
Luogo di origine Kawamoto, Saitama (Giappone)
Movimenti artistici Avant-garde, Fluxus, Gutai, Tokyo UNBEAT
Tecniche principali Action-painting, happening, self-object, body-painting
Performance realizzate Più di 500 in tutto il mondo

Biografia di Yoshio Nakajima: le origini e Tokyo

Classe 1940, Yoshio nasce a Kawamoto, nella prefettura di Saitama, in una famiglia di agricoltori. I suoi genitori ben presto decidono che la sua strada sarà prendere i voti come monaco buddhista. Dopo aver scoperto, un giorno, la pittura di Van Gogh, si accende in lui una scintilla che lo spinge a cercare di emulare la pittura ad olio con quello che aveva a disposizione: l’argilla. I genitori, chiaramente, si mostrano contrari a questa tendenza e così, spinto dalla sua incontrollabile natura e dalla povertà, all’età di 14 anni Yoshio Nakajima scappa di casa per inseguire il sogno di diventare artista a Tokyo. Qui svolgerà una serie di lavori, anche pesanti, per guadagnarsi da vivere e assistere alle lezioni serali dell’Accademia d’arte.

Inseritosi nell’ambiente, conosce Dada Kan, poeta e dadaista, dando vita a un’inseparabile amicizia. Nel 1957, all’età di soli 17 anni, tiene una mostra al Museo di Ueno a Tokyo. In questo periodo inizia anche il suo percorso avanguardistico, sperimentando la sua creatività sulle superfici pubbliche per strada. Conosce artisti del movimento Fluxus, come John Cage e Yoko Ono, George Mathieu che, insieme ai membri del movimento Gutai, eserciteranno un’influenza significativa su di lui.

Un anno dopo, l’artista Daniel Golden lo invita a studiare all’Accademia di Rotterdam; occasione che Yoshio coglierà solo nel 1964, dopo essersi affermato nel panorama del Naturalized Group e Tokyo UNBEAT, che contribuì a fondare e le cui forme di espressione spaziavano dall’action-painting al teatro di strada e dal body-painting al self-object (forma di espressione artistica dove l’artista usa se stesso come oggetto d’arte): pratiche che attirarono molto l’attenzione dei media giapponesi. Cinque anni dopo decide di partire per Rotterdam viaggiando per l’intero continente asiatico in autostop, fermandosi di tanto in tanto per guadagnarsi il pane vendendo schizzi e cantando canzoni tradizionali giapponesi.

La formazione europea e le “happening”

In Olanda inizia a studiare all’Accademia d’arte, dove gode subito di attenzioni grazie all’esperienza in Giappone e conosce altri artisti influenti come Panamarenko, con cui lavora direttamente e fonda la rivista d’arte Happening News, e Lucio Fontana durante la Biennale di Venezia, dove fa da spalla a Robert Rauschenberg. In questi anni viene espulso continuamente da varie regioni d’Europa per le sue performance non autorizzate e per disturbo della quiete pubblica, una costante tra gli artisti dell’avanguardia, che vedevano nella provocazione quasi un requisito fondamentale.

Continuerà a esibirsi nelle happening (forme d’arte performative spontanee e non pianificate) in giro per l’Europa, stabilendosi nella città svedese di Göteborg alla fine degli anni ’60 insieme a moglie e figlio. Tuttavia, la sua natura errante lo spinge a cambiare continuamente ambiente, trovandosi ora in Svezia, poi in Germania e nuovamente in Giappone, esibendosi in numerose performance (oggi arrivate a più di 500) e collaborando di tanto in tanto con artisti noti. Le sue opere sono esposte in tutto il mondo e nel 1992 la Medical Art University ha persino fondato un museo in suo nome a Saitama, la prefettura dov’è nato.

Il significato dell’arte e il lascito del “figlio del sole”

Quello che colpisce di Yoshio Nakajima non è solo il denso percorso di vita e la spontaneità con cui crea senza sosta, ma la sua modestia e la sensibilità innata e coltivata lungo il suo percorso in giro per il mondo facendo fronte a mille ostacoli, diventati più delle occasioni per trarne ispirazione. Yoshio è un artista che ama la vita e vive nel mondo non come se gli appartenesse, ma creandosene uno proprio, dove esprimersi con l’arte è il linguaggio di scambio predefinito.

Di Nakajima, conosciuto in Giappone come “il figlio del sole”, non si sa ancora abbastanza, eppure la sua esperienza ci insegna qualcosa di estremamente simbolico: l’arte è capace di creare legami potenti tra l’uomo, la natura e tutto ciò che ci circonda. Creare è un bisogno insito in ognuno di noi e Yoshio ci insegna che la via per perseguirlo sta nell’umiltà e nel coraggio della sensibilità.

Fonte immagine in evidenza: locandina ufficiale della Works Art Fair (Aarhus, Danimarca) con opera di Yoshio Nakajima.

Articolo aggiornato il: 20 Aprile 2026

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