Home | Sport | La storia del calcio femminile: dai divieti alla gloria

La storia del calcio femminile: dai divieti alla gloria

La storia del calcio femminile: dalle fabbriche ai record negli stadi moderni, ecco come le donne hanno conquistato il pallone.

Per decenni, la narrazione sportiva ha descritto il calcio come un gioco esclusivamente maschile, bollando il calcio femminile come fenomeno recente e marginale. In realtà, la storia del calcio femminile affonda le sue radici ben più indietro nel tempo, in un percorso fatto di passione ma anche di divieti e boicottaggi. Prima di diventare una bella realtà sportiva, infatti, il calcio femminile ha dovuto affrontare pregiudizi culturali e divieti formali. Scopriamo insieme la storia del calcio femminile e come siamo arrivati al giorno d’oggi, ripercorrendo la storia di chi ha tracciato un cammino tutt’altro che semplice.

Anno Evento storico Significato per il calcio femminile
1895 Prima partita a Londra Nascita del British Ladies’ Football Club fondato da Nettie Honeyball.
1921 Bando della Football Association Divieto ufficiale per le donne di usare i campi affiliati alla federazione inglese.
1971 Revoca dei bandi Inizio della rinascita istituzionale e creazione di federazioni indipendenti.
1991 Primo Campionato Mondiale FIFA Istituzionalizzazione globale del torneo, vinto dagli Stati Uniti.
1996 Debutto ai Giochi Olimpici di Atlanta Ultimo passo verso la parità sportiva e il riconoscimento olimpico.

Le origini della storia del calcio femminile

Contrariamente a quanto si possa pensare, la storia del calcio femminile trae le sue origini da oltre un secolo di storia. La prima partita ufficiale documentata risale al 23 marzo 1895 a Londra, nata dall’iniziativa del British Ladies’ Football Club, fondato da Nettie Honeyball. La vera epoca d’oro di crescita del calcio femminile, tuttavia, coincise con lo scenario drammatico del primo conflitto mondiale: con gli uomini tutti (o quasi) al fronte, le donne vennero impiegate in massa in ruoli tradizionalmente definiti maschili, come quelli di operaie di fabbrica, convertite soprattutto in fabbriche di munizioni e utensili funzionali alla guerra in atto. Le cosiddette “Munitionettes” iniziarono ad organizzare anche squadre di calcio e partite di beneficenza, per raccogliere fondi. Gli scopi? Sostenere i soldati al fronte, aiutare le famiglie delle vedove ed orfani di guerra, finanziare le cure e il sostegno dei militari feriti. Il successo del fenomeno fu clamoroso: una delle squadre più celebri dell’epoca, le Kerr’s Ladies, attirò più di 50.000 spettatori, lasciando fuori ben 14.000 persone. Siamo nel 1920.

Grande successo e intraprendenza delle atlete iniziarono a far storcere il naso ai vertici del calcio. Nel dicembre 1921, la Football Association inglese impose un durissimo bando, vietando alle donne l’uso dei campi affiliati alla federazione, dichiarando che il calcio fosse uno sport “decisamente non adatto alle donne”. Il bando durò per ben 50 anni, venendo revocato ufficialmente solo nel 1971. Anche in Italia la musica non fu così diversa: il Gruppo Femminile Calcistico di Milano fu costretto a sciogliersi dopo meno di un anno a causa delle forti pressioni del regime fascista. Ancora una volta, i limiti di altri vennero proiettati sulle donne, impendendo loro, di fatto, di giocare a calcio, e la storia del calcio femminile subisce la prima grande battuta d’arresto per l’intero movimento calcistico.

foto delle British Ladies Football Club, da Wikimedia Commons
British Ladies Football Club, da Wikimedia Commons

 

Il ritorno sulla scena negli anni ’70 e ‘80

Dopo decenni di divieti e isolamenti, la svolta decisiva per la storia del calcio femminile arriva all’inizio degli anni ’70, proprio con la revoca dei bandi storici. Inoltre, il clima di profondo cambiamento sociale e culturale tipico di quegli anni stimola la disciplina: nascono le prime federazioni calcistiche femminili indipendenti e si organizzano anche i primi tornei, anche internazionali, sebbene ancora non riconosciuti ufficialmente.

Negli anni ’80 l’interesse del pubblico cresce, le emittenti iniziano ad accorgersi del potenziale di questo sport e cominciano a trasmettere le prime partite. L’entusiasmo che ne deriva spinge la FIFA ad istituzionalizzare il movimento. Ma non finisce qui: la storia del calcio femminile è appena iniziata e l’ascesa definitiva è ormai solo questione di tempo.

La Lazio 1975 Lubiam, vincitrice dell'edizione della Serie A 1980, da Wikipedia.
La Lazio 1975 Lubiam, vincitrice dell’edizione della Serie A 1980, da Wikipedia.

 

La rivoluzione degli anni ‘90

 

Il culmine di questo percorso di rinascita si concretizza sul finire del decennio, ponendo le basi per quello che sarà il primo, storico Campionato Mondiale ufficiale del 1991 in Cina, un evento che sancirà definitivamente l’ingresso del calcio femminile nella modernità sportiva. L’evento, che culmina con la vittoria degli Stati Uniti, si rivela un successo straordinario: siamo davanti ad una svolta per la storia del calcio femminile.

Il cammino verso la parità e il riconoscimento olimpico compie l’ultimo passo decisivo nel 1996, in occasione dei Giochi di Atlanta, dove il calcio femminile viene inserito per la prima volta nel programma ufficiale delle Olimpiadi. Il decennio si chiude con un altro evento epocale: il Mondiale del 1999 ospitato proprio dagli Stati Uniti. La finale, giocata al Rose Bowl di Pasadena tra la nazionale di casa e la Cina, registra l’incredibile record di 90.185 spettatori paganti, mandando in onda una delle immagini più iconiche della storia dello sport: l’esultanza della calciatrice Brandi Chastain dopo il rigore decisivo, una delle prime immagini che vengono in mente agli appassionati quando si parla di calcio femminile. In quell’esultanza c’è tutto: la gioia per la vittoria, la soddisfazione di essere sul tetto del mondo e la voglia di dimostrare a tutti che il calcio femminile aveva molto da raccontare.

 

Tra presente e futuro: che direzione ha preso il calcio femminile?

Oggi possiamo dire che il calcio femminile ha iniziato ad entrare stabilmente nell’élite dello sport mondiale. Uno dei pilastri di questo cambiamento è, senza dubbio, il passaggio al professionismo, un traguardo storico raggiunto gradualmente nei principali campionati europei e mondiali (in Italia introdotto ufficialmente a partire dalla stagione 2022/2023), cambiamento che ha garantito tutele contrattuali, salariali e sanitarie alle atlete. Oltre a ciò, negli anni il livello tecnico, tattico e atletico si è innalzato, attirando sponsor globali e investimenti importanti: la portata mondiale del calcio femminile, come fenomeno sportivo e mediatico, è ormai ampiamente riconosciuta.

Ma analizziamo qualche numero: la finale del Mondiale 2023 tra Spagna e Inghilterra è stata seguita da una stima di oltre 20 milioni di spettatori in tutto il mondo, gli Europei femminili hanno registrato più di 650.000 spettatori totali (29 partite su 31 completamente sold-out) e anche i campionati nazionali, come la Women’s Super League in UK o La Liga Femminile in Spagna, raggiungono stabilmente numeri incoraggianti. E in Italia, con la nostra Serie A femminile? Beh, qualche problema persiste, soprattutto nei campionati minori: al primo problema finanziario, le squadre femminili sono le prime ad essere tagliate (come insegna il caso della Sampdoria Women). Anche gli spettatori, in termini quantitativi, non sono gli stessi dell’estero: per quello ci vorrà ancora tempo. E magari qualche investimento in più: vincere porta anche tifosi, questo lo sappiamo. Tanti però i settori giovanili in crescita, e anche le “semplici” scuole calcio che si prodigano per creare squadre femminili e far giocare le bambine a calcio. E allora sì, indubbiamente serve ancora tanto: strutture, investimenti, programma di crescita seri. Se siamo sulla strada giusta ce lo dirà il tempo, di sicuro qualcosa si sta muovendo. E questo è già un grande passo, considerando il passato.

Il futuro di questa disciplina si gioca ora su alcuni fronti cruciali, tutti parimenti importanti: la sostenibilità economica delle squadre femminili (che permetterebbe di evitare tagli immediati al primo problema finanziario), l’equal pay (la parità salariale rispetto ai colleghi uomini, una strada già tracciata con successo da federazioni all’avanguardia come quella statunitense, dove anche gli investimenti sono diversi)… con stadi iconici come il Camp Nou di Barcellona o Wembley a Londra capaci di registrare il tutto esaurito per i match femminili, la sfida dei prossimi anni sarà consolidare questa crescita, potenziando i settori giovanili globali e scardinando definitivamente lo scetticismo culturale. 

Ripercorrere la storia del calcio femminile è doveroso, anche per rendersi conto che è tutt’altro che una “moda” o un fenomeno recente. Le atlete che oggi riempiono gli stadi, firmano contratti e che ispirano migliaia di bambine in tutto il mondo sono lì grazie al sentiero tracciato, a partire da un secolo fa, da donne e atlete che hanno sfidato pregiudizi sociali e culturali e divieti formali per il diritto allo sport. La vittoria del calcio femminile non si misurerà mai solo in trofei, numeri o record di spettatori, perché è da sempre molto, molto di più. Il nostro invito è quello di avvicinarsi a questo sport: dalla vostra squadra del cuore fino alle Nazionali, siamo sicuri che queste ragazze possono regalarvi delle belle emozioni. Portate le bambine (e i bambini!) allo stadio a vedere il calcio femminile: non tutte diverranno calciatrici, non tutti si appassioneranno, ma tutte e tutti loro sapranno che il calcio femminile è uno sport che esiste, è uno sport dignitoso, è uno sport che merita rispetto.

 

fonte immagine in evidenza: SD Dirk su Wikimedia Commons.

Altri articoli da non perdere
Lettino massaggi professionale: scopri le sue caratteristiche e quale scegliere

Il lettino massaggi professionale è uno strumento che sta diventando sempre più popolare tra i professionisti e le estetiste che Scopri di più

Calciomercato 2026: trattative Real, Inter, Juve e Roma

Nonostante il calendario suggerirebbe che sia ancora presto affinché il calciomercato entri nel vivo, sono tante le squadre che si Scopri di più

La Coppa del Mondo 2026: Il calcio torna a casa!

La Coppa del Mondo FIFA 2026 è destinata a cambiare le regole del gioco, offrendo una visione unitaria e un'opportunità Scopri di più

WWE Backlash 2026: card ufficiale, pronostici, come e quando vederlo

Archiviate le due serate di WrestleMania 42, la federazione di Stamford è pronta a voltare pagina e proiettarsi verso il Scopri di più

Pesca in modo più intelligente con un professionista: rendi ogni uscita speciale

Uscire con una guida di pesca esperta è un modo intelligente per approfondire la tua passione per questo sport, beneficiando Scopri di più

Europei di atletica a squadre 2025, vince l’Italia
Europei di atletica a squadre

Quest'anno gli Europei di atletica a squadre, arrivati all'undicesima edizione, si sono svolti a Madrid. Nel suggestivo scenario della capitale Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Rita Tierno

Vedi tutti gli articoli di Rita Tierno

Commenta