Plogging: cos’è, benefici e regole dello sport ecologico

Plogging: raccogliere rifiuti facendo sport

Il plogging, che consiste nel praticare la corsa raccogliendo i rifiuti, è il nuovo trend del fitness e oltre a fare bene all’ ambiente fa bene al proprio fisico. Il termine unisce la parola jogging e la parola svedese «plocka upp» che significa raccogliere. Questa pratica si inserisce perfettamente nel quadro della sostenibilità ambientale e rappresenta una delle scelte ecologiche più efficaci per chi vuole iniziare a vivere in modo più sostenibile.

Dati chiave sul plogging: sport, ambiente e salute

Caratteristica Dettaglio dello sport
Origine Svezia (termine plocka upp)
Calorie bruciate Circa 288 calorie per sessione
Attrezzatura necessaria Sacco per rifiuti e guanti monouso
Esercizi combinati Corsa, camminata e squat
Varianti principali Eco trekking, bicicletta, pattini

L’idea che proviene dalla Svezia si sta pian piano diffondendo in tutto il mondo e combina l’attività fisica con l’educazione civica. È sufficiente portare con sé un sacchetto per raccogliere i rifiuti e un paio di guanti monouso. L’intento è quello di salvaguardare la natura e nel frattempo di allenarsi non solo facendo corsa, ma anche altri esercizi fisici extra come gli squat.

Campionati mondiali di plogging

Plogging: raccogliere rifiuti facendo sport
Atleti che corrono (Pixabay-maxmann)

La prima edizione del Campionato Mondiale di plogging si è svolta nel 2021 e in pochi anni ha raggiunto un enorme successo sensibilizzando alla tutela e alla pulizia dell’ambiente. Uno degli eventi collaterali della manifestazione è stato quello di avvicinare i giovani all’adozione di un corretto stile di vita. Per contrastare l’abbandono dei rifiuti per strada è fondamentale comprendere come questi siano altamente nocivi per la natura. Le città che hanno ospitato l’evento sono Genova, Gandino e Bergamo. Sono 100 gli atleti che dopo essersi qualificati su scala globale possono accedere alle finali. La quinta edizione prevista per questo settembre 2025 è stata rimandata per questioni tecniche al fine di garantire un’organizzazione più efficiente per l’anno successivo.

Regole per raccogliere i rifiuti

Plogging: raccogliere rifiuti facendo sport
Una bottiglia di vetro gettata a terra (Pixabay-K_Milkowski)

Il plogging non consiste solo nel chinarsi per raccogliere i rifiuti, bensì prevede delle regole precise che riguardano i comportamenti da assumere durante la raccolta. Ecco una lista di regole da seguire:

  • non raccogliere oggetti arrugginiti, taglienti o pungenti come vetro e aghi;
  • non raccogliere oggetti troppo massicci per evitare di farsi male;
  • smistare i rifiuti correttamente a fine corsa riponendoli negli appositi bidoni.

È fondamentale seguire le indicazioni previste per la raccolta differenziata. Ad esempio, è importante sapere con precisione dove si butta il cartone della pizza per non compromettere il riciclo della carta. Altri suggerimenti utili da osservare riguardano l’adeguato allenamento da effettuare prima di compiere sforzi fisici per evitare strappi muscolari o distorsioni.

Benefici e varianti del plogging

Numerosi sono i benefici a livello psico-fisico. Il plogging allevia lo stress, l’attività fisica favorisce il rilascio delle endorfine permettendo al cervello di rilassarsi e fa consumare molte calorie. Rispetto a una semplice corsa, questo allenamento a intervalli consente di bruciare circa 288 calorie. Per quanto riguarda la sfera personale e psichica, il plogging influisce positivamente sull’autostima spingendo a credere di più in sé stessi, rendendo l’individuo parte attiva di una collettività.

Un’alternativa alla corsa può essere la camminata; questa variante è nota come eco trekking. Inoltre, è possibile raccogliere i rifiuti anche andando in bicicletta o sui pattini a rotelle. Una volta raccolti i materiali, è possibile dare loro una seconda vita attraverso il riciclo creativo, come realizzare decorazioni di Halloween fai da te, creare alberi di Natale originali o dedicarsi al cucito creativo per riutilizzare vecchi tessuti.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay-Fotorech

 

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