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Eroica Fenice

La Tag: fame contiene 3 articoli

Voli Pindarici

Ho mangiato una persona scaduta

Mi sveglio, apro gli occhi e con essi il frigorifero: trovo uno yogurt scaduto. In preda alla fame più disperata e ai rumori più strambi e forti che uno stomaco possa produrre, armata di coraggio, decido di sfamarmi dell’unico alimento in mio possesso, benché esso sia certamente avariato a causa degli effetti del tempo subiti dallo stesso. Temeraria e paranoica quale sono, ad ogni boccone interrogo il web circa le conseguenze che i microrganismi formatisi nell’alimento avrebbero avuto sul mio organismo, come ogni stolta curiosa farebbe. Nausea, crampi, dolore addominale, sudorazione, vertigini, vomito. Potrei continuare con la stesura degli effetti collaterali ma mi fermo per decenza, poiché credere che uno yogurt andato a male potesse realmente portarmi alla morte sarebbe stato alquanto eccessivo Ma non vi nego che ho temuto anche di poter finire all’inferno a causa del mio gesto decisamente avventato e poco saggio. Non ho avuto la nausea, non ho avuto i crampi, non ho avuto la diarrea, non ho avuto il vomito, non ho sudato! Non ho avuto niente nonostante io stia narrando la mia triste esperienza, prova del fatto che non sono morta: Vivo! Mi sveglio, apro gli occhi e con essi il mio passato: trovo persone scadute. In preda all’amore più esasperato e ai battiti più forti che il cuore possa produrre, armata di buona volontà, ho scelto di nutrirmi dell’unica persona che io volessi, nonostante lei fosse risaputamente andata a male a causa degli effetti degli anni vissuti. Coraggiosa e fiduciosa quale sono, ad ogni bacio dato non ho interrogato nessuno circa le conseguenze che la sua saliva avrebbe avuto sulla mia, come ogni innamorata farebbe. Batticuore, sorrisi, felicità, lacrime, gioia. Potrei continuare con l’elenco degli effetti benevoli ma mi fermo per indecenza, poiché illudermi che una persona andata a male potesse realmente farmi vivere sarebbe stato alquanto esagerato Ma non vi nascondo che ho sognato anche di poter rinascere a causa del sentimento più puro che io potessi provare. Ho mangiato una persona scaduta Ho la nausea, ho i crampi, ho la diarrea, ho il vomito e sudo perché sono a Napoli e ci sono 35 gradi all’ombra. Ho temuto anche di poter morire ma non è successo. Sono sopravvissuta: Vivo! Uno yogurt scaduto nuoce alla salute meno di una persona scaduta. Lo yogurt scade, non può scegliere di non scadere: vittima del tempo, ne subisce ogni conseguenza senza possibilità alcuna di ribellione. Le persone scadono ma potrebbero scegliere di non scadere. Non sono vittime del tempo, sono artefici del proprio tempo e le uniche conseguenze che subiscono sono quelle delle proprie errate azioni nelle quali loro stesse decidono di soccombere. Io non sono uno yogurt, sono una persona. Non voglio mai scadere Non voglio mai scaderti.

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Riflessioni

Che io non sia per te il barattolo

Vorrei scrivere, un giorno, riguardo l’utilità dei barattoli. Pratici, dai materiali migliori a quelli più scadenti, dalle forme più strambe ai colori più variopinti. Capaci di contenere qualsiasi sostanza, adatti a giacere ovunque. Creati appositamente per la conservazione, il mantenimento, la custodia di tutto e niente affinché un’anima pia non scelga finalmente di liberare ciò che essi contengono. Mi apri e prendi di me ciò che vuoi. Al mattino, ti svegli voglioso di avermi. Mi fai prendere una boccata d’aria per spalmarmi sulle tue fette biscottate. Mi richiudi e quasi mi lanci, ormai sazio, non badando all’indelicatezza con cui lo fai. A pranzo, mi cerchi in frigo tra il ketchup finito e la bottiglia d’acqua ormai vuota. Mi trovi, lì, immobile, ermeticamente chiuso. Ti sono fedele, ho tutto ciò che desideri: il mio contenuto è buono, saporito, fresco. Ti sfami, affondi in me la forchetta e quasi mi svuoti, in pochi bocconi. Non badi a sistemare quello che tu stesso hai spostato, ruttando, mi lasci nel posto in cui mi avevi trovato. Alla sera, quando la luce è poca e il vuoto nello stomaco è tanto, cerchi me nella dispensa. In fondo, in un angolo, mi vedi. In fondo, sapevi che ci sarei stato. Mi guardi con desiderio, le mani frettolose mi privano del tappo. Con le dita, ripetutamente affondi in ciò che contengo, con la lingua, assapori il mio contenuto. Ma quasi hai sonno, esausto e con le mani sporche di me, incurante del fatto che io sia aperto, ti addormenti. Che io sia pieno di cioccolato, pietanze sottolio, marmellate, sappi che non è come sembra. Sappi che mi troverai sempre dove mi hai lasciato, ma che ogni volta in cui prenderai un po’ di me, oltre a finirmi, a sfinirmi lentamente, farai sì che l’aria mi entri dentro. E la stessa aria che tu respiri, l’aria che ti fa vivere, l’aria che ti permette di avere la sete, il sonno o la fame di me, che spesso prende il sopravvento nei tuoi giorni più bui, è la stessa aria che mi sta contaminando. Ogni qualvolta mi apri e non mi richiudi, i batteri cominciano a crescermi dentro. Ogni volta in cui non sistemi ciò che contengo, non fai in modo che ciò che tanto ti piace resti al sicuro, ricoperto dall’olio, ma che sia soggetto al peso e alla forma dell’ossigeno che a te dà la vita ma che invece mi priva della mia. Sappi che ci vuole cura, occorre saper aprire e saper anche chiudere, perché non chiudendo, i contenuti vanno a male. Mi hai aperto troppe volte, hai superficialmente trascurato il fatto che io avessi bisogno del mio tappo. Non sono finito, restano di me le macchie disposte caoticamente sulla superficie liscia di questo vetro al quale mi arrampico, senza scivolare. Non scivolo, ci si può aggrappare con tutte le forze nonostante non si abbiano più le mani. Ti aspetto, attendo con ansia la tua fame. Sazierò per l’ultima volta la tua ingordigia. Il botulino non […]

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Attualità

Ucraina orientale: una catastrofe umanitaria

Natalia Shevchenko, 57 anni, non sa ancora se lei e suo marito riusciranno a sopravvivere all’inverno; la sua ultima pensione è arrivata a giugno e da allora i due sono andati avanti grazie al cibo in scatola. Natalia vive a Miusynsk, un villaggio dell’Ucraina dell’est di circa 2.000 anime situato a confine con le due regioni di Donetsk e di Luhansk controllate dai ribelli filorussi che combattono contro le forze ucraine. In altre zone della regione alcuni aiuti sono stati concessi con il contagocce. I cosacchi russi hanno distribuito zuppe di pollo per gli anziani e una quota di 1.000 hryvnia, circa 63 dollari, ai pensionati. Gli aiuti russi e, più in generale, quelli internazionali hanno distribuito cibo, vestiti e medicinali di base nelle città di Donetsk e di Luhansk. Però sembra che nessun tipo di aiuto umanitario abbia raggiunto Miusynk e gli abitanti si sentono abbandonati e dimenticati nel caos di un conflitto che dura da più di 10 mesi e che ha causato 4.700 decessi. Le organizzazioni di aiuti umanitari avvisano chiarendo che il caso di Miusynk rappresenta il rischio crescente, nelle zone controllate dai ribelli, di rendere sempre più isolate alcune regioni del paese. Secondo gli Shevchenko, la fame che attanaglia il villaggio di Miusynk fa parte delle ciniche conseguenze di un gioco politico attuato durante il conflitto in Ucraina. Il primo dicembre il governo ucraino ha annullato tutti i servizi statali e i pagamenti indirizzati alle zone controllate dai ribelli. Insegnanti, dottori e pensionati devono evacuare, lasciare le loro città, se vogliono riottenere i propri salari. I servizi bancari sono stati tagliati dalla Banca Centrale di Kiev lasciando circa i 3.5 milioni di abitanti che vivono nelle zone di conflitto in disperato bisogno di denaro contante. La disoccupazione è cresciuta a dismisura da quando molte industrie e miniere delle zone interessate sono state distrutte o abbattute. Amnesty International dichiara che le truppe pro Kiev continuano a bloccare gli aiuti umanitari in Ucraina orientale. Denis Krivosheev, direttore per l’Europa e l’Asia centrale di Amnesty International afferma senza mezzi termini : “Mentre l’inverno si irrigidisce, la situazione già disperata in Ucraina orientale sta peggiorando per responsabilità dei battaglioni di volontari che impediscono agli aiuti alimentari e alle medicine di raggiungere chi è nel bisogno. Non è un segreto che la regione si trova ad affrontare una catastrofe umanitaria con molti già a rischio di morire di fame […] Questi battaglioni spesso si comportano come bande ribelli e hanno urgente bisogno di essere messe sotto controllo. Negare cibo alle persone coinvolte in un conflitto è contro il diritto internazionale e gli autori devono essere chiamati a rispondere”. Più della metà delle popolazioni delle aree interessate dipende direttamente e unicamente dagli aiuti umanitari e la decisione delle autorità di Kiev di tagliare fuori le regioni dal sistema finanziario nazionale non ha potuto far altro che peggiorare la già critica situazione. Un operatore umanitario ha riferito che il battaglione Aidar, già implicato in detenzione arbitraria e tortura, ferma cibo e medicine destinati alla […]

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