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Teatro

Mo Yan, “Le Rane” alla Galleria Toledo

In cinese, i caratteri 蛙 Wā, (rana) e 娃 Wá (bambino), hanno una pronuncia quasi identica. Questa è la costante linguistica e metaforica che accompagna lo spettacolo teatrale, andato in scena il 28 e il 29 aprile al teatro Galleria Toledo, del laboratorio degli studenti di cinese dell’Orientale che, come ogni anno, viene coordinato e diretto con successo dalla professoressa M.Cristina Pisciotta e da Lorenzo Montanini, grazie all’aiuto e al supporto dei docenti e dei lettori dell’Istituto Confucio. L’opera scelta per questo nuovo ciclo è stata Le rane di Mo Yan, testo che per i temi storici, politici e sociali letti in chiave fantastica, richiama, per molti aspetti, il realismo magico di Marquez, in cui il piano onirico e quello del reale  si confondono continuamente. Mo Yan, le rane e il Partito Le rane ripercorre la storia di una Cina che, nel corso del XX secolo, vive un mutamento che va di pari passo con la nascita e la radicalizzazione del Partito Comunista. La pièce si apre con la rappresentazione di una comunità nella quale il “glorioso popolo cinese” ottiene la sua più alta realizzazione nell’atto della procreazione: la nascita dei bambini viene incentivata e diviene un rituale quasi sacro. Emblema di questa sacralità, custode del dono della fecondità e dell’abbondanza, è proprio Wan Xin, personaggio al limite tra il mito e la tragedia, ostetrica grazie alla quale, si dice, siano venuti al mondo tutti i bambini della regione di Gaomi, tra le più popolose della Cina. Il palco è un tripudio di colori, danze, suoni, corpi che si incontrano e si sfiorano: è la metafora della nascita, della nuova vita che si genera. Ma le grandi maschere delle rane, anche queste interpretate dagli studenti, non lasciano mai la scena, quasi ad annunciare un’incombenza, un destino tragico che attende la popolazione. E, infatti, al mutare della politica, corrisponde un totale stravolgimento dello scenario. Avere più di un figlio diventa ora una condanna. Pensino la “zia” Wan Xin, devota al partito comunista, cambia prospettiva: la donna, che aveva sempre simboleggiato la vita, veste, attraverso repentini cambi di scena, i panni dell’“angelo della morte”, figura controversa che entra come un’ombra nell’intimità delle famiglie per controllare le loro vite e i loro sogni attraverso aborti, vasectomie e imposizione forzata di metodi contraccettivi. La cultura cinese alla Galleria Toledo Scena dopo scena, gli studenti dell’Orientale sono riusciti a dare coerenza e tragica bellezza alla metafora fantastica e allo stesso tempo grottesca delle rane, simbolo dei bambini mai nati, attraverso l’intreccio tra due culture molto distanti tra loro, la fusione dell’italiano e del cinese, ma anche utilizzando mezzi di comunicazione differenti. I movimenti “stridenti” del corpo, le musiche e i testi arricchiti dall’interpretazione di canzoni italiane note agli spettatori, hanno dato vita ad un affresco dinamico e colorato, mai banale, di una Cina che grazie al lavoro dell’Orientale è sempre più vicina a Napoli e a chiunque voglia avvicinarsi a questa cultura. Sara Melis e Marcello Affuso ———— Le rane è in offerta su Amazon. Clicca qui […]

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