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Eroica Fenice

La Tag: Pino Daniele contiene 13 articoli

Concerti

Jovanotti sarà presto a Napoli per “Pino è”

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, si esibirà a Napoli il 7 giugno 2018, allo Stadio San Paolo, e molti aspettano con ansia quella data, visto che sarà un concerto dedicato a Pino Daniele, e saranno presenti i più famosi cantanti italiani. Il Lorenzo Live Tour 2018 e il concerto “Pino è” Il nuovo tour di Jovanotti è iniziato a febbraio, e la sua prima tappa è stata Milano, per poi passare a Rimini, Firenze, Torino, Bologna, Roma, Acireale, Verona ed Eboli. Il 7 di giugno, si esibirà allo Stadio San Paolo di Napoli, prima di proseguire con Padova ed altre città europee. Il tour finirà a Milano, a luglio. In questo tour, la sua scaletta prevede ventotto canzoni, e tra queste ce ne sono sei tratte dal suo ultimo album, uscito nel 2017: Oh, vita! Sbagliato Chiaro di Luna In Italia Sbam! Fame   Il concerto del 7 giugno, tuttavia, non fa parte del tour di Napoli. In questa data, Jovanotti ed altri importanti nomi, come Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Emma, Elisa o Biagio Antonacci, saranno i protagonisti dello spettacolo “Pino è”, dove omaggeranno il Pino nazionale, scomparso ormai da più di tre anni. In un post rilasciato su Facebook e rilanciato anche sul suo sito web personale, nel 2015 il cantante ha scritto “La sua musica quando ero al liceo mi ha liberato e illuminato, e da grande la sua amicizia mi ha fatto diventare un musicista”. Di conseguenza, Jovanotti non poteva non partecipare ad un concerto dedicato alla memoria del cantautore napoletano, che lo ha ispirato, nonostante il suo impegno con il tour. Jovanotti, comunque, aveva già omaggiato il cantautore napoletano nel 2016, durante il concerto del 6 gennaio, a Caserta, ad un anno della sua scomparsa, cantando la sua canzone “Je’ so’ pazzo”, riscuotendo grandi applausi dal pubblico, dal quale, durante la sua esecuzione, si è elevato un coro che faceva “Pino! Pino! Pino”. Il video di questa esibizione è stato poi postato su Youtube e sulla pagina Facebook di Jovanotti. Per maggiori informazioni sul concerto e per conoscere la scaletta leggi questo articolo. È possibile acquistare il biglietto del concerto di Napoli fino al 4 giugno, pagando dai trenta agli ottantacinque euro (il costo varia a seconda della posizione dei posti). Jovanotti cittadino onorario di Palinuro Vista la sua permanenza ad Eboli, dal 25 al 28 maggio, Jovanotti non poteva mancare di ritornare a Palinuro, una frazione del comune di Centola, sempre nella provincia salernitana, dove il cantante, come lui stesso racconto, passava l’estate, e si recava nella discoteca Il Lanternone, dove ha scoperto di voler diventare un cantante. Dopo il suo concerto del 26 maggio, il sindaco di Palinuro, Carmelo Stanziola, ha contattato il musicista, invitandolo per conferirgli il titolo di cittadino onorario, come dimostrazione dell’affetto di tutta la cittadinanza. Sembra, inoltre, che il sindaco e Jovanotti si conoscessero già allora, visto che il primo lavorava in un’altra discoteca in cui il cantante si recava a ballare con i suoi amici, Il Ciclope. Pur essendo romano, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

“Pino Daniele”: il libro di Jacopo Ottenga Barattucci che riscopre Pino a partire dal sentimento

Il 13 gennaio la nota “Libreria Raffaello” a Napoli ha ospitato la presentazione del libro “Pino Daniele. Dove tutto ha senso c’è sentimento” di Jacopo Ottenga Barattucci, edito dalla casa editrice partenopea Kairós Edizioni. Il libro è il risultato degli studi dell’autore, classe 1993, in “Linguaggi della musica, dei media e dello spettacolo” e delle conoscenze musicali acquisite con il diploma in pianoforte ottenuto al Conservatorio di Pescara. Autore di racconti e collaboratore con testate giornalistiche online, Jacopo ha dato fondo a tutta la sua passione nella stesura del libro ed ha così travolto col suo entusiasmo quanti hanno avuto modo di leggerlo in anteprima. Gli interventi durante la presentazione di Jacopo Ottenga Barattucci  Desta meraviglia il beneplacito di Gino Giglio, percussionista e amico di Pino Daniele, compagno di classe di quella famosa 5C, e uno dei pochi ad aver veramente conosciuto Pino, l’uomo e non solo l’artista. Nella prefazione scrive : «In questo libro […] l’autore descrive, con attenta analisi, le ispirazioni che hanno condotto il cantautore napoletano alla stesura dei suoi brani. Con ammirevole profondità d’animo, Jacopo Ottenga Barattucci coglie l’esatto senso poetico di alcuni capolavo­ri di Daniele, che io, essendo stato suo vecchio amico, ho condiviso in pieno».   Parole lodevoli che ha pronunciato anche dinnanzi alla platea riunita per la presentazione del libro. Lieto di appoggiare il giovane capace di cogliere il sentimento che ha ispirato il cantante a scrivere le sue canzoni, si è lasciato andare anche in simpatiche confessioni ed aneddoti che ritraggono un Pino ancora giovane, dagli occhi pieni di sogni e ignaro dell’impatto che avrebbe poi avuto nel mondo della musica italiana. Alla presentazione, moderata dal giornalista Giuseppe Giorgio, ha presieduto anche Rosario Jermano, musicista e collega di vecchia data di Pino Daniele. Il suo apporto all’incontro si è incentrato maggiormente sugli aspetti tecnici della loro collaborazione e, tra vari aneddoti ambientati in studi di registrazione e risalenti alle prime tracce, ha delineato il profilo del Pino artista, ormai consapevole della strada che stava percorrendo. Gli interventi dei due musicisti hanno, quindi, raccontato Pino Daniele sia come uomo che come artista, esattamente come Jacopo Ottenga Barattucci si era ripromesso di fare con il suo libro, e a quanto pare riuscendoci. “Pino Daniele” non è una biografia né una discografia, ma un’analisi a tutto tondo del cantante, ripercorrendo il suo percorso artistico e il sentimento che lo ha guidato passo dopo passo nelle sue produzioni. Dopo una prima parte in cui viene raccontata a grandi linee la carriera del cantautore, Jacopo si sofferma sulle canzoni raggruppandole per temi. Ne risulta che il filo conduttore è il sentimento, capace di riunire le inevitabili contraddizioni dell’animo di Pino: l’amore e l’odio per la sua terra natale, i diversi sguardi destinati alla figura femminile, l’oscillazione tra appocundria e alleria. È stato un piacevole incontro dai toni pacati e sereni, che per un attimo ha fatto rivivere Pino Daniele. Una chiacchierata sincera e appassionata, che ha spazzato via le tante e vuote parole snocciolate alla morte dell’ amato cantante partenopeo, e ha ricollocato sotto la giusta luce […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Forcella Transit: oltre i decumani fino al 17 gennaio

Al via Forcella Transit dal 4 gennaio: durerà fino al 17 gennaio Un’iniziativa che sa di vicoli, centro storico e “napoletanità” sanguigna ha aperto le danze del 2018: il Forcella Transit, che ha avuto inizio il 4 di gennaio e durerà fino al 17. La preposizione trans, che in latino sta a significare superamento, ha il rumore dei confini valicati e delle barriere scavalcate; la Furcell napoletana è un microcosmo a sé stante, custodito nell’involucro tra Corso Umberto, via Duomo e Spaccanapoli, delimitato da regole, strettoie, vicoli e vasci che sono universi che arrivano fino al centro della terra. Ma quali sono le bellezze di Forcella? Concedersi una passeggiata in questo lembo incastonato tra i sanpietrini del centro storico, significa respirare il magma di Napoli, penetrare i cliché da cartolina folkloristica e trasferirli sulla propria pelle, per ritrovarli uguali, diversi e  interiorizzarli, in un’esperienza che è davvero difficile descrivere a parole. Nemmeno la parola più chirurgica o affilata potrebbe restituire l’esperienza singolare e drammatica di trovarsi tra i vicoli e il Pio Monte della Misericordia, tra il Trianon e il Duomo di San Gennaro, mentre tutti gli stereotipi vengono fagocitati dal gusto di un’esperienza strettamente soggettiva e personale. Forcella è vita, non è immergersi nel ventre di Napoli, ma respirare da quello stesso ventre. Da Via Vicaria Vecchia è partita l’iniziativa di Forcella Transit- Destinazione Forcella- Percorsi D’arte oltre i Decumani, organizzata dall’ats di Percorsi D’Arte con la rete di Associazioni di Forcella, il Comune di Napoli (Assessorato alla Cultura e al Turismo) e l’EPT (Ente Provinciale Turismo Napoli) il 4 gennaio, ed è mirata a reintegrare il quartiere nei circuiti turistici. Tristemente nota per i trascorsi di cronaca, e portata recentemente alla ribalta per via dell’immagine iconica di un giovane San Gennaro incarnato in un murale, Forcella ha svariate perle nel suo microcosmo. Alla scoperta di Forcella, tra Santa Maria Egiziaca e il Trianon Si potrebbe stilare un lungo elenco di bellezze e attrattive culturali che punteggiano Forcella, e che saranno oggetto dell’iniziativa: innanzitutto la Chiesa di Santa Maria Egiziaca, esempio fulgido di architettura barocca napoletana, con annesso monastero. Non tutti sanno che venne fondata per accogliere le prostitute pentite nel 1342 per volere della Regina Sancha D’Aragona, e che raccoglie opere di importantissimi artisti tra cui Luca Giordano; vi è il Teatro Trianon e qui venne anche costruita la Real Casa dell’Annunziata, voluta dalla Regina Giovanna I, centro di cura per i neonati abbandonati. Chi si intende di toponomastica, saprà che qui è nato il cognome napoletano più diffuso, ossia Esposito:  a sinistra dell’arco cinquecentesco infatti è ancora visibile la ruota degli esposti, nel cui pertugio venivano inseriti i neonati abbandonati che le madri non potevano accudire, perché illegittimi o per povertà. E per quanto riguarda i luoghi di pregio gastronomico? In via Cesare Sersale c’è poi una delle istituzioni della pizza napoletana, L’Antica Pizzeria da Michele, in Via Pietro Colletta c’è Trianon da Ciro , e per la pizza fritta L’Antica Pizzeria Le Figliole in Via Giudecca Vecchia. Il programma del Forcella Transit: gli appuntamenti da non […]

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Eventi nazionali

A Pino Daniele dedicato il Premio nazionale delle arti

Pino Daniele è l’artista a cui è stato intitolato il Premio Nazionale delle Arti sezione POP ROCK, il cui gran finale si è tenuto il 24 giugno a Benevento nella splendida cornice del teatro romano, con l’accompagnamento musicale dell’orchestra Ritmo Sinfonica del Conservatorio “Nicola Sala”, diretta dal maestro Gianluca Podio. Presidente della giuria è stata Teresa De Sio, insieme ad Ivan Storti (della casa discografica Universal Music Italia), e Fabio Massimo Colasanti (produttore discografico e collaboratore di Pino Daniele). Ha condotto l’evento Ida Di Martino di RADIO KISS KISS Italia, partner della finale Pop Rock promossa dal Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento. Durante la serata, ad ingresso gratuito, è stata realizzata anche una raccolta fondi per la OPEN ONLUS (Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – nata per volere di genitori, medici e ricercatori da anni impegnati nella lotta contro i tumori solidi che colpiscono i bambini). Al concorso, promosso ogni anno dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore”, giunto alla sua XII edizione, hanno partecipato sei finalisti, che hanno permesso un confronto artistico tra diverse città italiane, unite dalla musica e dall’incontro artistico con il geniale artista. I primi a gareggiare sono stati i ragazzi del Conservatorio di Pescara, con Rebecca Boccariello quale portavoce e voce. Come omaggio a Pino Daniele hanno presentato Neve al sole, mentre come inedito hanno scelto Ritornerai, interpretato solo con voce, piani e quartetto d’archi. Dal Conservatorio di Benevento si sono poi esibiti Lorena Mancini con il suo gruppo, proponendo Allora si, del cantante partenopeo, e Quello che vorrei come proposta personale. Il Conservatorio di Frosinone ha presentato Notte ca se ne va, interpretato da Sara Musela, ed il loro Delicatezza. Il quarto finalista è stato il Conservatorio di Trento, con l’unico cantante maschio a concorrere, Matteo Apetti, che ha presentato come omaggio a Pino Daniele Voglio di più e come inedito La mia storia. Quinto finalista un duo beneventano, che ci ha permesso di apprezzare l’interpretazione di Terra mia, cantata da Antonella Bene e di ascoltare Little baby, scritto ed eseguito dal chitarrista Mario Federico, altro componente del binomio musicale. Il Gruppo di Marta Ascari chiude lo spettacolo con Dubbi non ho, di Pino Daniele, e Libertà come nuova traccia. Pino è Al termine della gara, una commossa Teresa De Sio ha interpretato Quann chiove, dall’album devozionale “Teresa canta Pino”, col quale la cantante ha tentato di “prendere Pino -un traghettatore. Le sue canzoni rimarranno nelle mura delle case, nell’aria, resteranno per sempre- e portarlo nel mondo di Teresa”. Nell’intermezzo precedente alla premiazione, il pubblico ha potuto godere dell’eccellenza dell’Orchestra Ritmo Sinfonico del Conservatorio “Nicola Sala”, che ha proposto brani tra i quali Quando, Chi tene ‘o mare, Terra mia, Sara, A me me piace ‘o blues, Io per lei, Yes I know my way. Il direttore d’orchestra Gianluca Podio ha ricordato Pino con il quale ha collaborato alla scrittura di quattro brani, due dei quali, Voci sospese e Promesse da marinaio, sono […]

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Napoli & Dintorni

Teresa De Sio: una Musa al MANN

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli sta alla Musa come la Musa sta a Pino Daniele. Equazione musicale con valore culturale e celebrativo per il nuovo progetto discografico di Teresa de Sio “Teresa canta Pino”, in uscita venerdì 13 Gennaio, presentato in anteprima nella splendida cornice del MANN. Il Museo è tra i più antichi e importanti del mondo per ricchezza e unicità di patrimonio archeologico. La scelta di questo luogo sacro alle muse non è stata casuale per ospitare una “folk-singer d’autore”: un’artista libera, indipendente, muscolare, poetica, classica ma innovatrice; irrinunciabilmente napoletana. Il genere musicale di Teresa De Sio, in chiave folk-rock, si fonde con quello proprio di Pino Daniele per dar voce ad alcuni suoi storici brani; un “atto vitale e devozionale”, il suo, per l’ amico ed il collega scomparso. Una ricerca delle radici, del passato,  e grazie a quest’ultimo, guarda al futuro. Un futuro fatto di “parole e musica”, ma soprattutto di napoletanità. Teresa De Sio in Teresa canta Pino “Teresa canta Pino” – prodotto artisticamente da Sasà Flauto – contiene 15 brani di Pino Daniele ed un brano inedito, O Jammone, ovvero Il Capo. Tra i brani popolari ricordiamo O Scarrafone, Bella ‘mbriana, Je so’ pazza, Lazzari felici, Serenata a fronn e limone, Quanno chiove, Notte che se ne va, Un angolo di cielo, Fatte ‘ na pizza, Alleria, Viento e l’ intramontabile Napule è. Al disco hanno preso parte anche Niccolò Fabi, voce del brano Un angelo di cielo, ed il coro dei ragazzi dell’Istituto Melissa Bassi di Scampia, protagonista di Napule è. È il primo progetto discografico al quale la CMC (Campania Music Commision) ha deciso di collaborare con lo scopo di valorizzare il territorio campano, rilanciare i suoi beni culturali attraverso la musica e le sue muse.

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Attualità

Chick Corea, Homage to heroes all’Arena Flegrea

Dopo la “3union” (Cammariere, Paoli, Rea), un altro imperdibile concerto si è tenuto ieri sera nel nuovo tempio della musica partenopea, L’Arena Flegrea. Il pianista Chick Corea, vincitore di 16 Grammy, e il suo eccezionale quintetto (Kenny Garrett, sassofono – Wallace Roney, tromba – Christian McBride, basso – Marcus Gilmore, percussioni) hanno deliziato la platea a ritmo di jazz per ben due ore no-stop. I cinque musicisti, posizionati l’uno a fianco all’altro, come raramente accade, hanno dimostrato una notevole alchimia che si è tradotta in un’estasi di colorate vibrazioni e suggestioni emozionali. Si è tradotta in un viaggio da affrontare, nota dopo nota, ad occhi chiusi. Da “infinity” a “Sophisticated lady”, molti sono stati gli omaggi ai maestri – Horace Silver, Bud Pwell e Miles Davis su tutti –  che hanno ispirato la carriera del 75enne che, proprio per festeggiare i tre quarti di secolo, come era già successo per i suoi 60 e 70 anni, ha voluto organizzare questa nuova tournee, Homage to Heroes, che prevede una tappa, tra l’altro, anche all’Umbria Jazz. Chick Corea omaggia Pino Daniele «Suonare con Pino è stata una delle esperienza memorabili della mia vita. Ci ha lasciato una straordinaria eredità musicale, credo proprio che all’Arena Flegrea gli renderò omaggio». Uno dei momenti più emozionanti della serata, scandita da improvvisazioni, assoli e fusion, è stato l’omaggio a Pino Daniele. Il jazzista del Massachusetts ha voluto ricordare l’amico scomparso poco più di un anno fa con Sicily, dolce serenata che avevano scritto insieme nel 1993 e che celebra i profumi e le bellezze dell’Isola, mescendo sonorità jazzistiche alla bossa nova sudamericana. Proprio questo sperimentalismo è una delle chiavi del successo della lunghissima carriera del compositore e pianista che vanta ben 52 album pubblicati e collaborazioni con tutte le pietre miliari del jazz. Dagli anni 60′ Corea non ha mai spesso di reinventarsi, di esplorare nuovi territori e imparare nuovi linguaggi, portando la sua musica in giro per il mondo intero. E dopo ieri sera, dato il pubblico in visibilio, siamo certi, egli abbia trovato una nuova casa, in cui sarà sempre il benvenuto: L’Arena Flegrea. Prossimi appuntamenti dell’Arena Flegrea: 19 luglio Concerto Stefano Bollani 22 luglio Concerto Robert Plant 27 luglio Concerto Massive Attack 28 luglio Concerto Rufus Wainwrigh Special guest Emma Marrone 1 agosto Concerto Paolo Fresu, Omar Sosa, Jaques Morelenbaum 5 agosto Concerto Cristina Donà, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Javier Girotto, Enzo Pietropaoli, Saverio Lanza e Cristiano Calcagnile. Un progetto tutto dedicato a Fabrizio De Andrè: “Amore che vieni, amore che vai” 30 agosto Concerto Max Richter con “Recomposed by Max Richter” Marcello Affuso

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Cucina & Salute

Taralli sugna e pepe, lo street food campano

Taralli sugna e pepe, curiosità e storia   Ormai i napoletani lo sanno: ad ogni angolo di strada aprono sempre più spesso friggitorie e negozi che vendono kebab, patatine fritte e dolci americani. Ma per quanto i gusti cambino, un classico dello street food napoletano resta lui e non c’è novità che tenga. Il tarallo sugna e pepe, accompagnato da una birra, costituisce lo “snack” preferito di tutti. Il tarallo, prodotto nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Calabria, è stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF). Questo prodotto da forno porta un nome dall’origine ancora sconosciuta: alcuni sostengono che la parola tarallo derivi dal verbo latino torrere (“abbrustolire”) o dal francese toral (“essiccatoio”), che rimanderebbero alla tostatura che lo rende croccante. Pensando alla sua forma rotonda, altri ne riconducono l’origine all’italico tar (“avvolgere”) o al francese antico danal, (ovvero pain rond, “pane rotondo”); anche se molti ritengono che il nome derivi dal greco daratos che indicherebbe “sorta di pane”. Taralli sugna e pepe: il cibo dei poveri Questo prodotto da forno, soprattutto nella città di Napoli, pare abbia avuto una diffusione molto antica che va ricondotta al XVIII secolo, quando il popolo partenopeo che abitava nelle zone più povere dei ‘fondaci’, presso il porto, affamato e indigente, ne consumava in gran quantità. Matilde Serao, ne Il Ventre di Napoli, descrive proprio le botteghe dei panettieri del porto, dove i fornai utilizzavano anche lo sfriddo, ovvero gli stralci di pasta lievitata avanzati, cui davano la forma rotonda del tarallo classico. A questi aggiungevano la ‘nzogna (sugna, “il grasso dei poveri”), che riduceva la fame e conferiva friabilità al prodotto, e il pepe, che aumentava la sete. Secondo la tradizione, si inzuppavano nell’acqua di mare o addirittura quest’ultima la si aggiungeva nella preparazione dei taralli, e in una canzone del 1920 di Ernesto Murolo e Ernesto Tagliaferri, Napule ca se ne va una strofa celebra questa abitudine: ‘E ffigliole, pe sottaviento,/ mo se fanno na zuppetella/ cu ‘e taralle ‘int’a ll’acqua ‘e mare./ L’acqua smòppeta, fragne e pare/ ca ‘e mmanelle so’ tutte argiento (Le ragazze, sottovento,/ ora si fanno una zuppetta/ con i taralli nell’acqua di mare./ L’acqua smossa, si infrange e sembra/ che le manine siano tutte d’argento). Le mandorle, altro ingrediente base del famoso tarallo, pare siano state aggiunte solo nell’Ottocento, quando cominciarono a divenire famosi anche i chioschi sul lungomare di Mergellina, fra i quali si fermavano anche gli aristocratici che apprezzarono dall’inizio questa delizia “popolare”. Ogni “tarallaro“, venditore di taralli, portava i suoi taralli caldi in un cestino di vimini sulle spalle (‘a sporta, oggi protagonista delle espressioni “me pare ‘a sporta do’ tarallaro!”, per indicare una persona che non ha voce in capitolo in molte situazioni), e, gridando “taralle, taralle cavere!”, vendeva il suo tesoro, mantenuto caldo da una coperta, ai passanti che gli andavano incontro. Fino ai primi anni ’80 girava per Napoli l’ultimo tarallaro, Fortunato, la cui voce echeggiava per le strade: “Furtunat’ tene a […]

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Culturalmente

Pino Daniele, Tracce di libertà: il nuovo capolavoro

A poco meno da un anno dalla prematura e dolorosa scomparsa del tanto amato Pino Daniele, esce oggi uno straordinario documento. Arriva infatti, in tempo per il periodo natalizio, una nuova ricca raccolta dedicata ai magici esordi di uno degli artisti napoletani che avuto il maggior impatto musicale e culturale nel panorama italiano.  Si intitola “Tracce di libertà”, il cofanetto in 6 cd con libro di 60 pagine, pubblicato da Universal Music Italia in collaborazione con Blue Drag Publishing. Un cofanetto che permette di rivivere il percorso artistico e umano del giovane cantautore, tracciandone un ritratto davvero inedito. “Tracce di libertà” conterrà i primi 3 album di Pino Daniele con le versioni alternative, le prime stesure, i provini e 6 brani mai pubblicati. Le note di Pino Daniele ritornano quindi a suonare, arricchite da numerose rarità mai pubblicate prima d’ora. Per gli appassionati del grande cantautore e chitarrista, sarà un’opportunità da non farsi sfuggire, la giusta occasione per recuperare la prima discografia del grande artista partenopeo e scoprire sei brani inediti del suo repertorio anni ’70. Dalle disavventure della realizzazione di “Terra mia” del 1977 alla nascita delle prime canzoni, dai provini ai brani inediti che non furono inseriti nelle track-list originali, da “Pino Daniele” del 1979 a “Nero a metà” del 1980: questo è  “Tracce di Libertà”. All’interno del box figurerà poi un libro di 60 pagine pieno di curiosità sull’artista, a cura di Giorgio Verdelli, giornalista e autore della trasmissione Rai “Unici”. Il libro contiene testimonianze e immagini mai viste fino ad ora, aneddoti e testi biografici, che raccontano quella che è stata la carriera di Pino Daniele, quel ragazzone di Santa Maria la Nova, dagli occhialoni spessi e la chitarra rossa a freccia. “Tracce di libertà”: “il percorso emozionale di un ragazzo a cui piaceva il Blues” «Le tracce lasciate da un artista non sono soltanto canzoni, immagini, dischi, spartiti o critiche più o meno positive… sono da cercarsi nelle emozioni, in qualcosa di immateriale eppure estremamente vivo nella memoria, […] ed è in questo senso che “Tracce di libertà” sono tracce di vita: il percorso emozionale di un ragazzo a cui piaceva il blues» (tratto dal libro di “Tracce di libertà”). Prima della pubblicazione di questo cofanetto è stato fatto un accurato lavoro di recupero. Dopo quarant’anni di silenzio, infatti, sono stati recuperati ed ascoltati vecchi nastri originali, contenenti provini e brani inediti risalenti agli anni ‘70. All’epoca però, si registrava con un registratore a bobine a 4 tracce e molto spesso questi tipi di nastri, dopo tanti anni, si “incollano” e non scorrono più impedendone l’ascolto, bisogna dunque sottoporli a trattamenti con il calore in forni speciali. Per fortuna tutto questo non è avvenuto, i nastri sono stati recuperati e digitalizzati. L’operazione tecnica molto delicata è stata eseguita direttamente dal figlio di Pino Daniele, Alessandro Daniele, e altri collaboratori fra cui Rosario Jermano.  Il risultato sorprendente è stato scoprire al primo ascolto cose ormai dimenticate, incredibilmente belle ed emozionanti. Le foto all’interno di “Tracce di libertà”, riprendono proprio […]

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Attualità

Via Pino Daniele: una targa per sempre

Via Pino Daniele: una scelta presa in considerazione da subito. Richiesta e desiderata dal popolo napoletano sin dalla magica notte in Piazza del Plebiscito dove le voci dei giovani, degli anziani e dei più piccoli si incrociavano per ricordarlo, per sempre. E così il desiderio è stato esaudito: la città di Napoli può godere e vantarsi di aver regalato al suo Pino una delle strade del centro storico, situata a pochi passi da Piazza Santa Maria La Nova, dimora adolescenziale dell’artista, e dalla scuola “Oberdan” che egli frequentò in gioventù. Via Pino Daniele: un regalo esiguo, penseranno in molti, a confronto dei tanti pezzi musicali che Pino ha donato al mondo. La delibera della Giunta comunale arrivò il 3 agosto: Vicoletto Donnalbina cede il posto a Via Pino Daniele e per i più distratti la targa ricorda anche la professione dell’artista. Alla cerimonia di inaugurazione il sindaco De Magistris, circondato da familiari, amici e fans del cantante, ha anche annunciato di voler riproporre la stessa incantevole atmosfera di quella notte alle falde del Palazzo Reale informando i presenti che Napoli festeggerà il Capodanno 2016 in nome e in ricordo del suo Lazzaro felice. Come se la città si dovesse illudere che quello visto in televisione un anno prima non fosse stato veramente l’ultimo, quando da Courmayeur cantò per l’ultima volta sulle dolci note di Quando e il resto dell’Italia iniziava il countdown per brindare all’anno che di lì a poco sarebbe arrivato. Non sapendo che tutto ciò che sarebbe rimasto da chiamare col suo nome, dopo la musica, sarebbe stata proprio via Pino Daniele. Dopo Pino anche Massimo Troisi tra i vicoli napoletani Ma non è tutto. Quella stessa delibera accolse anche un’altra proposta. Altrettanto piena d’amore per la città. Napoli ha dei pilastri culturali da venerare e che non vuole dimenticare; vuole tenerli in vita per riscatto, per vanto, per immenso affetto. E così da Piazza Amedeo, qualora volessimo arrivare in Piazza Roffredo Beneventano, potremmo percorrere Via Francesco Crispi e dopo qualche centinaio di metri prendere la scalinata sulla sinistra: così attraverso le scale Massimo Troisi eccoci a destinazione. L’inaugurazione, a detta del sindaco, è prevista a breve, la città è dunque in attesa di festeggiare un’altra conquista, di ricordare il suo Massimo dopo aver inaugurato via Pino Daniele. Due quartieri distanti, due quartieri diversi che l’opera risanatrice di fine Ottocento delineò come zona “bene” e ventre paravento di misere realtà quotidiane. Ma poco importa oggi delle differenze e delle polemiche: ai napoletani piace solo credere che un attore e un musicista si incontrino, di notte, per le strade della città, sorseggino un caffè dinanzi al Monastero di Santa Chiara e passeggino verso la Riviera di Chiaia, ammaliati dalle bellezze di Napoli e lusingati dai doni dei cittadini.

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Comunicati stampa

Io vivo come te, una mostra per i 60 anni di Pino Daniele

Io vivo come te è un omaggio fotografico per celebrare Pino Daniele, il più grande rappresentante di un’altra napoletanità, nel giorno del suo 60° compleanno. Una reunion di suoi sostenitori prima ancora che autori riconosciuti, persone che come lui ben conoscono le difficoltà di fare arte e cultura a Napoli e nonostante ciò portano in giro il nome della città in chiave creativa. Io vivo come te racconta, così come la sua musica e le sue parole, la profonda conoscenza di un luogo ed allo stesso tempo l’esigenza di rinnovamento di una forma mentis espressa attraverso immagini di storie diverse che parlano al pubblico. 60 immagini di 10 autori, 10 storie per 10 canzoni, visioni personali che si intrecciano in un unico comune denominatore: l’esigenza di espressione di forze creative di una città sempre a metà tra tradizione e rinnovamento. Un intreccio di immagini d’autore con contributi di musicisti internazionali che con la loro arte ripercorreranno la musica di Pino. Io vivo come te è, dunque, un progetto che si inserisce nel dibattito sulla contemporaneità. Il fine è sociale; offrire spunti di riflessione per andare oltre, sorvolando logiche semplicistiche, didascaliche o meramente descrittive di un luogo così come della vita stessa. La città è, come nelle sue canzoni, sullo sfondo; quella città musa ispiratrice che ha a sua volta omaggiato il poeta come solo Napoli sa fare: in tutte le botteghe, da tutte le case, nei giorni della sua scomparsa, soltanto la sua voce, al di là di ogni polemica. Io vivo come te è un ulteriore omaggio al grande Pino, un atto d’amore nei suoi confronti, di se stessi, di un luogo e dell’umanità tutta. La Mostra inaugurerà il 19 marzo 2015, ore 18:00, giorno del 60° compleanno di Pino nella sua Napoli, il centro storico dove è nato e cresciuto ed ha mosso i primi passi e dove sono nate tutte le sue canzoni più belle e significative, sempre a metà tra un grido di aiuto ed un atto di riconoscenza. Il progetto sarà presentato per la prima volta presso la chiesa seicentesca di San Biagio Maggiore, via San Gregorio Armeno 35/39, recentemente riaperta al pubblico e sede della Fondazione Giambattista Vico, luogo simbolo del centro storico patrimonio Unesco. La diffusione delle opere verrà amplificata attraverso una galleria QR-Code che sarà disponibile, il giorno dell’inaugurazione, a varie comunità di napoletani all’estero così da riavvicinare Napoli e i suoi cittadini sparsi per il mondo. Fotografie di: – Pasquale Autiero – Stefano Cardone – Francesco Ciotola – Luigi Fedullo – Biagio Ippolito – Claudio Morelli – Roberto Salomone – Mario Spada – Daniele Veneri – Eduardo Castaldo L’inaugurazione del 19 marzo sarà introdotta dallo scrittore Maurizio De Giovanni; contributi musicali di Raiz e Fausto Mesolella. La partecipazione di tutti gli artisti è a titolo gratuito, così come la sede della Mostra e la visita alla stessa. Il 18 marzo, ore 18:00, all’Asilo Filangieri di Napoli, vico Giuseppe Maffei 4, ci sarà la conferenza stampa degli artisti coinvolti; ogni fotografo presenterà la propria opera […]

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